Andrea Segre

In questa pagina trovate informazioni e notizie legate principalmente alla mia attività di regia documentaria e cinematografica, ma anche scritti, riflessioni, diari di viaggio, appunti.

Insieme ad Andrea Segré (quello con l'accento…come ci capita di scherzare insieme) e a molte associazioni calabresi il 10 e 11 dicembre cammineremo tra gli agrumeti e i paesi della Piana di Gioia Tauro per capire le connessioni tra diritti dei braccianti, agricoltura, grande distribuzione e abitudini di consumo. Il tutto, in collaborazione con Internazionale, sarà seguito in diretta da ZaLab .

Con due splendid film ZaLab rinnova la sua distribuzione.
PATIENCE PATIENCE (che presento il 24 novembre all'Apollo 11 insieme a Concita De Gregorio) su un gruppo di donne marocchine immigrate in Blegio che si riprendono la loro vita e GAYBYBABY splendido ritratto di quattro figli di famiglie gay.


Si può rivalutare un quartiere senza creare esclusione?
Ho letto l'intervista-appello di Paolo Sorrentino su Il Messaggero di ieri, sabato 19 Novembre. Da due anni vivo a Piazza Vittorio e leggendo le parole di Sorrentino provo un certo spaesamento. Da una parte condivido la sua preoccupazione per alcune evidenti e inaccettabili non-curanze degli spazi pubblici, ma dall'altra il suo appello un po' mi preoccupa e mi aiuta a riflettere su quale sia la vera crisi della città in cui vivo. Qui ho provato a raccontare il mio pensiero?


COME VEDERE I MIEI FILM-TO WATCH MY FILMS:
Clicca sul titolo per acquistare DVD) - Click on the title to buy the DVD

- I SOGNI DEL LAGO SALATO (2015 - subt ita)

- LA PRIMA NEVE (2013 - subt ita)

- INDEBITO - (2013-subt ita)






- LA MAL'OMBRA (2007 - subt ita, eng)

Per i seguenti documentari - For the following docs
- A META' (2001)
scrivete a - please write to:
distribuzione@zalab.org

E' in vendita anche il mio libro

News, scritti e riflessioni

Dalla Cina alla Libia passando per Ferrara. Dal 30 settembre al 2 ottobre sarò al Festival di Internazionale a Ferrara insieme a ZaLab e FuoriRotta per presentare i lavori di due documentaristi con cui ho condiviso quest'anno racconti e immagini: Davide Crudetti e Khalifa Abu Kraisse


DAL CENTRO AI CENTRI
Dopo aver girato per diverse città del sud provo a lanciare una proposta alle molte città del nord che continuano a rifiutare progetti di accoglienza. Accoglienza: dai centri o al centro.

LAGUNA SUD 2017
Dal 25 al 28 Agosto si è svolta la seconda edizione del festival Laguna Sud, svoltosi a Chioggia in collaborazione con della Giornate degli Autori.
Qui trovate i video realizzati durante il laboratorio coordinato quest'anno ad me e Agostino Ferrente.
TERRORISMO E NORMALITA'
siamo capaci di proporre altro?
L'unica reazione al terrore sembra la conservazione della normalità. Ma non è forse la normalità stessa ad ospitare il terrore?

Diari dalla Libia 2016
LA PRIMAVERA DI KELLY A TRIPOLI
In questi giorni la Libia vive un momento molto delicato. Da noi se ne parla solo per paura che dal caos libico possa emergere un altro spazio di potere dell'IS. In realtà sappiamo poco o niente. Ho chiesto ad un amico videomaker di Tripoli di aiutarci a capire. Leggete qui le sue lettere.
Libyan Diaries 2016
KELLY'S SPRING 2016
I've asked a libyan videomaker to tell us how is the life in Tripoli in these days of tension and crisis. Read the diaries from Tripoli

No Triv
REFERENDUM VERO O KAZAKO?

Il 20 marzo si tengono in Kazakistan elezioni legislative anticipate. La cosa ovviamente non fa alcuna notizia in Italia, ma ha invece molto a che vedere con un'altra importante non-notizia: il referendum del 17 aprile contro le trivellazioni lungo le coste dell'Adriatico. Continua a leggere qui


FUORIROTTA - IL NUOVO BANDO
Oltre 320 i progetti arrivati al nuovo bando Fuorirotta.
I risultati si avranno entro il 15 maggio
Per altre informazioni: info@fuorirotta.org

DOPO FUOCOAMMARE
Lettera aperta all'Europa che si è commossa.

La ferocia e la banalità del male si sono uniti in istanti di cinema, che la maestria di Rosi ha saputo cogliere dal corpo ferito dell'umanità.

Ora è a mio avviso necessario che quell'emozione non risolva e non pulisca le coscienze. Continua a leggere...


SPECIALE - 10 anni di ZaLab
L'associazione che ho contribuito a fondare e che ha prodotto e distribuito molti dei miei documentari festeggia i suoi 10 anni di vita e lancia delle super offerte per acquistare i nostri film e sostenere la nostra indipendenza!

LO SCIOPERO DELL'AIUTO
In tanti, troppi dicono che il 2015 è stato l'anno della consapevolezza europea del dramma dei migranti. C'è qualcosa che non funziona però in questa consapevolezza. Ho provato a capirlo ed è nato questo pezzo "Lo sciopero dell'aiuto" (pubblicato il 31.12 sulle pagine dei quotidiani locali del gruppo Espresso)

IL PARADOSSO DI ILIA
Sono stato al confine tra Grecia e Macedonia. Ho incontrato alcune storie assai utili per capire cosa sta succedendo in e intorno all'Europa. Tra queste quella di Ilia, che qui potete leggere.

LA MARCIA DELLE DONNE E DEGLI UOMINI SCALZI - Venezia 11 settembre 2015

Bellocchio, Servillo, Saviano, Mastrandrea, Paolini e molti altri. Il mondo del cinema e della cultura finalmente si mobilita per rompere il silenzio sui diritti di rifugiati e migranti ed invita tutti venerdì 11 settembre a camminare scalzi lungo le vie del Lido fino al Palazzo del Cinema.

LEGGI QUI L'APPELLO E PARTECIPA









Andrea Segre

Scritti e News

2015

Novembre 2015

M.I.N.I. Expo - Made in the New Italy

C'è una nuova Italia dietro ai nostri pomodori, alle nostre arance.. Scoprile con ZaLab e Repubblica.tv


Ottobre 2015

GORIZIA-FRIULI-ITALIA - La vergogna ordinaria

Mercoledì 14 ottobre l'Isonzo rischiava di esondare e di portare via con sé le vite di 150 esseri umani. Ma nessuno se ne preoccupava, perché? Leggete qui. Il post in poche ore ha ricevuto migliaia di visite e molti commenti. Qui la mia risposta ai commenti più critici.


Settembre 2015

LAGUNA SUD - il cinema a Chioggia e Pellestrina

...come se uno dei grandi schermi della Mostra uscisse dal Palazzo e navigasse galleggiando verso Sud, lungo le rive della laguna.

Si è svolto a Chioggia dal 20 al 24 agosto il festival Laguna Sud - il cinema fuori dal Palazzo.


Agosto 2015

PROFUGHI SI, PROFUGHI NO, MA PERCHE'?

La mia opinione è che sia snervante e miope continuare a dividerci tra profughi si e profughi no. In questo articolo pubblicato sui quotidiani locali di Padova, Treviso e Venezia spiego perché.


5 luglio 2015 Referendum in Grecia

LA RABBIA DI POPPI

Poppi ieri notte non ha dormito e capire perché è oggi necessario per tutti noi. Continua a leggere qui

English: Poppi's Rage ; Español: Poppi no durmiò anoche



Aprile 2015

IS E MIGRANTI, LA GRANDE CONFUSIONE


Marzo 2015

L'ALZHEIMER DI SALVINI

La politica è una triste tecnica mediatica.


Gennaio 2015 - elezioni greche

LA SCELTA DI TETI

Teti è la protagonista del breve documentario prodotto per Internazionale sul giorno della speranza ad Atene Guarda LA SCELTA DI TETI (prima parte); Guarda LA SCELTA DI TETI (seconda parte)



- scopri i progetti finanziati da LA PRIMA SCUOLA


Dicembre 2014

Ottobre 2013 - Dopo la tragedia di Lampedusa

21.07.2013 In occasione dell'anteprima di Indebito a Locarno, pubblico due testi nati da riflessioni che hanno accompagnato la realizzazione di questo nuovo film: Il coraggio di esistere e L'esercito della competizione. Buona lettura.
15.05.2013 Insieme per lo Ius Soli: per sostenere il Disegno di Legge sul nuovo diritto di cittadinanza e per fermare i Ladroni Padani, che per vent'anni ci hanno rubato il futuro.
23.02.2013 Sono stato a Piazza San Giovanni alla chiusura della campagna elettorale del M5S. Queste le mie riflessioni: De Grillo elettorale 2 - dopo San Giovanni
19.02.2013 A pochi giorni dalle elezioni politiche 2013, una riflessione sul voto; un approfondimento critico su contenuti, modalità e rischi del MOvimento5Stelle: De Grillo elettorale
28.01.2013 Escono i dvd di Io Sono Li e Mare Chiuso, e ZaLab distribuisce un film fondamentale, Vol Special. Dedicato a chi ha il coraggio di dichiarare chi è davvero illegale.
29.08.2012 Alla 69 Mostra del Cinema di Venezia ci saranno due proiezioni speciali di Mare Chiuso (31 agosto alle 15.00 in Sala Perla 2) e di Io Sono Li (4 settembre alle 14.30 in Sala Pasinetti). IN questo occasione ho scritto due riflessioni: "Ma alla fine in realtà ci annoiamo" e "La dolce nave nel mare chiuso". Buona lettura.
6.06.2012 ZaLab in collaborazione con Amnesty e OpenSocietyFundations ha lanciato la campagna 20 giugno - MAI PIU' RESPINTI.
18.04.2012 Compaiono le foto di due migranti legati e scotchati durante volo di espulsione. I politici italiani si indignano. Ipocritamente. Nessun Krumiro al Cioccolato.
15.03.2012 Esce in Italia il mio nuovo documentario MARE CHIUSO sulle violenze italiane durante i respingimenti dei migranti africani in Libia.
3.02.2012 L'Italia è stata condannata dalla Corte Europea per i Diritti Umani per aver operato i respingimenti in LIbia. contro centinaia di migranti. Un giorno di giustizia, tristezza e speranza.
1.01.2012 In occasione del viaggio di Monti in LIbia, ZaLab lancia un appello e presenta il trailer del nuovo documentario realizzato da me e Stefano Liberti sui respingimenti dei migranti del 2009-2010: MARE CHIUSO (in uscita a fine marzo 2012) - vedi il trailer
08.01.2011 L'omicidio di Joy e Zhou Zheng è dolore e indignazione. In quelle strade ho girato le prime scene di Io Sono Li. Oggi sono stato a vedere Le Candele di Torpignattara
13.12.2011 Ci sono molte persone che vorrebbero vedere Io Sono Li, ma non lo trovano nella loro città. Per questo abbiamo lanciato l'idea di IO VOGLIO VEDERE.


Consulta tutto l'archivio degli scritti cliccando QUI o delle news cliccando QUI

SCARTI - A PIEDI NELLA PIANA

Una proposta di Andrea Segre e Andrea Segrè realizzata grazie alla partecipazione di Federico Taddìa e delle associazioni MEDU, SOS Rosarno, CGIL-FLAI Gioia Tauro, Filt di Gioia TauroZaLab, Coldiretti Calabria, Emergency
e con la collaborazione di Internazionale
Da alcuni anni in Italia tante realtà associative, molti studiosi, giornalisti e documentaristi cercano di alzare l’attenzione sulle condizioni di lavoro e di produzione nelle campagne del sud Italia.
Molti hanno denunciato le condizioni di vita dei braccianti stranieri, il peso del caporalato, la distorsione della filiera distributiva che soffoca i produttori e la necessità di rendere il consumo consapevole.
Alcune cose si stanno smuovendo anche sul piano legislativo con la recente approvazione della legge contro il caporalato e la presentazione di alcune importanti interrogazioni sull’argomento.
Pensiamo sia necessario provare a mettere insieme tutti questi elementi con una riflessione complessiva e con proposte che rendano chiare le connessioni tra le scelte dei consumatori, le regole della distribuzione e le condizioni dei lavoratori nella filiera produttiva. E’ una questione di consapevolezza, conoscenza e responsabilità, ma anche di meccanismi del mercato, che tende a produrre a monte e a valle del processo produttivo una grande quantità di scarti.
Sono scarti i braccianti costretti a vivere nei ghetti in attesa di avere qualche ora di lavoro a niente, sono scarti gli imprenditori agricoli che non possono vendere a prezzi giusti i loro prodotti remunerando il loro lavoro, sono scarti le grandi quantità di cibo perso o sprecato nella filiera controllata dalla grande distribuzione, sono scarti i prodotti che rimangono invenduti negli scaffali dei supermercati, sono scartigli alimenti che troppo spesso vengono sprecati nella ristorazione masoprattutto nelle case di tutti noi.
Per provare a tenere insieme tutti questi elementi, abbiamo deciso di attraversare a piedi un luogo simbolo di queste storie, la Piana di Gioia Tauro, dove vengono prodotti agrumi e olio destinati ai mercati di tutta Italia e non solo, e dove negli ultimi anni si sono concentrati molti elementi di tensione e crisi.
In due giorni percorreremo una ventina di chilometri dal Porto di Gioia Tauro alla baraccopoli di San Ferdinando, dagli agrumeti di Rosarno agli uliveti di Cinquefrondi. Cammineremo e ci fermeremo per vedere i luoghi e per incontrare i protagonisti e conoscere le loro storie: un percorso lento durante il quale porre domande, confrontarsi, cercare e proporre risposte.
Alla fine dei due giorni, con la collaborazione di Federico Taddìa, proveremo a fare una sintesi di quanto avremo raccolto, ci troveremo al Frantoio delle Idee di Cinquefrondi per riflettere e soprattutto per provare a costruire insieme una proposta, da cui ripartire per riuscire tutti insieme a ridurre e possibilmente prevenire gli scarti e gli sprechi.
Alcune tappe dei due giorni di cammino e l’incontro finale al Frantoio delle Idee (domenica 11 dicembre alle 18.00) saranno seguite in diretta sulla pagina facebook di ZaLab.
Negli stessi giorni sarà possibile vedere su zalab.org IL SANGUE VERDE di Andrea Segre in streaming a 3Euro e l’intera somma verrà devoluta a SOS Rosarno.
Per info: comunicazione@zalab.org

SORRENTINO, PIAZZA VITTORIO E LA CRISI DI ROMA

E' possibile rivitalizzare un quartiere senza creare esclusione?

Ho letto l'intervista-appello di Paolo Sorrentino su Il Messaggero di ieri, sabato 19 Novembre.
Da due anni vivo a Piazza Vittorio e leggendo le parole di Sorrentino vivo un certo spaesamento.
Da una parte condivido la sua preoccupazione per alcune evidenti e inaccettabili non-curanze degli spazi pubblici (pulizia sommaria, lavori in corso mai terminati, nessuna riqualificazione degli spazi verdi della piazza, illuminazione non costante...solo per citarne alcuni), ma dall'altra il suo appello un po' mi preoccupa e mi aiuta a riflettere su quale sia la vera crisi della città in cui vivo.



Per parlarne parto da ciò che amo del quartiere in cui vivo: pur attraversato da problemi e carenze, Piazza Vittorio costituisce una rarità sociale per le capitali europee, un'area molto centrale della città dove classi sociali e appartenenze culturali diverse si incontrano e si intrecciano. Quando cammino sotto i portici o quando attraverso la piazza o quando vado al mercato mi piace poter incontrare stili e storie di vita, popoli, provenienze culturali e sociali infinitamente diverse tra loro. Non parlo solo di multiculturalità sia chiaro, il mio non è un ingenuo entusiasmo per l'estetica del melting pot (che molti danni ha fatto anche in questa città), mi riferisco al fatto che fino ad oggi Piazza Vittorio pur essendo a poche centinaia di metri dal Colosseo o da Santa Maria Maggiore non è stata ancora ripulita e appiattita dall'omologazione degli aspetti più scontati e negativi della gentrification, fenomeno ben noto che in gran parte sconvolge il rapporto tra quartieri e loro abitanti, favorendo le componenti più abbienti della società e spingendo ai margini chi ha minore potere d'acquisto. Sorrentino nel suo articolo parla di Monti come esempio positivo di quartiere che "ce l'ha fatta". Non sono d'accordo. Monti a mio avviso è uno dei quartieri piallati dalla gentrification. Come Trastevere o Testaccio. Come sarebbe stato per il Pigneto se non fosse scoppiata la crisi che ne ha castrato l'"esplosione". Ovviamente sto generalizzando ed è vero che ci sono eccezioni anche in questi quartieri, ma la forte tendenza in quei contesti è quella della parte peggiore della gentirifcation. Luoghi dove quasi non esistono persone "normali", dove tutto è costruito ed offerto per una classe sociale medio-alta di professionisti spesso totalmente esterni alla storia del quartiere, se non addirittura in transito per lavoro o peggio ancora per turismo. Luoghi dove quasi non si incontrano vite di persone il cui lavoro e la cui esistenza è connessa al tessuto sociale e storico di quel quartiere, che lentamente difatti è diventato un susseguirsi di vinerie, ristiorantini, localini tendenzialmente cari, se non esclusivi.
Piazza Vittorio nella sua indubbia crisi di cura, è ancora vissuta da persone che hanno bisogno del quartiere e che lo vivono non per venderlo o consumarlo. Mi riferisco ai ragazzi che giocano tutti i giorni a calcio o a basket in piazza, alle mamme cinesi che tutte le mattine fanno ginnastica, tai-chi o lezioni di tango, alle signore anziane che al pomeriggio quando c'è sole scendono in piazza accompagnate dalle badanti, alle decine di lavoratori del mercato, ai venditori ambulanti di cibo bengalese per i lavoratori del mercato, agli studenti delle tante scuole dell'obbligo del quartiere che all'uscita di scuola attraversano il parco, ai fornai, calzolai, alimentari, librai, barbieri che provano a resistere. Insomma alle persone che non vanno a fare gli aperitivi, ma che vivono. E tra loro c'è anche chi non sta bene, ma che in questo mondo reale si sente in qualche modo accolto: homeless, migranti in transito, persone sole, storie e biografie difficili che attraversano il cuore delle metropoli contemporanee. Tra di loro si annida spesso anche l'illegalità, pronta a sfruttare quelle solitudini e quelle difficoltà per interessi ben altri (non che l'illegalità, soprattutto dello spaccio, non ci sia anche nei quartieri trendy che "ce l'hanno fatta", anzi). L'illegalità va combattuta (e sinceramente mi sembra che la presenza in Piazza delle forze dell'ordine sia già molto  consistente), ma non va utilizzata la lotta all'illegalità in una direzione di pulizia omologante. Nella pagina de Il Messaggero che ha ospitato l'intervista a Sorrentino la foto principale ritrae un signore africano all'entrata della metro con le caratteristiche tipiche di un homeless, cappotto sporco, barba lunga, valigia al seguito e davanti a lui le gambe di due carabinieri. Conosco quel signore, si siede spesso davanti al portone di casa mia con una cartone al collo in cui spiega al mondo come "il Signore ci punirà" . Insieme a lui c'è spesso una signora che taglia e cuce pezzi di tessuti vari e quando sta male urla. Poco più in là un uomo cinese che beve sempre del succo di laime e raccoglie sigarette da terra per fumarle una dietro l'altra. I bar intorno offrono loro caffè, panini o brioche. Sono figure presenti in tutte le città e culture del mondo, che ovviamente gli interessi economici che soffiano sulle vele della gentrification vorrebbero far sparire. Anche in questo caso non sto plaudendo alla retorica che consegna ai "barboni" una mitologia quasi magica o saggia. Sto raccontando pezzi di vita reale che quartieri ripuliti non vogliono e non possono ospitare, ma che preferiscono espellere, escludere. Ecco, questa è la parola chiave: io non voglio che Piazza Vittorio diventi un luogo esclusivo, perché credo fermamente che i luoghi esclusivi di Roma, quelli da cui sono state escluse le persone vere, normali siano quelli che stanno scavando inesorabilmente la crisi e la ferita della città. Quando cammino a Monti, a Trastevere, per non parlare del centro storico, sento l'assenza della città. Sento che intorno a me ho quasi solo persone che usano la città per consumare e poi scomparire. E son contento di tornare a Piazza Vittorio, o a TorPignattara o a Villa Certosa o a  Centocelle, quartieri in cui anche ho vissuto e che continuo a frequentare.
Ciò, sia chiaro, non significa che non riconosco le enormi mancanze di servizi e cura presenti in questi quartieri. Così come riconosco anche che nei quartieri che "ce l'hanno fatta" ci siano esperienze importanti e positive di economia sostenibile o circolare, che però, e lo sanno, hanno il grande problema di essere vincolate ad una comunità elitaria, progressista ma per ora profondamente elitaria.
Penso e spero che anche Sorrentino non voglia trasformare Piazza Vittorio in un'altra Trastevere. Penso che la sfida vera per questo spazio sociale ibrido e complesso, ma ancora vero e normale, sia quello di ridargli servizi, dignità, legalità e pulizia, senza svenderlo nelle mani aride e avide del turismo e degli interessi più spietati della gentrification.  Credo anch'io, per fare un esempio, che vada trovato un modo per ridare varietà ai negozi che stanno sotto i portici. L'eccessiva presenza di negozi outlet gestiti da cittadini di origine cinese toglie ricchezza e varietà. Ma chi riuscirà a convincere i proprietari di quei negozi (spesso italiani) a guadagnare meno da attività che non possono garantire le stesse entrate? Perché, se non si interviene sui costi di quegli affitti, a sostituire gli outlet cinesi potranno essere solo vinerie esclusive e il risultato omologante sarà simile. Credo insomma che a Piazza Vittorio ci sia una grande occasione che spero non venga sprecata, quella di provare a rivitalizzare un quartiere senza consegnarlo alle logiche del puro commercio (cinese o italiano o indiano che sia) e provando a non trasformarlo in una vetrina trendy e ripulita per upper class di professionisti e per distratti turisti omologati, da cui tener fuori le tante persone vere che ancora lo vivono. Piazza Vittorio può essere un laboratorio di incontro tra le sperimentazioni più innovative e attente dei soggetti tipici della gentrification e la vita reale di persone con minore potere d'acquisto. E' una sfida intensa, nella quale coinvolgere le associazioni culturali italiane, ma anche le persone reali, indipendentemente dalla loro provenienza e appartenenza.
Fin qui, concordo con Sorrentino, il silenzio dell'amministrazione è assordante.
Speriamo qualcosa cambi.

Un'ultima cosa: domani sera, lunedì 21 novembre, alle 20 all'Apollo Undici di Via Bixio, all'Esquilino, viene presentato un bellissimo film di Frederick Wiseman, maestro del documentario americano, che ha molto a che fare con tutta questa storia: si chiama In Jackson Heighs e racconta l'intreccio tra gentrification,  multietnicità e interessi economici in un quartiere di New York. Può essere un ottimo strumento per iniziare a riflettere su quanto si dovrebbe o non si dovrebbe fare a Piazza Vittorio.