Andrea Segre

In questa pagina trovate informazioni e notizie legate principalmente alla mia attività di regia documentaria e cinematografica, ma anche scritti, riflessioni, diari di viaggio, appunti.

LES SAUTEURS - IL FILM CHE TI GUARDA
ZaLab sta distribuendo in Italia un film speciale, perché è un film che ti guarda. L'ho presentato in due sale e ho visto gli occhi degli spettatori alla fine. Qui rivolgo a tutti un invito speciale.

DALLA LA CERIMONIA PER SANDRINE ALL' ASSEMBLEA VENETA PER L'ACCOGLIENZA DEGNA E DIFFUSA
Dopo la cerimonia per Sandrine di domenica 15 gennaio a Cona gli organizzatori hanno deciso di convocare per sabato 28 gennaio a Padova l'assemblea regionale per chiedere tutti insieme il superamento dei centri come Cona e per costruire un'accoglienza degna e diffusa. Questi i miei articoli collegati a queste importanti iniziative: IL VENETO CHE NON TI ASPETTI - LA CERIMONIA PER SANDRINE e IL CORAGGIO DI CHIEDERE SCUSA

DAL CENTRO AI CENTRI
Dopo la morte di Sandrine Bakayoko nel centro di Cona(VE) ripubblico una proposta rivolta alle molte città del nord che continuano a rifiutare progetti di accoglienza. Accoglienza: dai centri o al centro.

In occasione della Foto di Auguri 2017, tradizionale appuntamento natalizio a Piazza Vittorio organizzato da molte associazioni del quartiere, scrivo poche righe di proposte, come promesso in seguito all'articolo pubblicato il 20 novembre Sorrentino, Piazza Vittorio e la crisi di Roma che è stato letto da circa 30mila persone nei giorni scorsi.

Potete leggere le proposte qui


Si può rivalutare un quartiere senza creare esclusione?
Ho letto l'intervista-appello di Paolo Sorrentino su Il Messaggero di ieri, sabato 19 Novembre. Da due anni vivo a Piazza Vittorio e leggendo le parole di Sorrentino provo un certo spaesamento. Da una parte condivido la sua preoccupazione per alcune evidenti e inaccettabili non-curanze degli spazi pubblici, ma dall'altra il suo appello un po' mi preoccupa e mi aiuta a riflettere su quale sia la vera crisi della città in cui vivo. Qui ho provato a raccontare il mio pensiero?


Insieme ad Andrea Segré (quello con l'accento…come ci capita di scherzare insieme) e a molte associazioni calabresi il 10 e 11 dicembre cammineremo tra gli agrumeti e i paesi della Piana di Gioia Tauro per capire le connessioni tra diritti dei braccianti, agricoltura, grande distribuzione e abitudini di consumo. Il tutto, in collaborazione con Internazionale, sarà seguito in diretta da ZaLab .

Con due splendid film ZaLab rinnova la sua distribuzione.
PATIENCE PATIENCE (che presento il 24 novembre all'Apollo 11 insieme a Concita De Gregorio) su un gruppo di donne marocchine immigrate in Blegio che si riprendono la loro vita e GAYBYBABY splendido ritratto di quattro figli di famiglie gay.



COME VEDERE I MIEI FILM-TO WATCH MY FILMS:
Clicca sul titolo per acquistare DVD) - Click on the title to buy the DVD

- I SOGNI DEL LAGO SALATO (2015 - subt ita)

- LA PRIMA NEVE (2013 - subt ita)

- INDEBITO - (2013-subt ita)






- LA MAL'OMBRA (2007 - subt ita, eng)

Per i seguenti documentari - For the following docs
- A META' (2001)
scrivete a - please write to:
distribuzione@zalab.org

E' in vendita anche il mio libro

News, scritti e riflessioni

Dalla Cina alla Libia passando per Ferrara. Dal 30 settembre al 2 ottobre sarò al Festival di Internazionale a Ferrara insieme a ZaLab e FuoriRotta per presentare i lavori di due documentaristi con cui ho condiviso quest'anno racconti e immagini: Davide Crudetti e Khalifa Abu Kraisse

LAGUNA SUD 2017
Dal 25 al 28 Agosto si è svolta la seconda edizione del festival Laguna Sud, svoltosi a Chioggia in collaborazione con della Giornate degli Autori.
Qui trovate i video realizzati durante il laboratorio coordinato quest'anno ad me e Agostino Ferrente.
TERRORISMO E NORMALITA'
siamo capaci di proporre altro?
L'unica reazione al terrore sembra la conservazione della normalità. Ma non è forse la normalità stessa ad ospitare il terrore?

Diari dalla Libia 2016
LA PRIMAVERA DI KELLY A TRIPOLI
In questi giorni la Libia vive un momento molto delicato. Da noi se ne parla solo per paura che dal caos libico possa emergere un altro spazio di potere dell'IS. In realtà sappiamo poco o niente. Ho chiesto ad un amico videomaker di Tripoli di aiutarci a capire. Leggete qui le sue lettere.
Libyan Diaries 2016
KELLY'S SPRING 2016
I've asked a libyan videomaker to tell us how is the life in Tripoli in these days of tension and crisis. Read the diaries from Tripoli

No Triv
REFERENDUM VERO O KAZAKO?

Il 20 marzo si tengono in Kazakistan elezioni legislative anticipate. La cosa ovviamente non fa alcuna notizia in Italia, ma ha invece molto a che vedere con un'altra importante non-notizia: il referendum del 17 aprile contro le trivellazioni lungo le coste dell'Adriatico. Continua a leggere qui


FUORIROTTA - IL NUOVO BANDO
Oltre 320 i progetti arrivati al nuovo bando Fuorirotta.
I risultati si avranno entro il 15 maggio
Per altre informazioni: info@fuorirotta.org

DOPO FUOCOAMMARE
Lettera aperta all'Europa che si è commossa.

La ferocia e la banalità del male si sono uniti in istanti di cinema, che la maestria di Rosi ha saputo cogliere dal corpo ferito dell'umanità.

Ora è a mio avviso necessario che quell'emozione non risolva e non pulisca le coscienze. Continua a leggere...


SPECIALE - 10 anni di ZaLab
L'associazione che ho contribuito a fondare e che ha prodotto e distribuito molti dei miei documentari festeggia i suoi 10 anni di vita e lancia delle super offerte per acquistare i nostri film e sostenere la nostra indipendenza!

LO SCIOPERO DELL'AIUTO
In tanti, troppi dicono che il 2015 è stato l'anno della consapevolezza europea del dramma dei migranti. C'è qualcosa che non funziona però in questa consapevolezza. Ho provato a capirlo ed è nato questo pezzo "Lo sciopero dell'aiuto" (pubblicato il 31.12 sulle pagine dei quotidiani locali del gruppo Espresso)

IL PARADOSSO DI ILIA
Sono stato al confine tra Grecia e Macedonia. Ho incontrato alcune storie assai utili per capire cosa sta succedendo in e intorno all'Europa. Tra queste quella di Ilia, che qui potete leggere.

LA MARCIA DELLE DONNE E DEGLI UOMINI SCALZI - Venezia 11 settembre 2015

Bellocchio, Servillo, Saviano, Mastrandrea, Paolini e molti altri. Il mondo del cinema e della cultura finalmente si mobilita per rompere il silenzio sui diritti di rifugiati e migranti ed invita tutti venerdì 11 settembre a camminare scalzi lungo le vie del Lido fino al Palazzo del Cinema.

LEGGI QUI L'APPELLO E PARTECIPA









Andrea Segre

Scritti e News

2015

Novembre 2015

M.I.N.I. Expo - Made in the New Italy

C'è una nuova Italia dietro ai nostri pomodori, alle nostre arance.. Scoprile con ZaLab e Repubblica.tv


Ottobre 2015

GORIZIA-FRIULI-ITALIA - La vergogna ordinaria

Mercoledì 14 ottobre l'Isonzo rischiava di esondare e di portare via con sé le vite di 150 esseri umani. Ma nessuno se ne preoccupava, perché? Leggete qui. Il post in poche ore ha ricevuto migliaia di visite e molti commenti. Qui la mia risposta ai commenti più critici.


Settembre 2015

LAGUNA SUD - il cinema a Chioggia e Pellestrina

...come se uno dei grandi schermi della Mostra uscisse dal Palazzo e navigasse galleggiando verso Sud, lungo le rive della laguna.

Si è svolto a Chioggia dal 20 al 24 agosto il festival Laguna Sud - il cinema fuori dal Palazzo.


Agosto 2015

PROFUGHI SI, PROFUGHI NO, MA PERCHE'?

La mia opinione è che sia snervante e miope continuare a dividerci tra profughi si e profughi no. In questo articolo pubblicato sui quotidiani locali di Padova, Treviso e Venezia spiego perché.


5 luglio 2015 Referendum in Grecia

LA RABBIA DI POPPI

Poppi ieri notte non ha dormito e capire perché è oggi necessario per tutti noi. Continua a leggere qui

English: Poppi's Rage ; Español: Poppi no durmiò anoche



Aprile 2015

IS E MIGRANTI, LA GRANDE CONFUSIONE


Marzo 2015

L'ALZHEIMER DI SALVINI

La politica è una triste tecnica mediatica.


Gennaio 2015 - elezioni greche

LA SCELTA DI TETI

Teti è la protagonista del breve documentario prodotto per Internazionale sul giorno della speranza ad Atene Guarda LA SCELTA DI TETI (prima parte); Guarda LA SCELTA DI TETI (seconda parte)



- scopri i progetti finanziati da LA PRIMA SCUOLA


Dicembre 2014

Ottobre 2013 - Dopo la tragedia di Lampedusa

21.07.2013 In occasione dell'anteprima di Indebito a Locarno, pubblico due testi nati da riflessioni che hanno accompagnato la realizzazione di questo nuovo film: Il coraggio di esistere e L'esercito della competizione. Buona lettura.
15.05.2013 Insieme per lo Ius Soli: per sostenere il Disegno di Legge sul nuovo diritto di cittadinanza e per fermare i Ladroni Padani, che per vent'anni ci hanno rubato il futuro.
23.02.2013 Sono stato a Piazza San Giovanni alla chiusura della campagna elettorale del M5S. Queste le mie riflessioni: De Grillo elettorale 2 - dopo San Giovanni
19.02.2013 A pochi giorni dalle elezioni politiche 2013, una riflessione sul voto; un approfondimento critico su contenuti, modalità e rischi del MOvimento5Stelle: De Grillo elettorale
28.01.2013 Escono i dvd di Io Sono Li e Mare Chiuso, e ZaLab distribuisce un film fondamentale, Vol Special. Dedicato a chi ha il coraggio di dichiarare chi è davvero illegale.
29.08.2012 Alla 69 Mostra del Cinema di Venezia ci saranno due proiezioni speciali di Mare Chiuso (31 agosto alle 15.00 in Sala Perla 2) e di Io Sono Li (4 settembre alle 14.30 in Sala Pasinetti). IN questo occasione ho scritto due riflessioni: "Ma alla fine in realtà ci annoiamo" e "La dolce nave nel mare chiuso". Buona lettura.
6.06.2012 ZaLab in collaborazione con Amnesty e OpenSocietyFundations ha lanciato la campagna 20 giugno - MAI PIU' RESPINTI.
18.04.2012 Compaiono le foto di due migranti legati e scotchati durante volo di espulsione. I politici italiani si indignano. Ipocritamente. Nessun Krumiro al Cioccolato.
15.03.2012 Esce in Italia il mio nuovo documentario MARE CHIUSO sulle violenze italiane durante i respingimenti dei migranti africani in Libia.
3.02.2012 L'Italia è stata condannata dalla Corte Europea per i Diritti Umani per aver operato i respingimenti in LIbia. contro centinaia di migranti. Un giorno di giustizia, tristezza e speranza.
1.01.2012 In occasione del viaggio di Monti in LIbia, ZaLab lancia un appello e presenta il trailer del nuovo documentario realizzato da me e Stefano Liberti sui respingimenti dei migranti del 2009-2010: MARE CHIUSO (in uscita a fine marzo 2012) - vedi il trailer
08.01.2011 L'omicidio di Joy e Zhou Zheng è dolore e indignazione. In quelle strade ho girato le prime scene di Io Sono Li. Oggi sono stato a vedere Le Candele di Torpignattara
13.12.2011 Ci sono molte persone che vorrebbero vedere Io Sono Li, ma non lo trovano nella loro città. Per questo abbiamo lanciato l'idea di IO VOGLIO VEDERE.


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Gheri e il collasso

La settimana scorsa sono stato prima in Sicilia, nei porti dove la missione Mare Nostrum porta i profughi intercettati sulla rotta dalla Libia, e subito dopo al Parlamento Europeo ad una conferenza con decine di giovani da tutti i Paesi membri. Al ritorno ho scritto di getto quanto segue. 
Speravo che la notizia dell'ennesima tragedia potesse tardare il più possibile. 
Purtroppo non è stato così. 


Gheri e il collasso.


E' vero, siamo al collasso. Ma non al collasso dell'immigrazione, al collasso del sistema che abbiamo provato e ancora cocciutamente proviamo a costruire. Un sistema folle che si è illuso, o meglio ha deciso di illudersi che era giusto puntare tutto sulle misure di contrasto. Abbiamo deciso che noi potevamo fermare l'infermabile e l'abbiamo deciso per quattro solidi motivi: 


1. per non far emergere le nostre responsabilità rispetto alle cause
2. per creare occasioni di business privato con fondi pubblici nella gestione delle varie emergenze
3. per garantire sacche di irregolarità alle nostre economie liberiste e/o corrotte.
4. per alimentare da una parte o arginare (inseguendoli) dall'altra la crescita dei populismi nazionalisti e xenofobi.

Non parlo per partito preso, ma perché da una parte sto seguendo con esperienza diretta gli sviluppi dello scenario libico-siciliano e dall'altra sto leggendo materiali di ricerche e di studi internazionali liberi dalle faziosità dei dibattiti provinciali italiani.
Nelle ultime settimane ci sono stati vari allarmi lanciati dal Ministero degli Interni e le tensioni lungo i confini sud d'Europa (non solo quello con la Libia, ma anche quello di Ceuta-Melilla e quello greco-turco) stanno creando molta preoccupazione nelle task force europee a cui è affidata la lotta all'immigrazione clandestina. La logica, purtroppo, è quella di guerra: dove passano i corpi significa che stiamo perdendo e quindi vanno rinforzate le truppe. Con una differenza enorme: questi corpi-nemici non puoi ammazzarli (almeno non direttamente) e quindi una volta respinti da una parte cercheranno di passare da un'altra, non decideranno certo di tornare a casa.

I 600mila di Alfano o gli 800mila di Pinto di base non hanno alcuna base di verificabilità e non viene fornita infatti alcuna fonte chiara di questi dati. Equivalgono all' "esodo biblico" di Maroni del 2011. Ma hanno un significato molto chiaro: "Aiuto, dateci più soldi e più truppe se no perdiamo la guerra!". Un grido d'allarme a cui ormai opinione pubblica e classe politica rispondono senza alcuna esitazione, chiamando al massimo in causa l'Europa, ma di base accettando la logica: più soldi e più truppe per fermare il nemico.

I continui gridi di allarme, così come le continue situazioni di aumento della pressione migratoria, dovrebbero invece generare un altro tipo di riflessione e consapevolezza: questa guerra non ha senso, continua a costarci e non risolve nulla. E' un sistema di gestione che non funziona, anzi che di fatto non esiste. Non esiste perché per "sistema di gestione" non intendo quello che Pinto coordina, la Polizia di Frontiera, ma un sistema di accoglienza e gestione integrato che sappia occuparsi del fenomeno in varie sue fasi, un sistema che l'Europa ha rinunciato a costruire puntando tutto o quasi su gestione securitaria, repressione e controllo. Abbiamo per vent'anni provato e stiamo continuando a provare a mettere tappi sui buchi, a chiudere i rubinetti, a ricucire gli strappi. E non sappiamo quasi per nulla creare percorsi di decompressione e di movimento regolare.
Interpretiamo tutto ciò che succede come una guerra tra i nostri sistema di sicurezza e i loro corpi e abbiamo chiesto ad alleati poco puliti di aiutarci a fermare i corpi (ammazzando dove necessario, ovviamente). E se gli alleati non collaborano o fanno il doppio gioco (come milizie e polizie libiche in questo momento) non abbiamo altri strumenti di gestione, se non piani di emergenza affidati all'umanità di chi dovrebbe controllare e si ritrova di fatto ad accogliere.

Ministro Alfano e Presidente Renzi, ora alzate la voce di protesta verso l'Europa, ma provate a rispondere a due domande: 
1.Pensate davvero che lo strumento giusto di azione europea sia Frontex? cosa dovrebbe fare secondo voi Frontex? Davvero credete che siano grado di fare qualcosa? Se siete informati sui fatti sapete che in realtà non ha strumenti reali di azione, se non quelli di aiutare l'Italia e gli altri Paesi membri a rafforzare le pressioni sui Paesi Terzi perché chiudano i rubinetti con qualsiasi mezzo. Ma se la nostra gestione si affida sempre e solo sulla chiusura dei rubinetti, ci sarà sempre nella storia qualcuno che quei rubinetti ogni tanto li riapre per avere più soldi da noi e da Frontex messi insieme. Ogni tanto sarà più utile riaprirli e ogni tanto più utile richiuderli. 
2. Sapete cosa sta succedendo tra Libia e Italia, vero? Sapete cosa sta facendo Mare Nostrum, vero?Suppongo e spero di sì. Allora abbiate il coraggio di raccontarlo all'opinione pubblica e farlo capire. Fate capire agli italiani che stiamo organizzando corridoi umanitari per profughi siriani e africani senza però avere né il coraggio di dirlo, né il coraggio di farlo fino in fondo (i profughi per raggiungere le nostre navi militari pagano migliaia di euro ai poliziotti libici, quelli che voi chiamate trafficanti, ma con cui poi cercate di trattare per chiudere i rubinetti), né il coraggio di portarlo in Europa con chiarezza, preferendo non identificare i profughi e lasciarli andare al nord, senza però rivendicare questa scelta.

Questa situazione è profondamente ipocrita e pericolosa.
Centinaia di poliziotti, marinai, carabinieri e finanzieri (e pochissimi civili, ancor meno civili davvero preparati sul fenomeno) sono chiamati in queste ore a gestire operazioni di accoglienza per migliaia di persone, ma lo fanno nell'assenza totale di dibattito pubblico e di responsabilità politica.  Nel frattempo nell'arena pubblica l'unica cosa che continuate a dire è: bisogna aumentare i controlli, migliaia di invasori vanno fermati. Più soldi e più truppe per la guerra. Da una parte usate i soldati per fare un lavoro che non sono tenuti a saper fare (o che hanno imparato a fare anche se non era loro compito), dall'altra dite che dovete aumentare i soldati per fermare chi state accogliendo. Faccio davvero fatica a seguirvi.
Per questo siamo al collasso. Un collasso di dimensioni storiche enormi, un collasso italiano ed europeo, che proviamo a non dire, ma che segna ogni giorno, corpo dopo corpo il solco drammatico ed epico tra la nostra civiltà e la dignità umana.

C'è un'altra strada?
Certo che c'è. L'altra strada è fornire alla persone vie di fughe protette (per i profughi, come i siriani e gli eritrei) o percorsi regolari di viaggio (per i migranti economici). Limitati e selezionati se non vi fidate all'inizio, ma poi vedrete che la storia vi dimostrerà che conviene aprirli, sempre che il vostro scopo sia quello di rispettare i diritti delle persone e far crescere equità e sviluppo equo. Se invece lo scopo è continuare a generare occasioni di sfruttamento, manodopera a basso costo e rafforzamento dei poteri forti, allora continuate nella stessa direzione.
Le pressioni diminuiscono solo lì dove le frontiere cadono e per far cadere le frontiere bisogna costruire spazi di libera circolazione (graduale se volete) che rimettano in gioco equilibri e permettano di scardinare privilegi e cambiare la storia. Se no rimanevamo nel feudalesimo o nell'impero romano, con padroni e schiavi. O vogliamo tornarci? A volte il dubbio è ampiamente legittimo di questi tempi.
Ma come si fa tutto ciò? Costa una marea di soldi, no?
Pinto l'ha raccontato con chiarezza e grande professionalità: negli ultimi 7 mesi abbiamo speso solo per Mare Nostrum e dintorni circa 70milioni di Euro, ai quali vanno aggiunto i circa 35milioni spesi dai 23mila migranti (una media di 1500 euro, per essere cauti) per partire dalla Libia. Diciamo insomma 100milioni di Euro per gestire il salvataggio e la prima accoglienza di 23mila persone, sono circa 3000 euro a migrante. 3000 euro per poi lasciarlo, nella gran parte dei casi, libero di andare dove vuole, sapendo che vuole raggiungere parenti o amici, che "per nostra fortuna" stanno soprattutto in altri Paesi europei. Una cifra davvero elevata (e destinata ad aumentare nei prossimi mesi), che è servita (ed era ora) a far arrivare vive delle persone, ma che non aiuta in alcun modo a gestire il fenomeno nella sua complessità.
Questi soldi non arrivano per miracolo, sono soldi pubblici che se vengono investiti in una direzione significa banalmente che non vengono investiti in un'altra: l'Italia e l'Europa non investe quasi nulla per capire come dialogare con le ragioni delle partenze, per capire come fermare le cause, per capire come correggere le nostre responsabilità nel capire come costruire circuiti virtuosi tra migrazione e sviluppo. E non lo fa non solo perché investe tutto o quasi nel sistema securitario, ma anche perché nel frattempo quella che era cooperazione allo sviluppo è diventato business umanitario, affidato nella maggioranza dei casi a grandi multinazionali che curano le ferite e aiutano le emergenze, ma che non fanno quasi più nulla d'altro. 

C'è un'ultima cosa che vorrei chiarire.
Tutto questo non lo scrivo perché mi piace fare l'opinionista o perché cerco consenso. Lo faccio perché da sempre, molto prima di essere ufficialmente "regista", amo incontrare e conoscere i protagonisti di questo fenomeno epocale. E quando passo ore, giorni o settimane con i loro racconti, poi non ce la faccio, non posso stare zitto. So che è pochissimo, ma almeno questo pochissimo glielo e ce lo devo.
Pochi giorni fa ad esempio ho conosciuto Gheri, un trentenne eritreo. Era appena arrivato in Sicilia, da pochissime ore, grazie alla barca pagata ai poliziotti/trafficanti libici e grazie alle navi militari italiane che l'avevano recuperato dopo poche ore di navigazione. Ho parlato con Gheri perché Gheri parla un inglese perfetto e Gheri parla un inglese perfetto perché Gheri ha una laurea in Psicologia all'Università di Amsara grazie alla quale aveva lavorato un anno per una ONG inglese e poi per altri 6 mesi per il Ministero della Salute eritreo. L'ONG lo pagava 15 euro al giorno, una cifra assolutamente dignitosa per l'Eritrea, ma poi se n'è andata e il nuovo lavoro con il Ministero della Salute era invece pagato 50centesimi al giorno. Gheri ci ha provato per un po', ma poi ha capito che era impossibile, che non c'era alcuna possibilità di sopravvivere, se non entrando a far parte dei capi del Ministero, legati ovviamente ai poteri corrotti della dittatura governativa. Nulla a che fare con la psicologia, che Gheri ama e che ora, arrivato in Italia grazie alla strana e confusa alleanza tra trafficanti e militari, spera di poter studiare ancora. Non Italia, in Svezia. Ho spiegato a Gheri come fare per evitare di rimanere in Italia e per provare ad andare in Svezia, mi ha abbracciato, io l'ho abbracciato e ora spero sia ancora in viaggio.

Andrea


P.S. un ultimo consiglio se ci tenete ai numeri: datevi un'occhiata al meraviglioso grafico di questo sito  http://peoplemov.in/ e capite quanto il nostro problema di "esodo biblico" sia da contestualizzare nella complessità dei flussi migratori che coinvolgono il mondo in questa epoca, un fenomeno che non riguarda certo solo la "nostra povera Italia", ma che è diretta conseguenza della crescita inaccettabile e disumane degli squilibri economici. Se non mi capite provate a vivere con 50 centesimi al giorno, come Gheri.

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