Andrea Segre

In questa pagina trovate informazioni e notizie legate principalmente alla mia attività di regia documentaria e cinematografica, ma anche scritti, riflessioni, diari di viaggio, appunti.

LES SAUTEURS - IL FILM CHE TI GUARDA
ZaLab sta distribuendo in Italia un film speciale, perché è un film che ti guarda. L'ho presentato in due sale e ho visto gli occhi degli spettatori alla fine. Qui rivolgo a tutti un invito speciale.

DALLA LA CERIMONIA PER SANDRINE ALL' ASSEMBLEA VENETA PER L'ACCOGLIENZA DEGNA E DIFFUSA
Dopo la cerimonia per Sandrine di domenica 15 gennaio a Cona gli organizzatori hanno deciso di convocare per sabato 28 gennaio a Padova l'assemblea regionale per chiedere tutti insieme il superamento dei centri come Cona e per costruire un'accoglienza degna e diffusa. Questi i miei articoli collegati a queste importanti iniziative: IL VENETO CHE NON TI ASPETTI - LA CERIMONIA PER SANDRINE e IL CORAGGIO DI CHIEDERE SCUSA

DAL CENTRO AI CENTRI
Dopo la morte di Sandrine Bakayoko nel centro di Cona(VE) ripubblico una proposta rivolta alle molte città del nord che continuano a rifiutare progetti di accoglienza. Accoglienza: dai centri o al centro.

In occasione della Foto di Auguri 2017, tradizionale appuntamento natalizio a Piazza Vittorio organizzato da molte associazioni del quartiere, scrivo poche righe di proposte, come promesso in seguito all'articolo pubblicato il 20 novembre Sorrentino, Piazza Vittorio e la crisi di Roma che è stato letto da circa 30mila persone nei giorni scorsi.

Potete leggere le proposte qui


Si può rivalutare un quartiere senza creare esclusione?
Ho letto l'intervista-appello di Paolo Sorrentino su Il Messaggero di ieri, sabato 19 Novembre. Da due anni vivo a Piazza Vittorio e leggendo le parole di Sorrentino provo un certo spaesamento. Da una parte condivido la sua preoccupazione per alcune evidenti e inaccettabili non-curanze degli spazi pubblici, ma dall'altra il suo appello un po' mi preoccupa e mi aiuta a riflettere su quale sia la vera crisi della città in cui vivo. Qui ho provato a raccontare il mio pensiero?


Insieme ad Andrea Segré (quello con l'accento…come ci capita di scherzare insieme) e a molte associazioni calabresi il 10 e 11 dicembre cammineremo tra gli agrumeti e i paesi della Piana di Gioia Tauro per capire le connessioni tra diritti dei braccianti, agricoltura, grande distribuzione e abitudini di consumo. Il tutto, in collaborazione con Internazionale, sarà seguito in diretta da ZaLab .

Con due splendid film ZaLab rinnova la sua distribuzione.
PATIENCE PATIENCE (che presento il 24 novembre all'Apollo 11 insieme a Concita De Gregorio) su un gruppo di donne marocchine immigrate in Blegio che si riprendono la loro vita e GAYBYBABY splendido ritratto di quattro figli di famiglie gay.



COME VEDERE I MIEI FILM-TO WATCH MY FILMS:
Clicca sul titolo per acquistare DVD) - Click on the title to buy the DVD

- I SOGNI DEL LAGO SALATO (2015 - subt ita)

- LA PRIMA NEVE (2013 - subt ita)

- INDEBITO - (2013-subt ita)






- LA MAL'OMBRA (2007 - subt ita, eng)

Per i seguenti documentari - For the following docs
- A META' (2001)
scrivete a - please write to:
distribuzione@zalab.org

E' in vendita anche il mio libro

News, scritti e riflessioni

Dalla Cina alla Libia passando per Ferrara. Dal 30 settembre al 2 ottobre sarò al Festival di Internazionale a Ferrara insieme a ZaLab e FuoriRotta per presentare i lavori di due documentaristi con cui ho condiviso quest'anno racconti e immagini: Davide Crudetti e Khalifa Abu Kraisse

LAGUNA SUD 2017
Dal 25 al 28 Agosto si è svolta la seconda edizione del festival Laguna Sud, svoltosi a Chioggia in collaborazione con della Giornate degli Autori.
Qui trovate i video realizzati durante il laboratorio coordinato quest'anno ad me e Agostino Ferrente.
TERRORISMO E NORMALITA'
siamo capaci di proporre altro?
L'unica reazione al terrore sembra la conservazione della normalità. Ma non è forse la normalità stessa ad ospitare il terrore?

Diari dalla Libia 2016
LA PRIMAVERA DI KELLY A TRIPOLI
In questi giorni la Libia vive un momento molto delicato. Da noi se ne parla solo per paura che dal caos libico possa emergere un altro spazio di potere dell'IS. In realtà sappiamo poco o niente. Ho chiesto ad un amico videomaker di Tripoli di aiutarci a capire. Leggete qui le sue lettere.
Libyan Diaries 2016
KELLY'S SPRING 2016
I've asked a libyan videomaker to tell us how is the life in Tripoli in these days of tension and crisis. Read the diaries from Tripoli

No Triv
REFERENDUM VERO O KAZAKO?

Il 20 marzo si tengono in Kazakistan elezioni legislative anticipate. La cosa ovviamente non fa alcuna notizia in Italia, ma ha invece molto a che vedere con un'altra importante non-notizia: il referendum del 17 aprile contro le trivellazioni lungo le coste dell'Adriatico. Continua a leggere qui


FUORIROTTA - IL NUOVO BANDO
Oltre 320 i progetti arrivati al nuovo bando Fuorirotta.
I risultati si avranno entro il 15 maggio
Per altre informazioni: info@fuorirotta.org

DOPO FUOCOAMMARE
Lettera aperta all'Europa che si è commossa.

La ferocia e la banalità del male si sono uniti in istanti di cinema, che la maestria di Rosi ha saputo cogliere dal corpo ferito dell'umanità.

Ora è a mio avviso necessario che quell'emozione non risolva e non pulisca le coscienze. Continua a leggere...


SPECIALE - 10 anni di ZaLab
L'associazione che ho contribuito a fondare e che ha prodotto e distribuito molti dei miei documentari festeggia i suoi 10 anni di vita e lancia delle super offerte per acquistare i nostri film e sostenere la nostra indipendenza!

LO SCIOPERO DELL'AIUTO
In tanti, troppi dicono che il 2015 è stato l'anno della consapevolezza europea del dramma dei migranti. C'è qualcosa che non funziona però in questa consapevolezza. Ho provato a capirlo ed è nato questo pezzo "Lo sciopero dell'aiuto" (pubblicato il 31.12 sulle pagine dei quotidiani locali del gruppo Espresso)

IL PARADOSSO DI ILIA
Sono stato al confine tra Grecia e Macedonia. Ho incontrato alcune storie assai utili per capire cosa sta succedendo in e intorno all'Europa. Tra queste quella di Ilia, che qui potete leggere.

LA MARCIA DELLE DONNE E DEGLI UOMINI SCALZI - Venezia 11 settembre 2015

Bellocchio, Servillo, Saviano, Mastrandrea, Paolini e molti altri. Il mondo del cinema e della cultura finalmente si mobilita per rompere il silenzio sui diritti di rifugiati e migranti ed invita tutti venerdì 11 settembre a camminare scalzi lungo le vie del Lido fino al Palazzo del Cinema.

LEGGI QUI L'APPELLO E PARTECIPA









Andrea Segre

Scritti e News

2015

Novembre 2015

M.I.N.I. Expo - Made in the New Italy

C'è una nuova Italia dietro ai nostri pomodori, alle nostre arance.. Scoprile con ZaLab e Repubblica.tv


Ottobre 2015

GORIZIA-FRIULI-ITALIA - La vergogna ordinaria

Mercoledì 14 ottobre l'Isonzo rischiava di esondare e di portare via con sé le vite di 150 esseri umani. Ma nessuno se ne preoccupava, perché? Leggete qui. Il post in poche ore ha ricevuto migliaia di visite e molti commenti. Qui la mia risposta ai commenti più critici.


Settembre 2015

LAGUNA SUD - il cinema a Chioggia e Pellestrina

...come se uno dei grandi schermi della Mostra uscisse dal Palazzo e navigasse galleggiando verso Sud, lungo le rive della laguna.

Si è svolto a Chioggia dal 20 al 24 agosto il festival Laguna Sud - il cinema fuori dal Palazzo.


Agosto 2015

PROFUGHI SI, PROFUGHI NO, MA PERCHE'?

La mia opinione è che sia snervante e miope continuare a dividerci tra profughi si e profughi no. In questo articolo pubblicato sui quotidiani locali di Padova, Treviso e Venezia spiego perché.


5 luglio 2015 Referendum in Grecia

LA RABBIA DI POPPI

Poppi ieri notte non ha dormito e capire perché è oggi necessario per tutti noi. Continua a leggere qui

English: Poppi's Rage ; Español: Poppi no durmiò anoche



Aprile 2015

IS E MIGRANTI, LA GRANDE CONFUSIONE


Marzo 2015

L'ALZHEIMER DI SALVINI

La politica è una triste tecnica mediatica.


Gennaio 2015 - elezioni greche

LA SCELTA DI TETI

Teti è la protagonista del breve documentario prodotto per Internazionale sul giorno della speranza ad Atene Guarda LA SCELTA DI TETI (prima parte); Guarda LA SCELTA DI TETI (seconda parte)



- scopri i progetti finanziati da LA PRIMA SCUOLA


Dicembre 2014

Ottobre 2013 - Dopo la tragedia di Lampedusa

21.07.2013 In occasione dell'anteprima di Indebito a Locarno, pubblico due testi nati da riflessioni che hanno accompagnato la realizzazione di questo nuovo film: Il coraggio di esistere e L'esercito della competizione. Buona lettura.
15.05.2013 Insieme per lo Ius Soli: per sostenere il Disegno di Legge sul nuovo diritto di cittadinanza e per fermare i Ladroni Padani, che per vent'anni ci hanno rubato il futuro.
23.02.2013 Sono stato a Piazza San Giovanni alla chiusura della campagna elettorale del M5S. Queste le mie riflessioni: De Grillo elettorale 2 - dopo San Giovanni
19.02.2013 A pochi giorni dalle elezioni politiche 2013, una riflessione sul voto; un approfondimento critico su contenuti, modalità e rischi del MOvimento5Stelle: De Grillo elettorale
28.01.2013 Escono i dvd di Io Sono Li e Mare Chiuso, e ZaLab distribuisce un film fondamentale, Vol Special. Dedicato a chi ha il coraggio di dichiarare chi è davvero illegale.
29.08.2012 Alla 69 Mostra del Cinema di Venezia ci saranno due proiezioni speciali di Mare Chiuso (31 agosto alle 15.00 in Sala Perla 2) e di Io Sono Li (4 settembre alle 14.30 in Sala Pasinetti). IN questo occasione ho scritto due riflessioni: "Ma alla fine in realtà ci annoiamo" e "La dolce nave nel mare chiuso". Buona lettura.
6.06.2012 ZaLab in collaborazione con Amnesty e OpenSocietyFundations ha lanciato la campagna 20 giugno - MAI PIU' RESPINTI.
18.04.2012 Compaiono le foto di due migranti legati e scotchati durante volo di espulsione. I politici italiani si indignano. Ipocritamente. Nessun Krumiro al Cioccolato.
15.03.2012 Esce in Italia il mio nuovo documentario MARE CHIUSO sulle violenze italiane durante i respingimenti dei migranti africani in Libia.
3.02.2012 L'Italia è stata condannata dalla Corte Europea per i Diritti Umani per aver operato i respingimenti in LIbia. contro centinaia di migranti. Un giorno di giustizia, tristezza e speranza.
1.01.2012 In occasione del viaggio di Monti in LIbia, ZaLab lancia un appello e presenta il trailer del nuovo documentario realizzato da me e Stefano Liberti sui respingimenti dei migranti del 2009-2010: MARE CHIUSO (in uscita a fine marzo 2012) - vedi il trailer
08.01.2011 L'omicidio di Joy e Zhou Zheng è dolore e indignazione. In quelle strade ho girato le prime scene di Io Sono Li. Oggi sono stato a vedere Le Candele di Torpignattara
13.12.2011 Ci sono molte persone che vorrebbero vedere Io Sono Li, ma non lo trovano nella loro città. Per questo abbiamo lanciato l'idea di IO VOGLIO VEDERE.


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"Si ma allora, come si fa? Possiamo mica prenderli tutti qui, no?"

MIGLIAIA DI PERSONE STANNO LEGGENDO QUESTO MIO POST E I COMMENTI. Non riesco per impegni a rispondere a tutti e quindi non pongo nessun filtro a ciò che chiunque può scrivere.- Vi prego di essere civili e non volgari nei commenti e di esprimere opinioni senza offese. Lo richiede la dignità e la civiltà con cui bisogna vivere e capire cosa succede alla vita di migliaia di persone che, finché non si cambierà direzione, continueranno semplicemente a morire.
La mia risposta a tutti voi è questo nuovo post: L'INFINITO SILENZIO
Poi cercherò il tempo di rispondere anche ai dettagli. Grazie, Andrea


Leggo nel Corriere della Sera  di oggi l'articolo sui "miliziani dei barconi" di Fiorenza Sarzanini: "Tantissimi [potenziali migranti] vengono "avvicinati" dai trafficanti, pronti a tutto pur di avere "merce" umana da imbarcare, che li convincono a seguirli. " E ancora, qualche riga dopo: "Altre migliaia di stranieri aspettano di intraprendere lo stesso viaggio. Merce umana inconsapevole del reale pericolo di essere mandati a morire, o forse pronti a tutto pur di cercare un'altra vita."
Sono frasi che si rifanno con coerenza ad un punto di vista che si è talmente consolidato nell'opinione pubblica europea, da non permetterci più di capire perché sia stato creato e quali posizioni di  politica internazionale sostenga. Un punto di vista che trionfa nella stragrande maggioranza dei giornali e dei commenti di oggi dopo la tragedia di Lampedusa e che può essere sintetizzato con le seguenti parole d'ordine: "La tratta di esseri umani nelle acque del Mediterraneo è un crimine contro l'umanità che va fermato con tutti i mezzi e l'Europa non ci può lasciare da soli". Sono parole che potrebbero essere pronunciate da personalità politiche o morali di qualsiasi schieramento e appartenenza.
Ebbene a mio avviso questa frase è fuorviante e scorretta e conduce a strategie politiche ed operazioni militari incapaci di affrontare il fenomeno migratorio, mettendo davvero al centro la dignità e la vita degli esseri umani che emigrano.
Da almeno quindici anni i Paesi Europei, sia singolarmente che insieme, sviluppano, con plauso di tutte le forze politiche, "misure di contrasto all'immigrazione clandestina e alle organizzazioni criminali che la controllano" e da almeno quindici anni il numero di vittime continua a crescere. Come mai?
Il motivo è per me semplice e quasi banale.



Il problema sta nel fatto che esistono persone al mondo che hanno necessità di viaggiare, o per salvarsi la pelle o per cercare una vita migliore, ma non hanno il diritto di farlo perché altre persone, la cui pelle e la cui vita sono tendenzialmente molto più al sicuro della loro, hanno deciso di negarglielo. Queste persone non stanno ferme a casa a rispettare l'ordine di quelli che stanno bene. Cercano di raggiungere le terre dove stanno quelli che vorrebbero impedirglielo. E siccome in mezzo al viaggio trovano ostacoli naturali e soprattutto militari (le operazioni di contrasto all'immigrazione clandestina di cui sopra) allora si fanno aiutare da gente che dà a loro qualche sgangherato e pericoloso mezzo per superare quegli ostacoli e che per farlo si fa pagare caro puntando sulla loro disperazione e sulla corruttibilità di buona parte degli operatori coinvolti nei controlli delle frontiere.
Attraversare mare, deserto, steppe, montagne per noi europei costa 5-10-20 volte di meno che per migranti non europei: perché per noi è legale quindi sicuro, per loro no quindi insicuro.
Se davvero vogliamo salvare la pelle delle persone che hanno necessità di viaggiare, la prima cosa da fare è garantire loro il diritto di poterlo fare in modo sicuro e umano. Invece siccome questo non lo vogliamo fare, allora facciamo finta di occuparci di loro attaccando i trafficanti e la loro disumanità.
I trafficanti di esseri umani esistono, ma sono quelli che reclutano a forza altri esseri umani per venderli contro la loro volontà. Coloro che lucrano sui migranti per farli attraversare le frontiere che i migranti stessi vogliono attraversare sono, per usare un termine caro alla democrazia italiana, "utilizzatori finali" del sistema di frontiere e muri che l'Europa ha creato intorno alla sua fortezza.
Il termine "merce umana" utilizzato dalla Sarzanini è corretto solo se diamo per scontato il punto di vista europeo, cioè di chi continua a volere il consolidamento della Fortezza facendo finta che tale strategia non produca vittime e tragedie. I migranti sono "merce umana" sì, ma creata dalle nostre politiche e poi utilizzata da chi sfrutta l'occasione per fare business. Cambiando punto di vista i migranti sono invece persone a cui è stato negato un diritto fondamentale non per una loro colpa, ma per una discriminazione su pura base etnica, in base cioè a dove il destino li ha fatti nascere.

Il Presidente Napolitano ha chiesto ieri, e tutti si sono accodati, di rafforzare Frontex, l'agenzia europea che dovrebbe coordinare gli interventi degli Stati Membri nel controllo delle frontiere esterne e che gestisce varie operazioni marittime, terrestri e aeree per fermare le entrate dei migranti illegali. Bene, caro Presidente, se rafforziamo Frontex e la strategia che Frontex rappresenta, noi otterremo due immediati risultati: l'aumento delle vittime tra coloro che chiedono protezione e l'aumento dei costi dei viaggi illegali e quindi dei ricavi per coloro che li gestiscono. Poi però potremo presentare meravigliosi report in cui ci vanteremo di aver ridotto gli sbarchi e gli arrivi illegali nel territorio europeo. Ma ci siamo mai chiesti una cosa semplicissima: quando si riducono gli arrivi illegali nel territorio europeo dove finiscono le persone che abbiamo fermato e respinto? Pensiamo davvero che tornano a casa e rinunciano al viaggio perché hanno scoperto che è illegale? No, si rimettono in viaggio, se riescono a sopravvivere alle prigioni e alle torture dei Paesi extra-europei (Libia, Tunisia, Egitto,Turchia, Ucraina, Bielorussia e altri) a cui le nostre polizie li affidano, pagando salatamente il servizio.

Si ma allora? Come si fa?
Si spostano i finanziamenti dal contrasto all'immigrazione illegale alla creazione di canali  di emigrazione legale.
Si creano servizi e agenzie che danno informazioni su come e dove emigrare o su come e dove fuggire. 
Ma così vengono tutti qui?
Non è vero.
La maggior parte di chi deve scappare da regimi e guerre, cerca rifugio vicino casa per sperare di tornarci quando le guerre finiscono o i regimi cadono.
Altri, i 20-30enni. cercano di andare più lontano per mandare soldi alle famiglie che intanto aspettano vicino a casa. E quelli vanno aiutati.
Chi invece si muove per motivi economici se sa che un tot possono farlo legalmente si organizzerà per mandare quel tot e ricavare guadagno dalla loro emigrazione attraverso le loro rimesse.
Ma per rendere ciò possibile bisogna costruire sistemi di informazione e di organizzazione delle vie legali di emigrazione: aprire uffici ad hoc, usare mediatori culturali e comunitari, finanziare le agenzie UN preposte a ciò, utilizzare le sedi diplomatiche per questi scopi e altro ancora. E dove si trovano i soldi? Beh da quelli che possiamo risparmiare riducendo le follie e smantellando le inefficienze del sistema securitario fatto di operazioni di respingimento, di rimpatrio forzato, di espulsione, di detenzione e simili.

E' una direzione rivoluzionaria e complessa, ma che è l'unica che può permetterci di non essere ipocriti quando ci scandalizziamo per le tragedie e quando diciamo di voler rispettare le vite e la dignità dei migranti.
Altrimenti l'unica cosa che ci rimarrà è la vergogna.
A noi la scelta.

Andrea Segre

94 commenti:

  1. Davvero condivisibile nella sua semplicità e chiarezza. Dovrebbe essere in tutte le teste come pensiero. Purtroppo non è nel cuore di quasi nessuno. Soprattutto di quelli che contano.

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  2. Punto di vista a cui non arriviamo facilmente. Bellissimo. Da far leggere il più possibile. Poi, scritto benissimo.

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    1. Sono d'accordo e mi piacerebbe che tanti giovani potessero leggere il Suo pensiero,soprattutto quelli a cui hanno trasmesso i falsi miti del denaro e dei privilegi di casta...Quelli che un giorno crederanno di proteggersi restando chiusi nel proprio giardino,inconsapevoli e miseri nel privarsi dell'arricchimento che il ''diverso'' puo' portarci.Grazie dott.SEGRE,lei ha dimostrato la mancanza di volonta' di chi ci governa e ci raggira.TUTTI.















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  3. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  4. Anche i perseguitati ebrei che tentavano l'uscita dalla Francia occupata dai nazisti o dall' Italia fascista dopo l'armistizio era soggetto alle stesse tariffe da sciacallaggio. Forse quindi partendo dal presupposto che anche tra gli Italiani ci sono stati degli "scafisti" potremmo elaborare politiche non solo basate sul "respingimento" ma anche sulla accoglienza che alla lunga fa ricco il paese ospitante. Senza facili sconti del tipo le corbellerie che tocca sentire oggi tipo che dare stipendio fisso ai rifugiati (su cui poi lucrano nello stesso modo fornitori di alimentari avariati) è un costo sociale MINORE di quello della criminalità che ne potrebbe conseguire. Regole uguali per tutti ed accoglienza non sono concetti inconciliabili. Bravo Andrea Segre.

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    1. In Italia, per la precisione a La Spezia , come in altre città della penisola, nel '45, la gente ha sfidato il regime, nascondendo ebrei per poi imbarcarli su navi rubate, ma super attrezzate per portali nell'attuale israele A COSTO ZERO.. io adesso me ne pentirei.. poveri palestinesi..

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  5. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  6. Ottima analisi, condivisibile, sintetica e precisa. Le merci possono spostarsi in un mondo globalizzato senza problema alcuno e gli esseri umani no, assurdo!

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  7. E' un' ottima riflessione sulle conseguenze di strategie in atto. Ribaltare il punto di vista e non soffermarsi all'evidenza, questo dovrebbe contribuire a tutti gli effetti ad un onesto dibattito, concertato e non ipocrita.

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    1. Lucida analisi. Vorrei solo aggiungere un altro punto di vista: lo spreco di intelligenza e di energia umana. Chi decide di intraprendere un viaggio così pericoloso, non é un "povero disperato", ma qualcuno che dispone di un'eccezionale intelligenza del fare e di un'enorme voglia di cambiare lo status quo. Tutte qualità che potrebbero essere utilizzate da noi. Lasciandoli morire, l'Europa rinuncia a questa possibilità. E questa é anche una tragedia.
      Carla Pinto

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  8. Lucida analisi. Vorrei solo aggiungere un altro punto di vista: lo spreco di intelligenza e di energia umana. Chi decide di intraprendere un viaggio così pericoloso, non é un "povero disperato", ma qualcuno che dispone di un'eccezionale intelligenza del fare e di un'enorme voglia di cambiare lo status quo. Tutte qualità che potrebbero essere utilizzate da noi. Lasciandoli morire, l'Europa rinuncia a questa possibilità. E questa é anche una tragedia.
    Carla Pinto

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  9. Susy De Lazzari «Generalmente sono di piccola statura e di pelle scura. Molti puzzano perché tengono lo stesso vestito per settimane. Si costruiscono baracche nelle periferie. Quando riescono ad avvicinarsi al centro affittano a caro prezzo appartamenti fatiscenti. Si presentano in 2 e cercano una stanza con uso cucina. Dopo pochi giorni diventano 4, 6, 10. Parlano lingue incomprensibili, forse dialetti. Molti bambini vengono utilizzati per chiedere l'elemosina; spesso davanti alle chiese donne e uomini anziani invocano pietà, con toni lamentosi e petulanti. Fanno molti figli che faticano a mantenere e sono assai uniti tra di loro. Dicono che siano dediti al furto e, se ostacolati, violenti. Le nostre donne li evitano sia perché poco attraenti e selvatici, sia perché è voce diffusa di stupri consumati quando le donne tornano dal lavoro. I governanti hanno aperto troppo gli ingressi alle frontiere ma, soprattutto, non hanno saputo selezionare tra coloro che entrano nel paese per lavorare e quelli che pensano di vivere di espedienti o, addirittura, di attività criminali».
    > Relazione dell'Ispettorato per l'immigrazione del Congresso degli Stati Uniti sugli immigrati italiani, ottobre 1919.

    Giuseppe

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    1. Ciao Giuseppe, una precisazione sulla citazione: non sono state trovate fonti di tale documento, ma i ricercatori sono concordi nel dire che, anche se non vera è verosimile nei contenuti, confermati da documenti sul trattamento e la considerazione degli italiani in america. - http://www.cicap.org/new/stampa.php?id=273933

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    2. Mi sembra che questo testo sia riportato nei 2 volumi (partenze e arrivi) sull' emigrazione italiana commissionato piu di un decennio fa da Tremaglia e dal Mae, se non mi sbaglio l'editore è Donzelli.

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    3. Vero e fa riflettere. Però, l'Europa di oggi non offre ciò che si poteva trovare negli USA in termini di risorse ed opportunità. Anche su questo si dovrebbe riflettere

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  10. Oddìo, Andre, nella foto sei IDENTICO a tuo padre! Un saluto e un abbraccio affettuoso (sono Nicolò Z., il figlio del miglior amico del tuo papá). Ciao! :D

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  11. Esiste un bellissimo proverbio, ahimé misconosciuto: "Se uno non è comunista a vent'anni, è senza cuore, se lo è ancora a quaranta, è senza testa". Al di là dei risvolti politici, il significato è che ci si può permettere di essere idealisti da giovani, ma è opportuno essere pragmatici in età avanzata. E qui mi sembra di trovarmi in una novella "cage aux fous".
    Ci si trova sul'orlo del baratro, economico, sociale e soprattutto culturale, ma dov'è il problema?
    300 milioni di africani chiedono di venire in Italia, dov'è il problema?
    Le strade si stanno trasformando in un Far West, dov'è il problema?
    Nel piccolo paese dove vivo una notte sì e una no accade una rapina nottetempo da parte di "qualcuno che dispone di un'eccezionale intelligenza del fare e di un'enorme voglia di cambiare lo status quo" (sic!). Sto aspettando che una notte o l'altra tocchi anche a me, dov'è il problema? Verrò svegliato da una pila in faccia e una pistola alla tempia, dov'è il problema? Potrei non uscirne vivo, dov'è il problema? L'armaiolo fa affari d'oro vendendo armi a tutto spiano, armi che prima o poi verranno usate, dov'è il problema?
    Come tutti sanno, queste persone che dispongono di una "eccezionale intelligenza del fare" sono avidi divoratori di libri, teatro, cinema, musica classica, infatti le istituzioni culturali già boccheggiano e chiuderanno ben presto tutte, perché la domanda di cultura sta crollando vertiginosamente, dov'è il problema?
    Ma possibile che nessuno capisca a chi conviene questo flusso indiscriminato di carne umana? Possibile che nessuno capisca che così non si fa che favorire gli interessi dei partiti canaglia (PD, PDL, Lega, UDC et similia) che lucrano su questa situazione e pensano solo a spartirsi il bottino? Possibile che nessuno capisca che sono le multinazionali che hanno condannato questi paesi alla disperazione ma che il conto lo pagano i lavoratori che ormai sono già sfruttati secondo modelli ottocenteschi? Possibile che nessuno qui dentro abbia letto Marx, e in particolare la teoria dell'esercito industriale di riserva?
    E' in atto una trasfusione: gli italiani hanno ricominciato ad emigrare in massa, e vengono sostituiti dagli stranieri. Quando questo paese sarà diventato come quello da cui provengono, quando la violenza regnerà ovunque, quando ogni istituzione sarà crollata, questi stranieri se ne andranno altrove, del resto non avrebbero nessun motivo di restare.
    Nel frattempo, illustrissimo Andrea Segre, colga l'occasione per ripassarsi il congiuntivo: "Pensiamo davvero che tornano a casa e rinunciano" per fortuna a scuola lo segnano ancora come errore.

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    1. @berkaal: dobbiamo accogliere queste persone che dispongono di un'eccezionale intelligenza del fare proprio per sostituire persone come Lei. Emigri pure e non dimentichi di mettere nella valigia il suo amatissimo congiuntivo. Colga l'occasione e si liberi dagli incubi che, a quanto pare, l'assillano, colga l'occasione prima che sia troppo tardi. Ci aiuti ad effettuare la trasfusione, come la chiama Lei, sia coerente e lasci questo paese. Dov'è il problema? Le manca forse l'intelligenza del fare? Carla Pinto P.S. Inoltre avrà tempo di rileggersi Marx.

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    2. Carla Pinto, non è obbligatorio rispondere ai post che non si condividono, sopratutto se questi postano delle domande alle quali pure i più diversamente ottusi, ideologicamente (de)formati come lei prima o poi dovranno pur dare una risposta: concreta, perchè a parlar di ideologie siam tutti buoni, ma è poi quando vengono a pisciarci nell'orticello che protestiamo che non vogliamo mangiare pomodori che sanno di piscio (altrui). Scusi la scurrilità, ma lei se la merita fino in fondo. A.Fioretti

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    3. Vorrei solo dire a Berkaal che leghismo e marxismo sono agli antipodi, e sposare entrambe le posizioni significa avere veramente una grande confusione mentale. Sarebbe davvero meglio che si andasse a rileggere Marx. Come ho già scritto in un altro commento, con un sistema di collocamento efficiente, un monitoraggio di tanti lavori possibili non lasciati al caporalato, ma regolamentati, con l'insegnamento della lingua ( in Germania le scuole sono gratuite per chi arriva da fuori senza possibilità di pagare), la disposizione di edifici ( ce ne sono a migliaia di edifici in disuso, vuoti, abbandonati) ristrutturati e a disposizione ( per tutti, italiani e immigrati), piuttosto che l'ammasso disumano e insensato nei centri di detenzione, la possibilità di luoghi d'incontro, sportivi, ricreativi, dove si mescolino autoctoni e emigrati, renderebbe la vita di chi arriva dignitosa, ridurrebbe la criminalità di chi, solo, senza un soldo, cacciato, discriminato, etc, poi non si comporta da Lord inglese. Ma poi la criminalità è una piccola parte, perché per lo più la gente che arriva è in cerca di lavoro, con famiglie a casa da mantenere. La criminalità inoltre è anche e soprattutto autoctona, è là dove persistono ambienti, situazioni di degrado, di abbandono, dove non ci sono scuole, strutture ( ed è addirittura in Parlamento).
      Dovrebbero cambiare le politiche sul lavoro in Italia, per italiani e stranieri, cambiare , aumentare i servizi ( l'Italia è un paese in cui si pagano un sacco di tasse, tutto è super tassato, ma non c'è nessun ritorno in servizi. Dove finiscono questi soldi?), e ricostruire questo paese anche sulla base dell'accoglienza di chi viene da fuori.
      ( infine Berkaal, pedona, ma Marx ci fa vedere semmai come i più poveri del mondo ( di tutti i paesi del mondo) siano UNITI dallo stesso "trattamento" da parte di un sistema economico che sfrutta uomini, donne, bambini e risorse, e non redistribuisce le ricchezze, che si concentrano invece nelle mani di pochi. Non diceva certo di cacciare gli immigrati, brutti e cattivi, e "salvare" il proprio piccolo, mal gestito, corrotto, giardino).

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    4. Ma possibile che si devono sentire e leggere sempre e solo tanti bla bla inutili? Ancora non si è capito che le chiacchiere stanno a zero e servono soltanto per distrarre attenzione? Tutti parlano a straparlano, azzardando soluzioni astruse, pluriarticolate, inapplicabili sopratttutto tenuto conto del mondo di oggi e di come funziona, e quindi è tutto una grande ideologia, una astratta filosofia che, proprio in quanto tale, non è concreta e quindi inattuabile. Scendiamo, per cortesia, con i piedi per terra e ragioniamo con concretezza: ma vi pare possibile che, soprattutto in Italia, con la situazione politica, sociale, etica, burocratica, organizzativa ecc. ecc.che vige da tempo immemore, con governi uno peggiore dell'altro che si alternano e si susseguono da decenni soltanto per scopi di lucro, strumentalizzazioni varie, guadagni facili, corse a poltrone di ogni tipo, sfruttamenti umani e ambientali inconsulti e quant'altro, vi pare possibile, ripeto, mettere in pratica tutte le belle e moralmente corrette soluzioni da voi tutte suggerite? Ma quando mai? E poi bisognerebbe puntualizzare una cosa: questi migranti non sono dei viaggiatori, come li ha definiti Segre, cioè non sono di passaggio, non transitano per piacere o libera scelta, bensì arrivano qui o in ogni altro paese costretti da drammatiche necessità e poi lì si fermano, allo sbando,senza niente e senza strade da seguire .E mi si dovrebbe spiegare come dovrebbe reagire un paese di fronte a queste ondate umane incontenibili tenuto conto che non è in grado nemmeno di fronteggiare le proprie criticità e quelle del proprio popolo.....Prima di aprire le frontiere, un paese dovrebbe stare in regola con i propri conti e solo allora cimentarsi ad affrontare quelli degli altri!!!

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    5. @Berkaal, sono le persone con il pragmatismo da età avanzata, persone con la necessità vitale di avere sempre e comunque un nemico da combattere, persone con la convinzione di essere in possesso di un qualcosa di inestimabile valore da proteggere da altri che vengono a portarglielo via, persone con l'arroganza come ha lei che contribuiscono a mantenere solido ed alto questo muro di disuguaglianza sociale che ci separa dagli altri. Dall'altra parte del muro ci sono gli uomini che lottano per la sopravvivenza. Finchè esisterà questa sua visione di diversità fra le brave persone acculturate divoratrici di libri, teatro, cinema, musica classica ed i cattivi uomini animali che arrivano per razziare e distruggere tutto, questo mondo non avrà pace, ma guerre. Il male è dentro di lei che essendo uno schiavo sfruttato, ma ben acculturato e financo laureato, ha paura che arrivino altri schiavi più disperati, meno acculturati e quindi più sfruttabili di lei. Lei ha chiesto più volte dove è il problema. Il problema è che le persone come lei trovano più facile e conveniente combattere i più deboli, anzichè ribellarsi al proprio padrone o sfuttatore che però vi garantisce tutti quei falsi valori che volete difendere. L.R.

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  12. Solo una postilla. Non dimentichiamo che purtroppo spesso si rischia di diventare "spettatori del naufragio". Un aspetto da non trascurare, per la sua devastante attualità, é, infatti, l'immagine contenuta in Lucrezio (De rerum natura, II):"...
    bello, quando sul mare si scontrano i venti
    e la cupa vastità delle acque si turba, guardare da terra il naufragio lontano.
    Non ti rallegra lo spettacolo dell’altrui rovina, ma la distanza da una simile sorte." Carla Pinto

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  13. Ciao a tutti.
    Oltre 11000 persone stanno leggendo questa pagina.
    Non rispondo alla violenza di Berkaal, perché si commenta da solo.

    Rispondo invece alle chiare e interessanti domande di Alfio:
    1. Certamente qualcuno cercherebbe comunque la via illegale, ma saranno sempre meno e gli sforzi di controllo saranno minori, più precisi e soprattutto potranno basarsi sul dire: non puoi entrare così, ma c'è quell'altra possibilità a cui puoi fare richiesta in questo modo e in questo luogo. Oggi i controlli dicono solo: non puoi. E così si riprova. Finché o ci si riesce o si muore. Non c'è una terza alternativa.
    2. Non ci sono milioni di africani (300 addirittura secondo la violenza e la confusione di Berkaal) che premono alle porte dell'Europa. E' un'immagine devastante che stanno abituandoci ad avere in mente. Ci sono migliaia di profughi che hanno diritto alla protezione che sono bloccati in zone di transito e poi tante singole persone che pensano alla migrazione e che non hanno altre info se non quelle di amici e di passeurs (termine francese più corretto dell'italiano trafficanti o scafista).
    3. Finché ci sono persone che possono attraversare il deserto o il mare solo con quelle barche, ci saranno anche i passeurs e non li arresteremo mai tutti.
    Io ho conosciuto dei passeurs, non si nascondevano affatto, non erano cattivi signori del male. Dicevano alla luce del sole: questi mi chiedono di andare di là e io ho un camion o una barca, gliela do. Alcuni lucrando molto, altri nemmeno troppo.Alcuni sinceramente convinti di aiutarli davvero. E' chiaro che non sono belle figure, ma la loro criminalizzazione serve prima di tutto alla classe politica per coprire le nostre responsabilità.
    4. Il diritto al viaggio, o meglio alla libera circolazione, è secondo la Convenzione di Ginevra una delle 10 libertà fondamentali; il diritto alla libertà (che è leso nel momento in cui ad esempio non puoi decidere dove andare) è uno dei tre diritti fondamentali.
    Dopodichè non voglio fare l'idealista puro dei diritti umani; ma voglio che si incominci a parlare di questi temi partendo anche dal tema dei diritti di chi viaggia e non solo da quello della sicurezza di chi ricever il viaggio. Molto semplice.

    Ultima piccola notizia su cui riflettere. Ieri sfogliando il Corriere ho letto che in Italia uno dei pochi settori economici in crescita è quello dei centri vacanze ai tropici e che alcune agenzie stanno per assumere 500 nuovi animatori per l'aumento di prenotazioni. Tra i luoghi di maggiore richiesta di vacanze tropicali da parte degli italiani le più "trendy" paiono essere quelle africane e tra queste anche il Mar Rosso, proprio quello che bagna le coste dell'Eritrea. Ci sono anche delle offerte speciali di voli A/R per l'eritrea a solo 250 Euro. Buone vacanze tropicali a tutti!

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    1. Ciao Andrea (perdonami il "tu"),
      non voglio entrare nel dettaglio del concetto immigrazione perchè è molto ampio.

      Voglio fare un appunto al tuo ultimo :

      "Io ho conosciuto dei passeurs, non si nascondevano affatto, non erano cattivi signori del male. Dicevano alla luce del sole: questi mi chiedono di andare di là e io ho un camion o una barca, gliela do. Alcuni lucrando molto, altri nemmeno troppo. Alcuni sinceramente convinti di aiutarli davvero. E' chiaro che non sono belle figure, ma la loro criminalizzazione serve prima di tutto alla classe politica per coprire le nostre responsabilità".

      mi lascia alquanto perplesso !

      Chi riempe di gente (facendosi pagare profumatamente) un'imbarcazione fatiscente sapendo che ha un'altissima probabilità di affondare, non mi sembra che sia una santo, anzi non mi sembra un "passeurs" ma un "mercante di esseri umani".

      Già ero perplesso in genere dal cliché di "occidente cattivo" perchè mi sembra di una banalità sconcertante per un problema così serio come quello dell'immigrazione, ma ora che dobbiamo far passare i "mercanti di essere umani" come dei Robin Hood...

      Francesco Re

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    2. Dove possiamo leggere le domande di Alfio?

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    3. Caro Andrea, ho visto i tuoi importantissimi e bellissimi documentari, vedrò il tuo ultimo film, e sono felice che ci sia qualcuno che entri dentro questa piaga con così tanta determinazione, profondità e intensione di far capire, di far conoscere a tutti, quello che sta accadendo da ormai troppi anni. Dunque, prima di tutto, grazie.

      Leggendo la tua analisi vorrei solo capire meglio cosa intendi quando scrivi che "chi si muove per motivi economici, se sa che un tot possono farlo legalmente, si organizzerà per mandare quel tot e ricavare guadagno dalla loro emigrazione attraverso le loro rimesse."

      Mi sembra di capire che, in qualche modo, anche per te ci sia bisogno di un limite da mettere , un "tot legalmente riconosciuto", non per chi scappa dalle guerre o da altre calamità, ma per chi lo fa "per motivi economici". E' così?

      Questo punto mi è un po' oscuro. Mi vengono in mente questi quesiti: chi stabilirebbe questo "tot", e in base a cosa, all'economia del paese d'origine o a quella del paese di destinazione. Questa misura non nasconde forse un timore di "invasione" simile a quella che molti mostrano , e così via.

      In molti paesi bisogna avere un visto per entrare, che ha una scadenza e poi va rinnovato ogni volta. Insomma, le frontiere non sono poi così facilmente accessibili e aperte, in generale.
      Anche su questo bisognerebbe riflettere e approfondire. Capire meglio i reali rischi, o quelli inesistenti.

      Infine volevo solo annotare una cosa: questa tua giustissima analisi e proposta di soluzione, di cui parla anche Giusy Nicolini, da molti anni, e in favore della quale circola anche un appello da sottoscrivere, forse dovrebbe essere correlata anche da una proposta di soluzione delle politiche di accoglienza nel nostro paese.

      Ossia sarebbe necessario, anche per evitare grida e allarmismi, proporre chiaramente quale sia, una volta arrivati qui, l'alternativa ai centri disumani di detenzione che si creano e che lasciano marcire gli immigrati per mesi e anni la dentro. Lavorare per le strutture abitative necessarie, su istituti di collocamento del lavoro, sull'insegnamento gratuito della lingua, sull'utilizzo di luoghi, che coinvolgano sia italiani senza casa o disagiati, che immigrati, in modo da non formare ghetti, in modo da far convivere le persone, le culture, insieme, e non emarginarle, rinchiuderle, respingerle.

      Io credo che anche su questo secondo punto ci sia molto da fare, da lottare e da far capire. Credo che non bisogna ometterlo, dandolo per scontato nei nostri discorsi, altrimenti ci ritroveremo sempre chi grida alla criminalità, ai posti di lavoro che non ci sono neanche per gli italiani, etc etc etc.

      Mi scuso se sono stata prolissa,

      grazie ancora davvero

      e buon lavoro

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    4. non ho trovato il commento di berkaal violento, mi sembra che ci sia invece poco spazio per chi la pensa diversamente. C'è chi deve affrontare le vere conseguenze che l'immigrazione incontrollata porta, e non ha tempo ne interesse nel fare elucubrazioni su cosa dovrebbe fare l'UE o su quanto sia giusto essere "tolleranti", su quanto sia legittimo che le persone fuggano da realtà disumane ecc ecc.
      Il sospetto che ho è che spesso (o sempre?) i cosiddetti "tolleranti" diventino, in risposta a commenti come quello di berkaal, ancora più intolleranti degli intolleranti che condannano. Io non giudicherei un commento come quello di berkaal un commento violento, piuttosto esprime una realtà, che la si voglia vedere o meno.
      Marco C.

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    5. Non sono "elucubrazioni", ma soluzioni possibili ( se si ha la volontà politica di affrontarle). Che poi non le si voglia affrontare, anzi, nemmeno "considerare" perché non se ne ha il tempo, questo è il vero problema, caro Marco.

      Non si possono far arrivare tutti per poi lasciarli allo stato brado, questo è il primo fatto. Bisogna dunque pensare, in coordinamento con tutta l'Europa ( perché poi sappiamo che la maggior parte degli immigrati vuole andare nel nord Europa ), a politiche di accoglienza.
      Queste, oltre a ridurre "le conseguenze dell'immigrazione", darebbero lavoro in più ( a chi ristruttura edifici vuoti, a chi lavora negli uffici di collocamento, a chi insegna l'italiano) sia agli italiani che agli stranieri. Ridurrebbe al minimo la criminalità, che poi riguarda tutti coloro, italiani e non, che vivono nel degrado, in uno stato di abbandono, senza possibilità di sopravvivere.

      Coloro che emigrano non sono automaticamente "un problema di ordine pubblico", sono persone che se ne vanno da paesi con gravi problemi, per cercare di vivere altrove, lavorare, mantenere le proprie famiglie.
      Lasciandoli marcire nei centri di detenzione, o ghettizzarli, questo si, crea problemi di ordine pubblico.

      Non sono, inoltre, questa massa così immensa da far straboccare l'Italia, che denuncia piuttosto un basso tasso di natalità, tra l'altro.
      Sono 19 mila le persone che in 20 anni hanno tentato la traversata ( di cui almeno 9000 dispersi) per approdare in Grecia , Italia, Spagna, non sono numeri esorbitanti.

      E sicuramente conviene a tutti trasformare un circolo vizioso, come quello attuale, in un circolo virtuoso.

      Se vogliamo infatti guardare il fenomeno da un punto di vista economico ( togliamo quello "umanitario" per carità, cosiddetto "buonista" da molti), un "circolo virtuoso" costa molto meno di un "circolo vizioso".

      Per dirla in breve e molto cinicamente, poiché le politiche di respingimento e di non accoglienza non hanno "risolto" o diminuito l'afflusso dei rifugiati ( che continueranno comunque a tentare di lasciare i loro paesi, in cui c'è la guerra, la dittatura, a cui noi europei non dovremmo quindi vendere armi, con cui non dovremmo fare accordi economici, in cui dovremmo trasportare i nostri rifiuti tossici, e via dicendo, l'elenco è lungo), bisogna prendere di petto il fenomeno - anche voi che vi continuate a lamentare delle conseguenze dell'immigrazione - e non nasconderlo nel cortile del vicino ( come nel caso Libia).
      Perché anche questo ha un costo, se è ciò che vi preoccupa tra le altre cose ( e spesso è un ragionamento che convince di più che non quello "buonista"), anche le 300 bare hanno un costo, i centri di detenzione lo hanno, e non rendono nulla in cambio. Anzi, portano solo il peggio. Una situazione come l'attuale porta, questa si, a casi di criminalità.

      Allora vi riguarda eccome pensare a soluzioni possibili, plausibili e intelligenti, piuttosto che chiudere gli occhi, dire "questo non è affar mio, basta che si tolgono dalle scatole, che mi creano problemi sotto casa". Chiedetevi in che modo voi, al loro posto, potreste vivere, in un paese che non vi da nessuno spiraglio di accoglienza minima, vi respinge, vi discrimina. Chiedetevi cosa fareste, se , dovendo fuggire dal vostro paese, vi trovereste davanti solo porte chiuse, centri di detenzione, ghetti, sfruttatori che vi danno un euro l'ora per raccogliere pomodori....

      Chiedetevi perché noi possiamo emigrare negli altri paesi, ma al tempo stesso non possiamo pensare di accogliere decentemente chi immigra nel nostro.

      Chiedetevi tante cose e pensate che vi conviene a voi per primi capire quali possano essere le soluzioni possibili.
      Quella che proponete voi non è una soluzione.

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    6. " In cui NON dovremmo esportare rifiuti tossici" ( c'è un "non" in meno, mi è sfuggito )

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  14. Il problema non è se vengono TUTTI qui, ma che vengono in un Paese dove non c'è possibilità di assorbirli (offerta di lavoro < domanda di lavoro)...SEMPLICE! Basta ipocrisie e falso buonismo per favore!

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    1. Finchè il denaro circola liberamente devono poterlo fare anche le persone. Chi ha detto che un migrante quando sta qui vuole solo "portare via il lavoro" a un povero italiano che invece lo farebbe al posto suo. Ma quando mai? Se l'italiano volesse farlo lui il migrante resterebbe disoccupato, invece lavora. Quanto a quello che viene a delinquere, va studiata la differenza percentuale dei reati tra varie categorie di cittadini (non solo stranieri/italiani, vi sono altre possibili linee di divisione ) e si potrebbero ricavare interessanti spunti.

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  15. Un poco idealista ma condivisibile. Articolo ben scritto. Piacevole lettura.

    Aggiungo solo che come spesso accade nel Bel Paese, si discute molto e solo ad un certo livello. Si dibatte dell'importanza delle riforme, di farne velocemente alcune per escludere dal nostro futuro di italiani un sentimento di vergogna che purtroppo non esiste. Nella conversazione nessun straniero, nessuna testimonianza concreta del delirio culturale che questa crisi aiuta a giustificare.

    Lo stivale non e' da molto tempo il paese dove gli emigranti vogliono rimanere per lavorare. Solo una piccola percentuale rimane nel paese. E' solo una lingua di terra in mezzo ad un mare che li separa da luoghi piu' civili e accoglienti del nostro. Spesso non e' solo per la mancanza di lavoro, ma le tante piccole devastanti difficolta' nel relazionarsi agli italiani, una miriade di piccole consuetudini che se non fosse per un sistema politico incapace di migliorare sarebbero delle vere e proprie leggi raziali. Impossibilita' di ottenere un contratto di affitto, mancanza di garanzie sul lavoro, razzismo e paura del diverso suonano come termini obsoleti, per non parlare dell'accesso all'educazione infantile o a quella professionale. Chiaramente abbiamo distrutto il sistema di opportunita' per gli italiani, figuriamoci per gli stranieri. Loro gia' lo sanno.

    Iniziamo a farci le domande giuste, e soprattutto a farle alle persone giuste. Iniziamo con qualcosa di semplice: "Quante persone di provenienza straniera stanno lavorando nella politica locale, nei partiti o nelle associazioni?". Oppure: "Affittereste la vostra seconda o terza casa ad una famiglia che non parla la vostra lingua?". Se le risposte suonassero disforiche sarebbe proprio il momento di cambiare, nonostante sia troppo tardi per loro ma forse non per quell'individuale senso di vergogna da cui si dovrebbe ripartire.

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    1. Quindi è tutta colpa degli italiani cattivi?

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    2. "Chiaramente abbiamo distrutto il sistema di opportunita' per gli italiani, figuriamoci per gli stranieri"... mi spieghi cosa intendi per posti più civili del nostro? Fatichiamo a viverci noi, mi spieghi come sarebbe possibile far vivere bene qualcuno che, e te lo dico per esperienza, spesso non ha voglia di integrarsi (integrarsi non vuol dire ricevere solo gli stessi diritti del popolo presente, è una sfumatura che nessuno menziona mai, è una di quelle mancanze che inficiano molte delle analisi al riguardo) e che non trova modo di lavorare? é un problema che riguarda innanzitutto gli italiani, che sono disperati come non lo sono mai stati, anche se non hanno una guerra che li spinge ad andarsene, da quello che dici sembra semplicemente che siamo egoisti e stronzi (scusa la parolaccia). in ogni caso, la mia risposta è: no, non la affitterei, mi è capitato di vederne di case in quella maniera, e molto spesso si sono verificati problemi con pagamenti e reperibilità, non la affitterei così come non la affitterei a uno studente universitario matricola e a un tossicodipendente, mi spiace, la vedo così. la cosa mi rende razzista? nessuna aggressività eh, ma il tuo discorso è di quelli che per non generalizzare sugli stranieri lo fa sugli italiani,

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  16. Andrea Segre... sei un pozzo di cazzate.

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  17. No. Se vogliamo salvare la pelle dei migranti, bisogna fare in modo che possano avere una vita dignitosa in patria, e che quindi non abbiano drammatici motivi per andarsene.

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    1. L'unico commento sensato di circa 80, articolo originale compreso.

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  18. Io apprezzo molto lo scritto del signor Segre, ma, e lo dico da straniero (ho la cittadinanza poichè adottato, ma questo non mi ha preservato da piccole forme di razzismo), mi sembra che non prenda in considerazione che questo forse non è il momento migliore per l'Italia, per accogliere nella maniera che sostiene nell'articolo. é una questione di periodo storico, non se n'è fatta menzione, e sinceramente, da persona senza un lavoro e senza titoli accademici, posso dire che ne sento la mancanza in un'analisi che sarebbe altrimenti molto lucida.

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    1. Caro Sebastian, mi pare che Andrea non faccia riferimento all'accogliere (per fortuna). La questione è di quale punto di vista (e di quali diritti) si tengano in considerazione nel cercare di regolare un fenomeno che, con il momento che attraversa il mondo oggi come ieri, esiste ed esisterà in futuro.
      Il mondo non si ferma per un momento di crisi.

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    2. Sebastian, c'è un fatto. Quasi tutti, la maggior parte di chi emigra in Italia, sa bene che non è un paese con un giusto, funzionante sistema di Stato Sociale, servizi, redistribuzione delle ricchezze, utilizzo oculato delle tasse, civiltà e apertura mentale nei confronti di chi emigra. Lo sa già, come lo sappiamo noi, e per lo più vogliono raggiungere le famiglie che sono nel nord Europa. Questa poi li blocca alle frontiere ( a Ventimiglia li hanno rimandati indietro, per esempio ) e questa è l'assurdità che L'Europa deve affrontare, innanzitutto.

      Che il nostro sia un Paese con poco lavoro e sul lastrico, se ne accorgono tutti. Ma con un sistema di collocamento efficiente, un monitoraggio di tanti lavori possibili non lasciati al caporalato, ma regolamentati, con l'insegnamento della lingua ( in Germania le scuole sono gratuite per chi arriva da fuori, senza possibilità di pagare), la disposizione di edifici ( ce ne sono a migliaia di edifici in disuso, vuoti, abbandonati) ristrutturati a disposizione ( per tutti, italiani e immigrati), piuttosto che l'ammasso disumano nei centri di detenzione, la possibilità di luoghi d'incontro, sportivi, ricreativi, dove si mescolino autoctoni e emigrati, renderebbe la vita di chi arriva dignitosa, ridurrebbe la criminalità di chi , solo, senza un soldo, cacciato, discriminato, etc, poi non si comporta da Lord inglese. Ma poi la criminalità è una piccola parte, per lo più la gente che arriva è in cerca di lavoro, con famiglie a casa da mantenere. La criminalità è anche , soprattutto, in casa nostra, in Italia, è la dove ci sono ambienti, situazioni di degrado.( E' addirittura in Parlamento). --Questo per rispondere a Berkaal,nel suo commento sopra, che con un sincretismo rocambolesco, mescola nella sua mente leghismo e marxismo, senza capire che l'uno esclude completamente l'altro)__

      Allora dovrebbero cambiare le politiche sul lavoro in Italia, per italiani e stranieri, cambiare , aumentare i servizi ( l'Italia è un paese in cui si pagano un sacco di tasse, tutto è super tassato, ma non c'è nessun ritorno in servizi. Dove finiscono questi soldi? Chi se li mangia? A volte veniamo a scoprirlo, a volte no), e ricostruire questo paese anche sulla base dell'accoglienza di chi viene da fuori. Un caro saluto e ricordiamoci che siamo tutti sullo stesso pianeta, e lo condividiamo insieme. ( Molti italiani dovrebbero riflettere poi su quanti di loro vanno in Kenya, o in altri posti del genere, a fare "turismo sessuale"...pensano così di "esportare civiltà"?)

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  19. Le conseguenze di migrazioni potenzialmente imponenti sono molte e non tutte facilmente controllabili.
    Al netto della densità degli abitanti e del consumo del territorio che in Italia, al netto di montagne e laghi, è già forse troppo alta.

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  20. Forse la Dichiarazione universale dei Diritti Umani può essere d'aiuto. Ecco una riflessione.“Ogni individuo ha diritto alla vita, alla libertà ed alla sicurezza
    della propria persona…”,
    ma a Lampedusa muoiono a centinaia i migranti, anche donne
    e bambini, tutti in cerca di una nuova, legittima e sacrosanta, speranza
    e possibilità di vita.
    “Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti”,
    ma i migranti nel mondo sono sempre, come nel canto di lacreme napulitane,
    “carne ‘e maciello”.
    “Tutti gli esseri umani sono dotati di ragione e di coscienza e devono
    agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza”,
    ma nel mare di Lampedusa ”tre pescherecci hanno visto e non si sono fermati”
    “Ad ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libertà …
    senza distinzione alcuna, per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua,
    di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale
    o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione … ogni individuo
    ha il diritto di cercare e di godere in altri paesi asilo dalle persecuzioni …
    ogni individuo ha diritto di lasciare qualsiasi paese, incluso
    il proprio, e di ritornare nel proprio paese”,
    ma i naufràgi nel Canale di Sicilia distinguono sempre
    con precisione i barconi da colpire e sono spesso un destino
    di morte solo per chi lascia il proprio Paese, anche in cerca di asilo.
    “Ogni individuo, in quanto membro della società, ha diritto
    alla sicurezza sociale, nonché alla realizzazione attraverso lo sforzo nazionale
    e la cooperazione internazionale ed in rapporto con l’organizzazione
    e le risorse di ogni Stato, dei diritti economici, sociali e culturali indispensabili
    alla sua dignità ed al libero sviluppo della sua personalità”,
    ma ogni approdo per miracolo sano e salvo alla terra di Lampedusa regala
    a ogni migrante, all’istante, attraverso una legge assurda
    e spregiante la umana dignità, il reato di clandestinità.
    “Ogni individuo ha diritto ad un ordine sociale e internazionale
    nel quale i diritti e le libertà … possano essere pienamente realizzati”,
    ma il mare nero di morte di Lampedusa indica il punto rosso
    di un “disordine stabilito”, di un mondo senza solidarietà,
    di una “vergogna”.
    O no?

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  21. Cmq Andrea Segre assomiglia all'Antonello Venditti dei tempi migliori

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  22. La mia risposta al prof. Segre. http://www.neyaka.it/blog/2013/10/07/att-prof-segre-si-li-prendiamo-tutti-fino-a-esaurimento-scorte/

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  23. ciao Andrea, mi aggiungo al migliaio e più di persone che leggono questa pagina; ti ho conosciuto ascoltandoti a Ferrara, in occasione dei tuoi interventi al festival di internazionale, e condivido moltissimo di quello che hai detto. Ma in particolare, condivido l'odio per la retorica, tutta. Anche quella sui trafficanti cattivi è in qualche modo retorica; ho conosciuto un curdo-siriano, attualmente rifugiato in Italia, che mi ha detto: " massimo rispetto per i trafficanti. Offrono un servizio che nessun altro offre, permettono di uscire da posti da cui altrimenti sarebbe impossibile uscire, ci danno una speranza di vita migliore che altrimenti non avremmo". Ora, fermo restando che "massimo rispetto" è indubbiamente troppo, dovremmo riflettere su questa considerazione che viene da chi i soldi li ha pagati, il viaggio lo ha fatto, ed è riuscito a lasciare Damasco. I trafficanti offrono "un servizio" altrimenti indisponibile per chi fugge dalla guerra/dal disagio. Ho trovato questo spunto particolarmente interessante perché ha scardinato quella che era, anche, una mia personale posizione indotta dalla retorica di cui parli e dal martellamento mediatico che, me ne rendo conto sempre di più, se non si riesce a trovare tempi e modi per ascolti alternativi, rischiano di plasmare le menti in direzioni pericolose. Con stima e molta, molta simpatia, per niente retorica :) Claudia

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    1. Oddio certo che ora considerare anche dei benefattori gente che stracarica dei barconi con un altissimo rischio di naufragio mi sembra forte come affermazione. Gente che ci lucra fino all'inverosimile. Questo cosiddetto "servizio" ha causato 20.000 morti. Mi sembrano affermazioni molto paradossali.
      Francesco

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    2. non ho mai detto di considerarli, io, dei benefattori. Ho raccontato un confronto con qualcuno che, diversamente da me, ha affrontato il viaggio, al solo scopo di rappresentare una prospettiva diversa da quella urlata, e di suscitare, se possibile, qualche riflessione in chi legge, così come il confronto ha suscitato in me svariate riflessioni.

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    3. Ciao Claudia, ben venga il confronto ed è per questo che sto dialogando con te che mi sembri altrettanto aperta. Anche io sono d'accordo nell'esaminare prospettive differenti solo che sento in generale una voglia di stravolgere qualsiasi cosa che non sia "originale" anche a rischio di sfociare nell'irrazionalità.
      Capisco il tuo dialogo con il migrante e sinceramente fa riflettere anche me, ma il senso critico che si utilizza ora genericamente verso le istituzioni e la società dovremmo usarlo "anche" verso tutti gli altri soggetti in causa.

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    4. a chi ti riferisci? quali sarebbero questi altri soggetti in causa verso cui dovrei usare un senso critico che (arguisco) non uso? comunque se ti ho già fatto riflettere, sul serio, sono contenta. E' solo per dire che non esiste bene e male, bianco e nero, esistono infinite sfumature, e troppo spesso guardiamo le cose solo dalla nostra, limitatissima, prospettiva, sulla base di idee generaliste e superficiali, specie se non abbiamo mai toccato con mano com'è la vita nei posti da cui si fugge

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    5. Ciao Claudia,
      mi riferisco ad un senso critico nei confronti dei trafficanti di esseri umani; non è che NON lo siano perchè secondo te li descrivono in modo "generico e superficiale".

      Invece sul discorso immigrazione t'assicuro che io e te probabilmente la vediamo nello stessa maniera (ma vorrei vedere a parte i razzisti, chi la vede in modo differente).
      Sono conscio che ci sono zone come Siria, Eritrea, Somalia, Congo solo per citare i casi più eclatanti per poi non parlare anche di zone dove la guerra non c'è ma scelte scellerate in politica economica hanno creato masse di immigrati disperati come ad esempio l'Equador.

      Il discorso sulla immigrazione è ampio e complesso e posso anche essere d'accordo con lo scritto di Andrea.

      Ma quando arrivo al punto sui "passeurs", mi blocco.

      Bisogna avere il senso critico di affermare: "no su questo punto non sono d'accordo !"
      "sono a favore dell'immigrazione, ma non sopra ogni cosa".
      Non sono dei Robin Hood sono dei criminali che riempono senza scrupoli, solo per "quattrini" e non per spirito umanitario, barconi con uomini donne e bambini.

      Oddio son troppo vecchio per far queste discussioni devo prendere un'altra pasticca per la pressione :)

      Grazie per la chiacchierata.
      Francesco

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    6. Ciao Francesco, grazie a te per la chiacchierata (sono vecchia pure io!). Ad ogni modo, io non dico che "sono a favore dell'immigrazione sopra ogni cosa"; come dici tu, è un problema molto molto complesso; se potessimo sceverare tutto con una falce, allora avremmo il male assoluto ed il bene assoluto. Ma poiché non possiamo, abbiamo in mezzo una serie di gradazioni. Voglio dire che il fatto che individui lucrino (parecchio!) agevolando spostamenti che sovente conducono a viaggi disperati è, secondo la nostra etica di occidentali con la pancia piena, moralmente biasimevole; il fatto però che qualcuno, pagando molto, magari con l'aiuto di tutti i suoi affetti, possa imbarcarsi in un viaggio che lo conduce ad una vita migliore e a delle speranze, ESCLUSIVAMENTE TRAMITE gli stessi trafficanti, anziché esser condannato ad una vita miserabile e senza speranza dentro ai confini chiusi di un territorio dove regnano violenza ed ingiustizia e dove non c'è alcuna speranza di miglioramento, conferisce ai "passeurs" una connotazione un po' meno terribile, e di questo è estremamente difficile renderci conto, se non ascoltando quelli che il viaggio lo hanno fatto e la cui vita è davvero cambiata. Claudia

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  24. Concordo e vorrei aggiungere una riflessione. Finché continueremo ad adagiarci nel nostro mondo occidentale e a non domandarci veramente perché queste persone lasciano la loro casa per raggiungere luoghi inospitali dove essere stranieri, saremo tutti complici. Il continente africano è martoriato dall’occidente che ne sfrutta ogni risorsa, lo sappiamo tutti e questo ci sta bene perché non vogliamo rinunciare al nostro stile di vita. Facciamo finta di vedere solo la punta dell’iceberg e continuiamo ad alimentare questo sistema. E poi pretendiamo di respingere chi (anche) a causa nostra, cerca una vita migliore. Io credo che dobbiamo tutti vergognarci.

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  25. Buona l'analisi, meno la soluzione.
    Dati molto generici che non citano l'entità della spesa odierna e di quella per l'eventuale soluzione proposta.
    Inoltre anch'io credo che l'arrivo di clandestini nel nostro paese faccia comodo a molti; lo dimostrano i dati sulle modalità di ingresso, infatti i migranti che arrivano via mare sono una minoranza, le altre e principali tipologie di accesso sono favorite dalle politiche sull'immigrazione decise dai vari governi che si sono susseguiti. Oggi la vera sfida non è far entrare altre persone, ma trovare un modo per garantire dignità ( casa, lavoro, istruzione e integrazione ) a quelle che già ci sono.

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    1. chi è fuori è fuori, chi è sotto è sotto? e della dignità di chi vive sotto le bombe che mi dici? kara mella

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  26. Qua mi sembra che tutti siano professori, pronti per prendere le redini del carro quando non si hanno neanche i cavalli...
    Mi spiace Andrea, articolo scritto benissimo, fiorito di belle parole e buone intenzioni, e mi piacerebbe che fossero tutto rose e fiori, ma non è così, purtroppo...
    L'integrazione, purtroppo, è sempre piu' difficile, il sistema sociale ed economico è come una ruota senza raggi e sgonfia, la gente diffidente (e spesso con ragione), e l'etica pare un formaggio gruyère.
    Te lo dico da italiano, straniero in terra straniera per ben tre volte, e che parla 5 lingue... qua finisce male.

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  27. ad un problema complesso e articolato come quello migratorio sarebbe troppo bello trovare una soluzione semplice e lineare come questa (se pur nelle intenzioni eticamente valida). mi spiace ma diffido dalle semplificazioni.

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    1. Chi ha detto che è "semplice e lineare" o "rose e fiori"? Il pezzo non si chiude proprio con l'ammissione che si tratta di una "direzione rivoluzionaria e complessa"??

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  28. Trovo un po' superficiale ridurre il problema alla questione dell'accoglienza, così come trovo alquanto vaghe e fumose le soluzioni proposte per arginarlo.
    "E dove si trovano i soldi? Beh da quelli che possiamo risparmiare riducendo le follie e smantellando le inefficienze del sistema securitario fatto di operazioni di respingimento, di rimpatrio forzato, di espulsione, di detenzione e simili". Tutto qui? Insomma, rivediamo la spesa e abbiamo risolto il problema. Tutti felici e contenti. Hai dimenticato di dire tagliamo gli F-35, le pensioni d'oro e il vitalizio a Cicciolina! Beh, con tutto il rispetto, ma come approccio il tuo mi pare un tantino riduttivo. In pratica, stiamo ragionando su come "metterci una pezza" anziché su come risolvere il problema, illudendoci che l'apertura indiscriminata delle frontiere sia la panacea di tutti i mali...sarebbe bello se fosse così, ma non lo è. Queste migrazioni di massa sono il frutto avvelenato del capitalismo più becero e dei processi innescati dalla globalizzazione e dalla divisione internazionale del lavoro, quando non si tratta di guerre e carestie che ne sono la diretta conseguenza. Migliaia di disperati che approdano ogni anno sulle nostre coste rischiando la pelle e che troppo spesso si ritrovano a proseguire una vita di merda fatta di discriminazioni e di sfruttamento nei paesi di accoglienza, non può e non deve essere considerato un fatto "normale" o fisiologico. Non è un fatto che possiamo accettare sol perché storicamente è sempre stato così, come qualcuno ha lasciato intendere nei commenti riportando la solita solfa trita e ritrita degli italiani emigrati in America. Il problema andrebbe affrontato alla radice, evitando le solite ridicole divisioni ideologiche tra reazionari razzistoidi e frikkettoni terzomondisti. Il modello di crescita perenne non esiste, siamo già alla frutta e in futuro sarà sempre peggio. Detto questo, assicurare il benessere per TUTTI, con questo sistema, sarà sempre più complicato. Chi ancora crede che questa sia una piccola crisi congiunturale non ha capito niente. E se c'è qualcuno che ancora crede che questo esercito di disperati in realtà non faccia comodo a nessuno è un povero ingenuo. Fanno comodo ai padroni, a molti che li usano come capro espiatorio e ad altri che al contrario li strumentalizzano per dimostrare alle anime belle quanto sono buoni e bravi, insomma, ognuno ne fa l'uso che ritiene più appropriato, dimenticandosi che al centro di tutto ci sono degli esseri umani.
    Qui non si parla di persone che su base volontaria decidono di spostarsi, ma di persone che sono state costrette a farlo per motivi che tutti sappiamo.
    Se non si interviene su quei meccanismi che scatenano il fenomeno è tutto INUTILE. Finché l'attuale sistema economico (e politico mondiale) continuerà a produrre i suoi effetti nefasti, nulla potrà cambiare. Alla domanda "possiamo prenderli tutti qui?", la risposta è "sì", perché ci sono in gioco diritti inalienabili e perché non ci sono altre alternative, ma ciò non migliorerà le cose...anzi! Finché sarà in piedi questo sistema capitalistico di merda fondato sul ricatto e sui giochi al ribasso andremo avanti così per forza. Ma non venitemi a dire che tutto questo è giusto perché non l'accetto. Io credo nella libertà e nell'autodeterminazione dell'individuo e un individuo che sfugge dalla fame non è un uomo libero, è uno schiavo, "merce umana", ricattabile. E tale resta, purtroppo, anche quando approda in aereo in un paese ipocritamente progressista che gli concede una labile quanto finta accoglienza come il nostro (che strano, in questi giorni tutti zitti sui CIE-lager!). Per il resto, il teatrino della classe politica italiana degli ultimi giorni è da vomito.
    E Marx sull'esercito industriale di riserva aveva ragione da vendere.

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  29. Belle parole Mister Segre; ma sono soltanto parole.

    Perché io penso che voi intellettuali siate rinchiusi in una specie di torre d'avorio e, senza le preoccupazioni di chi magari non ha né lavoro né soldi, pontificate a vostro piacimento.
    Io invece, che non sarò né intellettuale né politicamente corretto, ma soprattutto sono uno che ragiona con la pancia e non le manda a dire, mi chiedo e non so rispondermi: che cosa ce ne facciamo di questa gente in un momento come quello che il nostro paese sta attraversando da ANNI? Non è meglio pensare prima a salvare NOI STESSI invece che spendere energie e denaro (190 milioni di euro, che andranno pure presi d qualche parte: indovini da dove? Dalle tasche di tutti!) per questa gente, non invitata né voluta, che in molti casi porta solo delinquenza e ulteriore povertà?

    L'Europa parla, ma io devo ancora vedere qualcuno di loro che si muove in concreto; intanto Parigi, quando ci siamo inventati l'idea del permesso di soggiorno temporaneo, ce li ha bloccati tutti a Ventimiglia. Amburgo vuole rimandarcene indietro trecento, addirittura con treni gratis. E i maltesi si fanno le risate grasse vedendo che ci precipitiamo a salvare un barcone dopo l'altro mentre loro tengono pulita e accogliente la loro isola.

    Ecco, io dico che dovremmo fare come i maltesi; o quantomeno, agganciarli quando sono ancora in alto mare e riportarli indietro. Altro che corridoi umanitari, ma fatemi il piacere!

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    1. Scusa, ma per restare a questo livello, ha idea di quanto denaro è stato speso in questi anni per impedire che "questa gente" arrivi?
      Ti sei chiesto chi è Andrea Segre? (e chi sono gli intellettuali nell'era del Terziario avanzato?)

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  30. C'è un altro problema, in italia abbiamo leggi (leggi pure bossi-fini e compagnia bella) che hanno lo scopo di autorizzare l'immigrazione clandestina perchè se uno cerca di migrare in regola si rende conto che lo stanno prendendo per il sedere (come fai a entrare legalmente solo se hai già un contratto di lavoro che però viene reso nulla si è infranta la legge entrando precedentemente in italia con lo scopo di porre le basi per poter avere un contratto di lavoro?)
    l'immigrazione clandestina ci fa un grande piacere perchè crea quella piacevole economia nera che è poi alla base della nostra economia e fa abbassare salari e aspettative di sicurezza anche per gli italiani Charo Segrè (charosullaterra.blogspot.com)

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  31. Condivido e condivido! Ti lascio, se vorrai accoglierlo, il link alla petizione che ho lanciato nella notte dopo l'ennesima tragedia a Lampedusa. Penso che ci voglia attenzione ed azione OGGI (La petizione, molto più frequentata, dell'Espresso va bene, l'ho firmata, ma si parla di 2014...), penso che non si debba lasciare che si spengano ancora una volta i riflettori su questo dramma complesso e quotidiano - perchè a riflettori spenti, chi può, smette anche di riflettere. Grazie http://www.change.org/it/petizioni/nobel-prize-awarding-institutions-and-nobel-peace-prize-winners-assegnare-il-premio-nobel-per-la-pace-a-tutti-i-cittadini-di-lampedusa-award-the-nobel-peace-prize-to-all-citizens-of-lampedusa?share_id=znaQYWMPJK&utm_campaign=share_button_mobile&utm_medium=facebook&utm_source=share_petition

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  32. Esprimo anch'io il mio parere, anche se non sarà condiviso da molti di quelli che hanno scritto. Io vivo in un quartiere multietnico di Torino. Nel mio palazzo vi sono famiglie peruviane, marocchine e rumene, grazie a Dio tutte persone a modo, arrivate in Italia LEGALMENTE. Poi quando si gira per le strade, si vedono anche gli ALTRI, che spacciano droga, che ti piantano un coltello nella pancia perchè ti trovavi a passare di la in quel momento, che ti rubano portafogli e cellulare perchè così gli va. Guarda caso gli ALTRI sono persone senza permesso di soggiorno. Per chi vive in una zona come la mia, non è facile vedere di buon occhio i clandestini che arrivano ILLEGALMENTE in Italia. Ribadisco che sono malvisti pure dagli extracomunitari che si trovano in Italia LEGALMENTE.
    Con questo non voglio dire che tutti i clandestini siano disonesti, ma mi pongo una domanda e mi piacerebbe che qualcuno mi rispondesse: se queste persone dispongono di cifre tali da consentire il pagamento degli scafisti (ho sentito dire anche 5000 Euro, che per molti paesi africani sono una vera ricchezza) perchè non possono usare quei soldi per viaggiare LEGALMENTE?

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  33. Domanda semplice....ma se le loro condizioni sono così disperate dove li prendono i soldi per poter affrontare un viaggio così costoso??? E poi per quale banale motivo dovremmo farci carico di questo problema? Perché da circa 30 anni noi Italiani dovremmo sobbarcarci i costi di si fatta situazione??? Se tutto fosse legale, droghe comprese, la criminalità organizzata forse non esisterebbe neanche...mah...Italiani? Brava gente.

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    1. finalmente, dopo tutti I commenti che ho letto,una persona che ha detto cose che dovrebbero far rifletere tutti,cioe' di capire come stanno veramente le cose in quei paesi,e non essere buonisti a tutti I costi,perche'se no siamo al punto di non ritorno,

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  34. Si anch'io ho spesso pensato "andiamoli a prendere", condivido parecchie cose del post, anche se altre mi sembrano un po' troppo ottimistiche. Esempio, e non sarebbe l'unico, uno che scappa da un paese in guerra certo non potrà mai raggiungere la nostra "agenzia o ambasciata" o il nostro sportello informativo, per nostro intendo quello europeo. Se scappi non sei in grado di fermarti e chiedere informazioni o ancor meglio dichiarare il tuo intento, dubito ti facciano espatriare malgrado le nostre strutture all'avanguardia. E allora? e allora bisogna fare il famoso "corridoio umanitario" bisogna far si di intercettarli per tempo e portarli da questa parte sani e salvi. Nel frattempo bisogna eliminare totalmente le cause di sfruttamento e scempio dei loro territori da parte di noi Europei e permettere che quei territori vivano di ciò che hanno e che noi gli abbiamo sistematicamente rubato. Rivedere tutti in nostri accordi internazionali e le nostre scelte economico-politiche di sostegno ai regimi, spesso totalitari, a volte pseudo-democratici, smetterla di vendere armi e provocare dolosamente scontri e malcontenti. Delle cose sostanziali da fare, la prima rimane quella d'emergenza e di immediata attuazione, la seconda è solo logica, personalmente non credo ci si riuscirà mai!

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  35. quando sento dire "aiutiamoli a casa loro" mi si torcono le budella e manderei a "casa loro" quelli che lo dicono. Per fargli vedere cosa noi bravi occidentali impinguiti portiamo via da "casa loro": il petrolio per le nostre automobiline e per riscaldare le nostre casette o per rinfrescarle d'estate, il legno per i nostri mobili d'arte contemporanea, i minerali preziosi per le nostre cose più o meno utili, le terre per allevare i nostri hamburger e far crescere le nostre merendine. E per aiutarli meglio pagando il meno possibile quello che ci prendiamo, gli regaliamo il dittatore di turno con la sua bella cerchia di amici e parenti che in cambio del loro personale benessere concedono alle nostre amate multinazionali ogni tipo di favore. E naturalmente i loro privilegi devono essere difesi con le armi che produciamo nelle nostre vallate del nord. Poi quando ci chiediamo perchè vengono a casa nostra - che non ce ne abbiamo neanche per noi - mi vien da pensare che forse lo fanno per venirsi a riprendere quello che gli abbiamo portato via o più semplicemente piacerebbe anche a loro fare quello che gli facciamo vedere che piace a noi. Forse sarebbe meglio lasciare là un po' di più di quello che prendiamo, e magari pagarglielo un po' di più, e magari fare in modo che tutti ne possano godere, e magari rinunciare a qualcosa anche noi, e magari anche noi "a casa nostra" distribuire un po' di più di quella ricchezza che è in mano a pochi che non sanno nemmeno godersela o cosa farsene, e magari...
    difficile ammettere che le "emergenze" sono il risultato delle nostre predazioni economiche, figlie di un colonialismo che ha solo cambiato faccia ma non sostanza.

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  36. Finalmente un'analisi chiara, completa e soprattutto non politicizzata; un intervento che contiene con proposte logiche, percorribili ed umane. Bravo !

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  37. Caro Andrea, trovo la tua un'interessante riflessione. Mi permetto di intervenire e, in parte, dissentire, avendo vissuto per anni nel corno d'Africa e avendo sfiorato quella realtà da molto vicino. Ho vissuto in Etiopia per seguire mia moglie (funzionario UN) e ho avuto modo di conoscere gente che quella traversata l'ha sognata e "pagata". Come senz'antro saprai, molti di quei poveracci che si spacciamo per eritrei sono, in realtà, etiopi che tentano la via dell'asilo politico ma, siccome l'Etiopia é considerata una nazione democratica, ai cittadini abissini non viene mai concesso asilo. Nessuno viene caricato a forza sui camion o sulle barche ma questa gente é consapevole del viaggio che sta intraprendendo e delle possibili conseguenze. Pagano dai 2000 ai 5000 dollari e sanno che molti di questi soldi vengono usati per corrompere polizie, militari e politici dei vari paesi che attraversano. Dove prendono questi soldi? Lo stipendio medio in Etiopia si aggira, ad Addis Ababa, intorno ai 50 dollari, fuori città ancora meno. Come fanno? Parenti, genitori, amici e conoscenti scelgono un candidato tra loro (giovane e forte), fanno una "colletta" e lo imbarcano in questo viaggio con la convinzione che, una volta in Europa, il poveraccio possa guadagnare abbastanza per mantenere tutti gli investitori. Eh si, perché é di questo che stiamo parlando. Nella cultura africana, se uno guadagna dei soldi deve provvedere per tutti quelli che non ne guadagnano e per un africano sentir parlare di stipendi da oltre 1000 euro significa vedere il suo guadagno moltiplicato per 30.
    Cio che non é vero eé anche il fatto che noi possiamo liberamente circolare nei loro paesi e loro no, almeno in parte. Certo, possiamo fare una vacanza in Tanzania, in Kenya, in Etiopia ma il reato di clandestinità, ad Esempio in Etiopia, é punito severamente. Prova a perdere il volo e tentare di prendere il prossimo con il visto scaduto per vedere cosa succede? Ottenere un permesso di soggiorno da loro é assai complicato così come lo é da noi per loro. Il vantaggio che abbiamo noi é di poter entrare come turisti. Un tempo era così anche per loro, o almeno era più semplice, ma la scusa del turista per poi nascondersi una volta sul territorio ha fatto si che i consolati abbiano dovuto limitare i rilasci. Se poi parliamo di quanto siano razzisti con lo straniero quando sono nel loro territorio potrei portarti mille esempi vissuti in prima persona. Sei straniero? Paghi il doppio, tutto. Mandi a scuola tuo figlio? Un locale paga 300 dollari l'anno e tu 15000. E bada bene, il locale che manda suo figlio alla stessa scuola spesso é molto ricco. Quindi paghi l'istruzione anche per il figlio dell'africano. Fai un incidente in auto? é colpa tua perché sei straniero, sempre ed in torto o ragione. Investi un pedone che si é buttato sotto la tua auto? Finisci in galera anche se quel pedone ha attraversato l'autostrada...E finché non paghi migliaia di dollari non esci, in barba alle ambasciate e alle diplomazie, se ne fregano. E poi diciamocelo, non possiamo permetterci in questo momento di ospitare tutta quella gente, non perché non li vogliamo ma perché non ci sono le risorse. Non ci sono soldi per accoglierli dignitosamente, per pagare ospedali, scolarizzazione etc...Bisogna essere realisti.

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  38. Un politico , almeno nella maggior parte del panorama odierno, è il massimo rappresentante di quella categoria di persone che pensando di aver acquisito per diritto "notevolissimi privilegi" con la carica istituzionale, è pronto a fare la qualsiasi cosa pur di mantenere i privilegi ; il migrante dal canto suo , anche se distante per posizione e condizione è il candidato ideale a stimolare nel politico di turno la paura della perdita dei privilegi e quindi è più facile che accentri su di se il pensiero razzista che sta dietro alla politica italiana tutta ed europea in buona parte.

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  39. http://it.gloria.tv/?media=416101 who is the eritrean people? this is a example .
    Please remenber :
    This is only a film maked many years ago and I will see soon. Tanks.

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  40. ...and I will read all this article. A soon to Italian's man 40 years old .
    PS Don't see the film, now see and is very very old.

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  41. The film is about Selassiè I ?

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  42. Yes, and for me is interesting all the culture Rastafari (Ras Tafari Makonnen)

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  43. Toh! sembra l'uovo di Colombo, Peccato che sia nato già rotto. Il problema delle emigrazioni e degli emigranti nasce nei loro paesi. Sono i loro paesi che non rilasciano i visti per emigrare. Sono i loro paesi che hanno leggi restrittive. Altrimenti potrebbero salire su un aereo semplicemente come turisti e venire in Europa....Poi se qualcuno pensa che sia semplice andare a mettere uffici informativi e di "collocamento" in Somalia, ci vada pure! Certo si posso assistere nei loro territori....ma guarda caso stiamo parlando di dittature, e le dittature di solito non favoriscono questi tipi di rapporti internazionali... Mi pare che il castello di carta ....non regga

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    1. Il visto è rilasciato dall'ambasciata o dal consolato del paese di DESTINAZIONE.

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  44. Io ho questa idea ANDREA:
    tutte le nazioni che aderiscono al WTO devono liberalizzare la circolazione delle persone.
    Se una merce è libera di circolare, a maggior ragione devono poterlo fare le persone.
    Tutti i discorsi sull'insostenibilità della libera circolazione delle persone perchè comporterebbero danni economici gravi alle nazioni NON reggono.
    Abbiamo liberamente (?) accettato la globalizzazione economica che ha portato e sta portando sconvolgimenti tali negli stili di vita, nelle risorse, nelle liberta democratiche, nello stesso concetto di base di che cosa rende un essere umano un soggetto di diritti inalienabili che temere la libera circolazione delle persone risulta una paura talmente ridicola da risultare chiaramente funzionale ad obiettivi politici precisi.
    Già: consentire alle persone di muoversi come i capitali e le merci metterebbe in discussione il potere dei capitali sulle persone.

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  45. Caro Segre, nel 1977 gli Skiantos dicevano: “...Oggi ho trovato il giusto tono, sono buono, sono buono...” e in quello chescrive, che in parte condivido, buonismo ce n’e’ molto. E anche una dose eccessiva di semplicismo.
    Lei dice giustamente che “Il problema sta nel fatto che esistono persone al mondo che hanno necessità di viaggiare, o per salvarsi la pelle o per cercare una vita migliore” e fino qua, sono perfettamente d’accordo.
    Sono un po meno d’accordo quando dice che pero’ “... non hanno il diritto di farlo perché altre persone, la cui pelle e la cui vita sono tendenzialmente molto più al sicuro della loro, hanno deciso di negarglielo.” Well, io direi che come non si possono colpevolizzare i somali e gli eritrei per il fatto di cercare una vita migliore, non si puo addossare agli europei la colpa di essere nati in paesi che stanno meglio della media del mondo (cosi come nessuno dovrebbe essere colpevolizzato se nasce bello o ricco o intelligente) e voler mantenere i propri privilegi, particolarmente in un periodo di crisi.
    Sono come lei convinto che chiudere le frontiere non sia la soluzione ai problemi dell’Italia e dell’Europa, e che molta gente sia portata a crederlo dalla demagogia di certi uomini politici, ma non sono nemmeno sicuro che aprire le frontiere lo sarebbe. Lo sappiamo tutti che per risolvere il problema di quelli che muoiono a mare, basta fornire un bel servizio pubblico di trasporto dal nord africa ala sicilia, cosi come per eliminare il traffico illegale di eroina, basta liberalizzarla – sia chiaro, e’ solo una provocazione e non sto dicendo che i due problemi siano simili o abbiano simili soluzioni.
    Bisogna riconoscere che la soluzione che lei propone e’ come prendere un moment se si ha un tumore al cervello. Tumore e una parola forte? Forse, ma prima di criticare bisognerebbe conoscere la vita quotidiana di un paese sotto una dittatora del corno d’africa.
    La sua analisi, Segre, e’ valida solo se si considera che il problema comincia quando il profugo valica la frontiera del suo paese e si dirige verso l’Europa. Certo a quel punto, e un dovere morale rispettare il diritto di ogni essere umanio a cercare una vita migliore - che poi migliore lo sia veramente e’ un a;tra storia. Purtroppo pero’ non comincia li...
    Senza indagare sul fatto che sia moralmente o corretto o perfino legalmente giustificabile parlare di rifugiati econonomici e rifugiati politici come di due specie diverse che hanno diritto a diversi tratamenti – una grande ipocrisia figlia della guerra fredda - Il problema infatti non e’ che ci sia gente che cerca di migliorare la proprie condizioni di vita o quelle dei propri figli. Questo e’ il combustibile del progresso. Il problema e’ che queste stesse persone siano forzate ad andarsene dai propri paesi per farlo. E che se le condizioni politiche e economiche in quei paesi non cambiano, l’esodo continuera. Dopo aver vissuto per anni nel corno d’africa, e aver lavorato in relazioni internazionali e sviluppo per piu di due decenni, tendo a credere che se fossi eritreo, cercherei di scappare anch’io. E spero che mi sarebbe riconosciuto il diritto di farlo. Ho pero’ la sensazione che se l’Europa si decidesse ad acccogliere tutti questi rifugiati starebbe anche facendo un favore a quei regimi dittatoriali che creano le condizioni perche il problema profugo esista. E li – pur non arrivando a giustificare il “diritto alla non solidarieta” rivendicato da certi suoi lettori in qualche commento precedente - mi trovo un po’ a disagio.
    La soluzione non la conosco, e vedo gia le critiche a questo commento parlare di neo-colonialismo e di imperialismo culturale, vedo i difensori della relativizzazione del concetto di diritti umani e democrazia lanciare invettive seduti in pantofole nella loro poltrona preferita. La soluzione come dicevo non la conosco, ma parte da quei paesi...

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    1. Si può benissimo addossare agli europei la colpa di essere nati in paesi che stanno meglio della media del mondo, considerato che lo scarto in ricchezza e benessere è dovuto in buona parte alla predazione delle risorse dei paesi che stanno peggio della media del mondo.

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    2. Athos, be my guest: liberissimo di continuare a colpevolizzare gli europei, senza minimamente contribuire a risolvere il problema di fondo... c'e' spazio per tutti, anche per Peter Pan e i boy scouts! ;)

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    3. la ricchezza si nutre di povertà. da sempre e per sempre.
      L'Europa bianca e ricca deve molto alla povertà di altri paesi, come tutto l'occidente.

      Detto questo, sono d'accordo su un altro punto: il problema si deve risolvere alla radice, riconoscendo le ragioni degli esodi. E le ragioni degli esodi sono quasi sempre l'economia globale, l'imperialismo economico, e dunque l'Europa e l'occidente ci sono dentro dinuovo.

      Cosa sognavamo? Di diventare ricchi dopo centinaia di anni di impero romano, dopo 400 anni di schiavitù, dopo cent'anni di colinialismo, dopo un secolo di sfruttamento di territori e risorse altrui, e tutto questo senza che mai nessuno degli affamati di quei paesi decidesse di venire a farci visita?

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  46. Vorrei avere la semplicitá, la pacatezza e la chiarezza di espressione per dire le stesse identiche cose...invece mi incazzo sempre come una belva. È che certe frasi comuni proprio non le sopporto più. Forse è questa Italia che mi sta avvelenando.

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  47. Basterebbe pensare alle pensioni.
    I pensionati di oggi non godono dei soldi messi da parte durante tutta la loro vita, quei soldi sono stati già spesi dagli enti provvidenziali in azzardate manovre di cui nessuno ha dato conto a nessuno. Le pensioni di oggi si pagano con i soldi dei contribuenti di oggi.
    Meno contribuenti, meno soldi per le pensioni.
    In futuro, con una società che invecchia perché non nascono più bambini, i contribuenti saranno meno e i pensionati del futuro vedranno compromesse le loro pensioni, nonostante i soldi versati per una vita.
    Qualcuno dice che la soluzione è lavorare fino a 80 anni.
    Vedete un po' voi se non sarebbe meglio avere più contribuenti, gente che lavora e paga le tasse in modo regolare, perché viene permesso loro di farlo.
    Non è vero che gli stranieri arrivano solo a "togliere" il lavoro agli autoctoni, ci sarebbero anche tanti imprenditori grandi e piccoli capaci di creare lavoro.
    Già, dimenticavo che l'economia italiana è basata di fatto sul sommerso, il lavoro in nero e l'evasione.
    Poveri noi.

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  48. http://cecigian.blogspot.it/2013/10/secondo-te.html

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  49. Condivido molto la logica di andrea segre, ma per me ha il difetto di ragionare sugli effetti del fenomeno immigrazione. Voglio dire che oltre a quello che dice segre, occorrerebbe ridiscutere il sistema economico xché se è vero che chi scappa da una guerra, crisi, violenza, ecc. deve (DEVE!!!) essere accolto è anche vero che la causa prima di questi eventi sta tutta nel sistema economico occidentale (direi capitalistico se non si offende nessuno). Emiliano Brancaccio ritiene che una riflessione sulla libera circolazione dei capitali sia un inizio di riflessione; x me da sola non basta, ma se l'accompagniamo con iniziative politiche "anticolonialiste" (scusate il termine) potremo provare a risolvere il problema alla radice. L'impresa mi pare ardua, ma aver consapevolezza di cosa succede e perché, credo sia un aiuto alle persone che pensano. grazie. samuele falossi

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  50. Interessante ma credo che anche questa analisi non arrivi al punto del problema.
    Andiamo a vedere perchè questa gente scappa da casa verso un destino sconosciuto e scopriremo la soluzione al problema.
    Chi fa le guerre?, Perchè? Con che mezzi?
    Chi costringe alla fame alcuni popoli del pianeta? Come? Perchè?
    ...
    Alla fine scopriremo che la causa siamo sempre noi e renderci consapevoli di questo fatto è un buon inizio

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  51. Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

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  52. http://lemigrazionielasindromedelcagnetto.blogspot.it/

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