Andrea Segre

In questa pagina trovate informazioni e notizie legate principalmente alla mia attività di regia documentaria e cinematografica, ma anche scritti, riflessioni, diari di viaggio, appunti.

LIBERTA' E DIRITTI PER GABRIELE DEL GRANDE
Decine di iniziative in tutta Italia per chiedere la liberazione di Gabriele. Leggi qui l'appello
Per aderire: iostocongabrielelibero@gmail.com

LES SAUTEURS - IL FILM CHE TI GUARDA
ZaLab sta distribuendo in Italia un film speciale, perché è un film che ti guarda. L'ho presentato in due sale e ho visto gli occhi degli spettatori alla fine. Qui rivolgo a tutti un invito speciale.


COME VEDERE I MIEI FILM-TO WATCH MY FILMS:
Clicca sul titolo per acquistare DVD) - Click on the title to buy the DVD

- I SOGNI DEL LAGO SALATO (2015 - subt ita)

- LA PRIMA NEVE (2013 - subt ita)

- INDEBITO - (2013-subt ita)






- LA MAL'OMBRA (2007 - subt ita, eng)

Per i seguenti documentari - For the following docs
- A META' (2001)
scrivete a - please write to:
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E' in vendita anche il mio libro

News, scritti e riflessioni

DALLA LA CERIMONIA PER SANDRINE ALL' ASSEMBLEA VENETA PER L'ACCOGLIENZA DEGNA E DIFFUSA
Dopo la cerimonia per Sandrine di domenica 15 gennaio a Cona gli organizzatori hanno deciso di convocare per sabato 28 gennaio a Padova l'assemblea regionale per chiedere tutti insieme il superamento dei centri come Cona e per costruire un'accoglienza degna e diffusa. Questi i miei articoli collegati a queste importanti iniziative: IL VENETO CHE NON TI ASPETTI - LA CERIMONIA PER SANDRINE e IL CORAGGIO DI CHIEDERE SCUSA

DAL CENTRO AI CENTRI
Dopo la morte di Sandrine Bakayoko nel centro di Cona(VE) ripubblico una proposta rivolta alle molte città del nord che continuano a rifiutare progetti di accoglienza. Accoglienza: dai centri o al centro.

In occasione della Foto di Auguri 2017, tradizionale appuntamento natalizio a Piazza Vittorio organizzato da molte associazioni del quartiere, scrivo poche righe di proposte, come promesso in seguito all'articolo pubblicato il 20 novembre Sorrentino, Piazza Vittorio e la crisi di Roma che è stato letto da circa 30mila persone nei giorni scorsi.

Potete leggere le proposte qui


Si può rivalutare un quartiere senza creare esclusione?
Ho letto l'intervista-appello di Paolo Sorrentino su Il Messaggero di ieri, sabato 19 Novembre. Da due anni vivo a Piazza Vittorio e leggendo le parole di Sorrentino provo un certo spaesamento. Da una parte condivido la sua preoccupazione per alcune evidenti e inaccettabili non-curanze degli spazi pubblici, ma dall'altra il suo appello un po' mi preoccupa e mi aiuta a riflettere su quale sia la vera crisi della città in cui vivo. Qui ho provato a raccontare il mio pensiero?


Insieme ad Andrea Segré (quello con l'accento…come ci capita di scherzare insieme) e a molte associazioni calabresi il 10 e 11 dicembre cammineremo tra gli agrumeti e i paesi della Piana di Gioia Tauro per capire le connessioni tra diritti dei braccianti, agricoltura, grande distribuzione e abitudini di consumo. Il tutto, in collaborazione con Internazionale, sarà seguito in diretta da ZaLab .

Con due splendid film ZaLab rinnova la sua distribuzione.
PATIENCE PATIENCE (che presento il 24 novembre all'Apollo 11 insieme a Concita De Gregorio) su un gruppo di donne marocchine immigrate in Blegio che si riprendono la loro vita e GAYBYBABY splendido ritratto di quattro figli di famiglie gay.



Dalla Cina alla Libia passando per Ferrara. Dal 30 settembre al 2 ottobre sarò al Festival di Internazionale a Ferrara insieme a ZaLab e FuoriRotta per presentare i lavori di due documentaristi con cui ho condiviso quest'anno racconti e immagini: Davide Crudetti e Khalifa Abu Kraisse

LAGUNA SUD 2017
Dal 25 al 28 Agosto si è svolta la seconda edizione del festival Laguna Sud, svoltosi a Chioggia in collaborazione con della Giornate degli Autori.
Qui trovate i video realizzati durante il laboratorio coordinato quest'anno ad me e Agostino Ferrente.
TERRORISMO E NORMALITA'
siamo capaci di proporre altro?
L'unica reazione al terrore sembra la conservazione della normalità. Ma non è forse la normalità stessa ad ospitare il terrore?

Diari dalla Libia 2016
LA PRIMAVERA DI KELLY A TRIPOLI
In questi giorni la Libia vive un momento molto delicato. Da noi se ne parla solo per paura che dal caos libico possa emergere un altro spazio di potere dell'IS. In realtà sappiamo poco o niente. Ho chiesto ad un amico videomaker di Tripoli di aiutarci a capire. Leggete qui le sue lettere.
Libyan Diaries 2016
KELLY'S SPRING 2016
I've asked a libyan videomaker to tell us how is the life in Tripoli in these days of tension and crisis. Read the diaries from Tripoli

No Triv
REFERENDUM VERO O KAZAKO?

Il 20 marzo si tengono in Kazakistan elezioni legislative anticipate. La cosa ovviamente non fa alcuna notizia in Italia, ma ha invece molto a che vedere con un'altra importante non-notizia: il referendum del 17 aprile contro le trivellazioni lungo le coste dell'Adriatico. Continua a leggere qui


FUORIROTTA - IL NUOVO BANDO
Oltre 320 i progetti arrivati al nuovo bando Fuorirotta.
I risultati si avranno entro il 15 maggio
Per altre informazioni: info@fuorirotta.org

DOPO FUOCOAMMARE
Lettera aperta all'Europa che si è commossa.

La ferocia e la banalità del male si sono uniti in istanti di cinema, che la maestria di Rosi ha saputo cogliere dal corpo ferito dell'umanità.

Ora è a mio avviso necessario che quell'emozione non risolva e non pulisca le coscienze. Continua a leggere...


SPECIALE - 10 anni di ZaLab
L'associazione che ho contribuito a fondare e che ha prodotto e distribuito molti dei miei documentari festeggia i suoi 10 anni di vita e lancia delle super offerte per acquistare i nostri film e sostenere la nostra indipendenza!

LO SCIOPERO DELL'AIUTO
In tanti, troppi dicono che il 2015 è stato l'anno della consapevolezza europea del dramma dei migranti. C'è qualcosa che non funziona però in questa consapevolezza. Ho provato a capirlo ed è nato questo pezzo "Lo sciopero dell'aiuto" (pubblicato il 31.12 sulle pagine dei quotidiani locali del gruppo Espresso)

IL PARADOSSO DI ILIA
Sono stato al confine tra Grecia e Macedonia. Ho incontrato alcune storie assai utili per capire cosa sta succedendo in e intorno all'Europa. Tra queste quella di Ilia, che qui potete leggere.

LA MARCIA DELLE DONNE E DEGLI UOMINI SCALZI - Venezia 11 settembre 2015

Bellocchio, Servillo, Saviano, Mastrandrea, Paolini e molti altri. Il mondo del cinema e della cultura finalmente si mobilita per rompere il silenzio sui diritti di rifugiati e migranti ed invita tutti venerdì 11 settembre a camminare scalzi lungo le vie del Lido fino al Palazzo del Cinema.

LEGGI QUI L'APPELLO E PARTECIPA









Andrea Segre

Scritti e News

2015

Novembre 2015

M.I.N.I. Expo - Made in the New Italy

C'è una nuova Italia dietro ai nostri pomodori, alle nostre arance.. Scoprile con ZaLab e Repubblica.tv


Ottobre 2015

GORIZIA-FRIULI-ITALIA - La vergogna ordinaria

Mercoledì 14 ottobre l'Isonzo rischiava di esondare e di portare via con sé le vite di 150 esseri umani. Ma nessuno se ne preoccupava, perché? Leggete qui. Il post in poche ore ha ricevuto migliaia di visite e molti commenti. Qui la mia risposta ai commenti più critici.


Settembre 2015

LAGUNA SUD - il cinema a Chioggia e Pellestrina

...come se uno dei grandi schermi della Mostra uscisse dal Palazzo e navigasse galleggiando verso Sud, lungo le rive della laguna.

Si è svolto a Chioggia dal 20 al 24 agosto il festival Laguna Sud - il cinema fuori dal Palazzo.


Agosto 2015

PROFUGHI SI, PROFUGHI NO, MA PERCHE'?

La mia opinione è che sia snervante e miope continuare a dividerci tra profughi si e profughi no. In questo articolo pubblicato sui quotidiani locali di Padova, Treviso e Venezia spiego perché.


5 luglio 2015 Referendum in Grecia

LA RABBIA DI POPPI

Poppi ieri notte non ha dormito e capire perché è oggi necessario per tutti noi. Continua a leggere qui

English: Poppi's Rage ; Español: Poppi no durmiò anoche



Aprile 2015

IS E MIGRANTI, LA GRANDE CONFUSIONE


Marzo 2015

L'ALZHEIMER DI SALVINI

La politica è una triste tecnica mediatica.


Gennaio 2015 - elezioni greche

LA SCELTA DI TETI

Teti è la protagonista del breve documentario prodotto per Internazionale sul giorno della speranza ad Atene Guarda LA SCELTA DI TETI (prima parte); Guarda LA SCELTA DI TETI (seconda parte)



- scopri i progetti finanziati da LA PRIMA SCUOLA


Dicembre 2014

Ottobre 2013 - Dopo la tragedia di Lampedusa

21.07.2013 In occasione dell'anteprima di Indebito a Locarno, pubblico due testi nati da riflessioni che hanno accompagnato la realizzazione di questo nuovo film: Il coraggio di esistere e L'esercito della competizione. Buona lettura.
15.05.2013 Insieme per lo Ius Soli: per sostenere il Disegno di Legge sul nuovo diritto di cittadinanza e per fermare i Ladroni Padani, che per vent'anni ci hanno rubato il futuro.
23.02.2013 Sono stato a Piazza San Giovanni alla chiusura della campagna elettorale del M5S. Queste le mie riflessioni: De Grillo elettorale 2 - dopo San Giovanni
19.02.2013 A pochi giorni dalle elezioni politiche 2013, una riflessione sul voto; un approfondimento critico su contenuti, modalità e rischi del MOvimento5Stelle: De Grillo elettorale
28.01.2013 Escono i dvd di Io Sono Li e Mare Chiuso, e ZaLab distribuisce un film fondamentale, Vol Special. Dedicato a chi ha il coraggio di dichiarare chi è davvero illegale.
29.08.2012 Alla 69 Mostra del Cinema di Venezia ci saranno due proiezioni speciali di Mare Chiuso (31 agosto alle 15.00 in Sala Perla 2) e di Io Sono Li (4 settembre alle 14.30 in Sala Pasinetti). IN questo occasione ho scritto due riflessioni: "Ma alla fine in realtà ci annoiamo" e "La dolce nave nel mare chiuso". Buona lettura.
6.06.2012 ZaLab in collaborazione con Amnesty e OpenSocietyFundations ha lanciato la campagna 20 giugno - MAI PIU' RESPINTI.
18.04.2012 Compaiono le foto di due migranti legati e scotchati durante volo di espulsione. I politici italiani si indignano. Ipocritamente. Nessun Krumiro al Cioccolato.
15.03.2012 Esce in Italia il mio nuovo documentario MARE CHIUSO sulle violenze italiane durante i respingimenti dei migranti africani in Libia.
3.02.2012 L'Italia è stata condannata dalla Corte Europea per i Diritti Umani per aver operato i respingimenti in LIbia. contro centinaia di migranti. Un giorno di giustizia, tristezza e speranza.
1.01.2012 In occasione del viaggio di Monti in LIbia, ZaLab lancia un appello e presenta il trailer del nuovo documentario realizzato da me e Stefano Liberti sui respingimenti dei migranti del 2009-2010: MARE CHIUSO (in uscita a fine marzo 2012) - vedi il trailer
08.01.2011 L'omicidio di Joy e Zhou Zheng è dolore e indignazione. In quelle strade ho girato le prime scene di Io Sono Li. Oggi sono stato a vedere Le Candele di Torpignattara
13.12.2011 Ci sono molte persone che vorrebbero vedere Io Sono Li, ma non lo trovano nella loro città. Per questo abbiamo lanciato l'idea di IO VOGLIO VEDERE.


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NOSTRUM DI CHI?

E' evidente che per una coalizione eterogenea e complessa come quella che sostiene il Governo Letta era necessario trovare un'azione da attuare sul tema immigrazione che rispondesse contemporaneamente all'emozione umanitaria e caritatevole e alla pulsione protettiva e securitaria. Da questa esigenza è nata la missione Mare Nostrum: un'ambigua via di mezzo tra controllo e salvezza, quella stessa ambiguità che regge anche il lavoro della agenzia europea Frontex, che di anno in anno rivendica la riduzione dei flussi di immigrazione clandestina come risultato a tutela delle vite umane. Ma che fine facciano quelle vite umane non lo dice nessuno.
Insomma, ora centinaia di militari italiani vanno a salvare i migranti in mezzo al mare, con l'evidente scopo anche di costituire detraente per il viaggio e con una forte tentazione da parte di un'ampia componente del Governo di utilizzare l'emergenza per riattivare il partenariato con la Libia nella direzione dei respingimenti di maroniana memoria. Alfano l'ha detto chiaramente, i migranti saranno salvati, ma non è detto che vengano trasportati in Italia, dipende in quali acque vengono rintracciati. Nel frattempo il Dott. Pinto, direttore Dipartimento Immigrazione del Viminale, si è recato a Tripoli a capire quali strade siano percorribili per riattivare gli accordi con la polizia Libica.
Contemporaneamente i mass-media hanno organizzato lo scudo necessario alla missione, declassando già oggi il tutto a notizia quasi invisibile: ora ci pensa l'esercito umanitario, che salverà le vite e terrà i corpi lontani dalla nostra vergogna.
L'attenzione e il controllo democratico della società civile su quanto la Missione Mare Nostrum vuole attivare invece non deve calare, per non permettere a nessun Governo di riattivare percorsi disumani di collaborazione con polizie violente e anti-democratiche come quella libica.

Resta da notare in ogni caso che la strada aperta da questa Missione è quella della responsabilità rispetto alla vita e ai diritti dei migranti. E' un passo ambiguo e non completo, ma resta un passo che potrebbe aprire finalmente la strada alla direzione necessaria, ma fin qui politicamente "incomunicabile" dei canali umanitari o , come in molti analisti e cittadini iniziano a pensare, dei traghetti di linea.
I due grandi difetti della missione umanitaria sono da una parte il coinvolgimento di solo personale militare, che non è certo tenuto ad avere esperienze di relazioni interculturali e psico-sociali idonee al contesto, e dall'altra il fatto che  continua ad aumentare la chiusura e quindi ad aumentare la pressione. C'è un unico modo per ridurre la pressione migratoria dal sud: aprire dei canali di migrazione regolare. Ma per farlo bisogna dire chiaramente: non esistono milioni di africani che stanno per invaderci, esistono milioni di esseri umani che si muovono dappertutto e lì dove il loro movimento viene costretto e bloccato la pressione migratoria aumenta e utilizza canali illegali, rischiosissimi e di grande rendita per chi li sfrutta.
Per questo i canali umanitari per chi cerca protezione e i traghetti e i voli di linea con visti più facili per chi migra solo per ragioni economiche sono la strada più intelligente.
Non verranno tutti qui. Anzi, andranno dove hanno amici e parenti che dicono a loro che si può lavorare e vivere decentemente, cioè non nella gran parte dell'Italia di oggi (anche se esistono ancora settori di lavoro dove la manodopera straniera è assolutamente necessaria e anche se le comunità straniere hanno delle capacità di assorbire e creare lavoro molto forte). 
Non solo non verranno tutti qui, ma ci costerà molto di meno. A noi e soprattutto a loro. In termini economici e in termini di dignità e integrità umana. Potremo sia noi che loro investire molto di più in politiche e pratiche di integrazione e dialogo, cosa che abbiamo quasi completamente smesso di fare.
Per iniziare davvero a onorare chi ha perso la vita nel nostro mare, dobbiamo liberarci del peso simbolico e ideologico di Lampedusa e dei barconi. Smetterla di utilizzare questa storia come merce di scambio elettorale o mediatico. E dare al fenomeno le sue dimensioni reali: in quindici anni ci sono stati circa 300.000 persone che hanno cercato di raggiungere l'Italia dalla costa sud e siccome era illegale farlo con traghetti o altri mezzi l'hanno fatto in un modo disumano che ha causato la morte di almeno 15.000 di loro, 1 ogni 20.
Cosa costava al Paese e all'economia italiana far arrivare quelle 300mila persone in quindici anni? 20.000 persone l'anno? Molto molto meno di quanto abbiamo speso per cercare di fermarle, accumulando costi non solo economici, ma anche politici (l'amicizia con Gheddafi e lo screditamento internazionale, la crescita di partiti xenofobi) e soprattutto umani.
Guardate la tabella che riporto qui sotto

Stati di cittadinanza
Immigrati
Emigrati
Cancellati per irreperibilità

Romania
942.726
33.762
50.641

Albania
278.186
8.075
15.334

Marocco
258.203
8.958
29.665

Ucraina
214.673
5.637
7.979

Cina
150.247
7.242
28.938

Moldova
135.462
2.777
2.997

Polonia
97.782
7.122
6.502

India
93.468
4.440
4.571

Brasile
80.238
3.944
5.102

Ecuador
78.200
1.847
3.843

Altri stati esteri di cittadinanza
1.234.194
90.736
125.378

Totale
3.563.379
174.540
280.950


Sono gli ingressi ufficiali (fonte ISTAT) di cittadini stranieri tra 2002 e 2011, più o meno gli anni della forte sovraesposizione mediatica di Lampedusa e delle sue tragedie o paure. I ventenni forse no, ma chi ha almeno 30 anni se lo ricorderà certamente che negli anni '90 e primi anni 2000 gli invasori erano marocchini, albanesi e rumeni. Bisognava fermarli, respingerli, non potevano venire tutti qui, erano tutti ladri, criminali e stupratori. E gli albanesi, in particolare, arrivavano nello stesso modo degli africani oggi: con i gommoni, gli scafisti, i "barconi dei disperati". E' impossibile non lo ricordiate. Ebbene, da quando i riflettori su di loro sono calati, l'Italia ha reso molto più semplice il loro arrivo per vie legali (la Romania è entrata in Europa, per gli albanesi oggi basta mostrare il passaporto al momento dell'ingresso e per i marocchini avere il visto è molto più semplice) e loro d'improvviso sono diventati "normali" ospiti del nostro Paese. L'emergenza che solo detenzioni ed espulsioni sembravano poter risolvere, è stata risolta invece con l'apertura. Apertura da tenere però nascosta. Da non raccontare. E non ne sono arrivati pochi: rispetto ai dati sugli sbarchi di Lampedusa parliamo di cifre ben più alte, almeno cinque o sei volte più alte.
Eh sì, direte voi, ma tra 2002 e 2009 l'economia italiana funzionava e dava lavoro. Senza soffermarci su come lo dava questo lavoro (contratti in nero, sfruttamento, condizioni di vita indegne e altre amenità),  oggi ne arriverebbero e comunque ne arrivano di meno, perché il migrante non si muove a caso, ma s'informa con molta attenzione, perché non parte per un viaggio di piacere, ma per  cercare di costruire una nuova vita. Esattamente come stanno facendo i nostri figli e i nostri amici che non trovano più lavoro nel nostro malandato Paese.

Mi auguro con tutto il cuore che l'operazione Mare Nostrum serva solo temporaneamente per evitare tragedie e che non sia una risposta strutturata al fenomeno. Perché il Mediterraneo per diventare sicuro deve diventare Nostrum di noi tutti, non Nostrum solo di qualcuno.

Andrea Segre

3 commenti:

  1. Condivido pienamente. Aggiungo che anche per chi già si trova sul suolo italiano, a Lampedusa, o nei centri temporanei, urge un'accoglienza "umana". È un aspetto non secondario che ho percepito vedendo l'anteprima del tuo film a Bologna.
    Grazie

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  2. Andrea Dal Pra18 ottobre 2013 00:38

    Grazie per questa riflessione. E' sempre giusto riuscire a fermarsi e guardare con calma i fatti. Mi sembra di vedere un "proibizionismo dell'immigrato" che in realta' non risolve i problemi ma li aumenta. Anche negli USA la migrazione dal Centro/Sud America e' rallentata durante la crisi. C'e' anche chi e' tornato indietro al paese d'origine, se non fuggiva da una guerra. Non sono state le barriere di filo spinato o i muri a modificare la situazione.

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