Andrea Segre

In questa pagina trovate informazioni e notizie legate principalmente alla mia attività di regia documentaria e cinematografica, ma anche scritti, riflessioni, diari di viaggio, appunti.

LES SAUTEURS - IL FILM CHE TI GUARDA
ZaLab sta distribuendo in Italia un film speciale, perché è un film che ti guarda. L'ho presentato in due sale e ho visto gli occhi degli spettatori alla fine. Qui rivolgo a tutti un invito speciale.

DALLA LA CERIMONIA PER SANDRINE ALL' ASSEMBLEA VENETA PER L'ACCOGLIENZA DEGNA E DIFFUSA
Dopo la cerimonia per Sandrine di domenica 15 gennaio a Cona gli organizzatori hanno deciso di convocare per sabato 28 gennaio a Padova l'assemblea regionale per chiedere tutti insieme il superamento dei centri come Cona e per costruire un'accoglienza degna e diffusa. Questi i miei articoli collegati a queste importanti iniziative: IL VENETO CHE NON TI ASPETTI - LA CERIMONIA PER SANDRINE e IL CORAGGIO DI CHIEDERE SCUSA

DAL CENTRO AI CENTRI
Dopo la morte di Sandrine Bakayoko nel centro di Cona(VE) ripubblico una proposta rivolta alle molte città del nord che continuano a rifiutare progetti di accoglienza. Accoglienza: dai centri o al centro.

In occasione della Foto di Auguri 2017, tradizionale appuntamento natalizio a Piazza Vittorio organizzato da molte associazioni del quartiere, scrivo poche righe di proposte, come promesso in seguito all'articolo pubblicato il 20 novembre Sorrentino, Piazza Vittorio e la crisi di Roma che è stato letto da circa 30mila persone nei giorni scorsi.

Potete leggere le proposte qui


Si può rivalutare un quartiere senza creare esclusione?
Ho letto l'intervista-appello di Paolo Sorrentino su Il Messaggero di ieri, sabato 19 Novembre. Da due anni vivo a Piazza Vittorio e leggendo le parole di Sorrentino provo un certo spaesamento. Da una parte condivido la sua preoccupazione per alcune evidenti e inaccettabili non-curanze degli spazi pubblici, ma dall'altra il suo appello un po' mi preoccupa e mi aiuta a riflettere su quale sia la vera crisi della città in cui vivo. Qui ho provato a raccontare il mio pensiero?


Insieme ad Andrea Segré (quello con l'accento…come ci capita di scherzare insieme) e a molte associazioni calabresi il 10 e 11 dicembre cammineremo tra gli agrumeti e i paesi della Piana di Gioia Tauro per capire le connessioni tra diritti dei braccianti, agricoltura, grande distribuzione e abitudini di consumo. Il tutto, in collaborazione con Internazionale, sarà seguito in diretta da ZaLab .

Con due splendid film ZaLab rinnova la sua distribuzione.
PATIENCE PATIENCE (che presento il 24 novembre all'Apollo 11 insieme a Concita De Gregorio) su un gruppo di donne marocchine immigrate in Blegio che si riprendono la loro vita e GAYBYBABY splendido ritratto di quattro figli di famiglie gay.



COME VEDERE I MIEI FILM-TO WATCH MY FILMS:
Clicca sul titolo per acquistare DVD) - Click on the title to buy the DVD

- I SOGNI DEL LAGO SALATO (2015 - subt ita)

- LA PRIMA NEVE (2013 - subt ita)

- INDEBITO - (2013-subt ita)






- LA MAL'OMBRA (2007 - subt ita, eng)

Per i seguenti documentari - For the following docs
- A META' (2001)
scrivete a - please write to:
distribuzione@zalab.org

E' in vendita anche il mio libro

News, scritti e riflessioni

Dalla Cina alla Libia passando per Ferrara. Dal 30 settembre al 2 ottobre sarò al Festival di Internazionale a Ferrara insieme a ZaLab e FuoriRotta per presentare i lavori di due documentaristi con cui ho condiviso quest'anno racconti e immagini: Davide Crudetti e Khalifa Abu Kraisse

LAGUNA SUD 2017
Dal 25 al 28 Agosto si è svolta la seconda edizione del festival Laguna Sud, svoltosi a Chioggia in collaborazione con della Giornate degli Autori.
Qui trovate i video realizzati durante il laboratorio coordinato quest'anno ad me e Agostino Ferrente.
TERRORISMO E NORMALITA'
siamo capaci di proporre altro?
L'unica reazione al terrore sembra la conservazione della normalità. Ma non è forse la normalità stessa ad ospitare il terrore?

Diari dalla Libia 2016
LA PRIMAVERA DI KELLY A TRIPOLI
In questi giorni la Libia vive un momento molto delicato. Da noi se ne parla solo per paura che dal caos libico possa emergere un altro spazio di potere dell'IS. In realtà sappiamo poco o niente. Ho chiesto ad un amico videomaker di Tripoli di aiutarci a capire. Leggete qui le sue lettere.
Libyan Diaries 2016
KELLY'S SPRING 2016
I've asked a libyan videomaker to tell us how is the life in Tripoli in these days of tension and crisis. Read the diaries from Tripoli

No Triv
REFERENDUM VERO O KAZAKO?

Il 20 marzo si tengono in Kazakistan elezioni legislative anticipate. La cosa ovviamente non fa alcuna notizia in Italia, ma ha invece molto a che vedere con un'altra importante non-notizia: il referendum del 17 aprile contro le trivellazioni lungo le coste dell'Adriatico. Continua a leggere qui


FUORIROTTA - IL NUOVO BANDO
Oltre 320 i progetti arrivati al nuovo bando Fuorirotta.
I risultati si avranno entro il 15 maggio
Per altre informazioni: info@fuorirotta.org

DOPO FUOCOAMMARE
Lettera aperta all'Europa che si è commossa.

La ferocia e la banalità del male si sono uniti in istanti di cinema, che la maestria di Rosi ha saputo cogliere dal corpo ferito dell'umanità.

Ora è a mio avviso necessario che quell'emozione non risolva e non pulisca le coscienze. Continua a leggere...


SPECIALE - 10 anni di ZaLab
L'associazione che ho contribuito a fondare e che ha prodotto e distribuito molti dei miei documentari festeggia i suoi 10 anni di vita e lancia delle super offerte per acquistare i nostri film e sostenere la nostra indipendenza!

LO SCIOPERO DELL'AIUTO
In tanti, troppi dicono che il 2015 è stato l'anno della consapevolezza europea del dramma dei migranti. C'è qualcosa che non funziona però in questa consapevolezza. Ho provato a capirlo ed è nato questo pezzo "Lo sciopero dell'aiuto" (pubblicato il 31.12 sulle pagine dei quotidiani locali del gruppo Espresso)

IL PARADOSSO DI ILIA
Sono stato al confine tra Grecia e Macedonia. Ho incontrato alcune storie assai utili per capire cosa sta succedendo in e intorno all'Europa. Tra queste quella di Ilia, che qui potete leggere.

LA MARCIA DELLE DONNE E DEGLI UOMINI SCALZI - Venezia 11 settembre 2015

Bellocchio, Servillo, Saviano, Mastrandrea, Paolini e molti altri. Il mondo del cinema e della cultura finalmente si mobilita per rompere il silenzio sui diritti di rifugiati e migranti ed invita tutti venerdì 11 settembre a camminare scalzi lungo le vie del Lido fino al Palazzo del Cinema.

LEGGI QUI L'APPELLO E PARTECIPA









Andrea Segre

Scritti e News

2015

Novembre 2015

M.I.N.I. Expo - Made in the New Italy

C'è una nuova Italia dietro ai nostri pomodori, alle nostre arance.. Scoprile con ZaLab e Repubblica.tv


Ottobre 2015

GORIZIA-FRIULI-ITALIA - La vergogna ordinaria

Mercoledì 14 ottobre l'Isonzo rischiava di esondare e di portare via con sé le vite di 150 esseri umani. Ma nessuno se ne preoccupava, perché? Leggete qui. Il post in poche ore ha ricevuto migliaia di visite e molti commenti. Qui la mia risposta ai commenti più critici.


Settembre 2015

LAGUNA SUD - il cinema a Chioggia e Pellestrina

...come se uno dei grandi schermi della Mostra uscisse dal Palazzo e navigasse galleggiando verso Sud, lungo le rive della laguna.

Si è svolto a Chioggia dal 20 al 24 agosto il festival Laguna Sud - il cinema fuori dal Palazzo.


Agosto 2015

PROFUGHI SI, PROFUGHI NO, MA PERCHE'?

La mia opinione è che sia snervante e miope continuare a dividerci tra profughi si e profughi no. In questo articolo pubblicato sui quotidiani locali di Padova, Treviso e Venezia spiego perché.


5 luglio 2015 Referendum in Grecia

LA RABBIA DI POPPI

Poppi ieri notte non ha dormito e capire perché è oggi necessario per tutti noi. Continua a leggere qui

English: Poppi's Rage ; Español: Poppi no durmiò anoche



Aprile 2015

IS E MIGRANTI, LA GRANDE CONFUSIONE


Marzo 2015

L'ALZHEIMER DI SALVINI

La politica è una triste tecnica mediatica.


Gennaio 2015 - elezioni greche

LA SCELTA DI TETI

Teti è la protagonista del breve documentario prodotto per Internazionale sul giorno della speranza ad Atene Guarda LA SCELTA DI TETI (prima parte); Guarda LA SCELTA DI TETI (seconda parte)



- scopri i progetti finanziati da LA PRIMA SCUOLA


Dicembre 2014

Ottobre 2013 - Dopo la tragedia di Lampedusa

21.07.2013 In occasione dell'anteprima di Indebito a Locarno, pubblico due testi nati da riflessioni che hanno accompagnato la realizzazione di questo nuovo film: Il coraggio di esistere e L'esercito della competizione. Buona lettura.
15.05.2013 Insieme per lo Ius Soli: per sostenere il Disegno di Legge sul nuovo diritto di cittadinanza e per fermare i Ladroni Padani, che per vent'anni ci hanno rubato il futuro.
23.02.2013 Sono stato a Piazza San Giovanni alla chiusura della campagna elettorale del M5S. Queste le mie riflessioni: De Grillo elettorale 2 - dopo San Giovanni
19.02.2013 A pochi giorni dalle elezioni politiche 2013, una riflessione sul voto; un approfondimento critico su contenuti, modalità e rischi del MOvimento5Stelle: De Grillo elettorale
28.01.2013 Escono i dvd di Io Sono Li e Mare Chiuso, e ZaLab distribuisce un film fondamentale, Vol Special. Dedicato a chi ha il coraggio di dichiarare chi è davvero illegale.
29.08.2012 Alla 69 Mostra del Cinema di Venezia ci saranno due proiezioni speciali di Mare Chiuso (31 agosto alle 15.00 in Sala Perla 2) e di Io Sono Li (4 settembre alle 14.30 in Sala Pasinetti). IN questo occasione ho scritto due riflessioni: "Ma alla fine in realtà ci annoiamo" e "La dolce nave nel mare chiuso". Buona lettura.
6.06.2012 ZaLab in collaborazione con Amnesty e OpenSocietyFundations ha lanciato la campagna 20 giugno - MAI PIU' RESPINTI.
18.04.2012 Compaiono le foto di due migranti legati e scotchati durante volo di espulsione. I politici italiani si indignano. Ipocritamente. Nessun Krumiro al Cioccolato.
15.03.2012 Esce in Italia il mio nuovo documentario MARE CHIUSO sulle violenze italiane durante i respingimenti dei migranti africani in Libia.
3.02.2012 L'Italia è stata condannata dalla Corte Europea per i Diritti Umani per aver operato i respingimenti in LIbia. contro centinaia di migranti. Un giorno di giustizia, tristezza e speranza.
1.01.2012 In occasione del viaggio di Monti in LIbia, ZaLab lancia un appello e presenta il trailer del nuovo documentario realizzato da me e Stefano Liberti sui respingimenti dei migranti del 2009-2010: MARE CHIUSO (in uscita a fine marzo 2012) - vedi il trailer
08.01.2011 L'omicidio di Joy e Zhou Zheng è dolore e indignazione. In quelle strade ho girato le prime scene di Io Sono Li. Oggi sono stato a vedere Le Candele di Torpignattara
13.12.2011 Ci sono molte persone che vorrebbero vedere Io Sono Li, ma non lo trovano nella loro città. Per questo abbiamo lanciato l'idea di IO VOGLIO VEDERE.


Consulta tutto l'archivio degli scritti cliccando QUI o delle news cliccando QUI

Gorizia-Friuli-Italia, la vergogna ordinaria

In una dei capoluoghi di provincia del civile Friuli, Gorizia, si è consumata ieri una giornata di "ordinaria" vergogna.
Ordinaria perché in città è considerato normale non solo che circa 150 esseri umani vivano come animali lungo le sponde del fiume Isonzo, ma anche che siano in oggettivo rischio di vita dopo 48 ore di piogge ininterrotte che fanno alzare il livello del fiume beN oltre il livello di guardia.
Ma ricostruiamo con calma il quadro. 


A cinque minuti dal certo storico dj Gorizia, ricca cittadina mitteleuropea ordinata e spesso semivuota, vicino all'entrata della sua fiera c'è un luogo disumano dove sono abbandonati 160 esseri umani che avrebbero il diritto di protezione.
Sono cittadini di origine afghana e pakistana che hanno fatto richiesta d'asilo alla Prefettura di Gorizia e che sono in attesa di essere convocati dalla Commissione. Questa attesa può durare anche un anno, nel frattempo lo Stato italiano dovrebbe garantire loro condizioni degne di accoglienza essendo loro obbligati per legge a rimanere nel territorio nazionale. Per queste 160 persone ciò non vale e di fatto, da mesi e mesi, sono lasciati a sé stessi e vivono in condizioni inconciliabili con uno stato minimo di civiltà e diritto. Essenzialmente ridotti allo stato animale.
Nella giungla (così la chiamano in città), lungo il fiume Isonzo con tende da campeggio o copertura di fogliami e legna, scaldandosi col fuoco e cucinando con l'acqua stessa del fiume e senza alcun servizio igienico.
L'unico supporto che hanno è affidato ad associazioni anti-razziste (pochi cittadini attivi per la tutela dei diritti) e alla Caritas, in una parrocchia che sta sulla riva opposta del fiume, dove ogni sera tre volontari fanno loro da mangiare e dove possono fare una doccia calda ogni tre quattro giorni a seconda dei turni.

Lunedì sera mi trovavo a Gorizia per presentare il mio film "I sogni del lago salato" e avendo sentito parlare di questa situazione ho deciso l'indomani, martedì, di andare a visitare la giungla.
Pioveva. Pioveva ininterrottamente da due giorni. 
Giuseppe, il gestore del Kinemax, e il suo amico Gigi, hanno accompagnato me e Doula nella giungla, perché anche loro a Gorizia si erano abituati a quella notizia, ma non erano mai stati a vedere.
L'impatto è stato molto duro.
Finché leggi le notizie e senti dibattiti tra vari politici locali sulle solite parole d'ordine ("non c'è più spazio", "non possono venire tutti qui" etc etc) non puoi capire di cosa realmente si sta parlando. Quando poi i con il tuo copro, sotto la pioggia, scendi lungo i sentieri di fango e ti ritrovi sotto le tende gocciolanti a tremare di freddo e tossire per il fumo dei falò accesi in riva al fiume, allora il punto di vista cambia totalmente. Capisci cosa significa vedere tutto ciò con gli occhi di Feizullah, Amin e gli altri: ragazzi di 15, 20, massimo 30 anni che hanno lasciato tutto, sono in fuga da mesi e sperano di avere dalla vita qualcosa di meglio, anche un solo un po' meglio. E mentre la città che ti sta sopra, a pochi metri, si incontra nei bar, negli uffici, nei supermercati o si protegge dalla pioggia nei salotti e nei Suv luccicanti, tu stai lì su una coperta umida appoggiata a terra a scaldarti le mani con un thè che i ragazzi afghani e pakistani hanno appena cucinato per te.
Pioveva, continuava a piovere.
Gigi e Giuseppe quasi non riuscivano a rimanere per la vergogna e sono corsi a comprare dei calzetti e degli impermeabili nel grande centro commerciale appena sopra la giungla.
Nel frattempo Feizullah, con gli occhi rossi e i piedi congelati "coperti" solo da un paio di sandali infangati, ci ha spiegato con limpida chiarezza cosa li sta succedendo. "Lo Stato italiano ha preso le nostre impronte e ci ha detto di rimanere qui finché la commissione non ci convoca. Ma non ci ha dato un tetto dove stare. Noi siamo disposti ad andare anche in altre città qui vicino se ci danno un posto, ma dobbiamo rimanere vicino a Gorizia perché la commissione è qui". "Perché avete fatto richiesta d'asilo qui? Perché proprio la commissione di Gorizia?" "Per due motivi, perché il confine è qui e perché qui danno la protezione che in altri luoghi non danno, ma noi a casa non possiamo tornare in nessun caso. Alcuni di noi sono stati respinti dall'Inghilterra, ma non possiamo tornare a casa, rischiamo la vita e comunque abbiamo un patto con le nostre famiglie, non possiamo tornare indietro a mani vuote. Gli esperti della commissione di Gorizia lo sanno e rispettano la nostra condizione. Altri no." "E quando avrete la protezione cosa fate?" "Molti di noi vogliono andare altrove, in pochi pensano di rimanere" "Quindi se la commissione di Goriza diventa più cattiva voi ve ne andate?" "Continuiamo a fare richiesta ovunque finché non ce la danno, a casa non possiamo tornare, secondo te perché abbiamo rischiato la vita per arrivare fin qui? Per avventura? Per divertimento? Abbiamo viaggiato via terra e via mare per migliaia di chilometri, visto amici morire e rischiato decine di volte di morire noi stessi, secondo te ora torniamo indietro?", "Ma forse se sapete che noi siamo cattivi, voi non partite" "Cosa!? Non partiamo perché voi siete cattivi o buoni, partiamo perché è l'unica soluzione per la nostra vita"
Gigi e Giuseppe sono tornati, ma la pioggia continua.
"Da qui vogliamo andarcene, vogliamo un tetto dove stare. Se proviamo a fermarci da qualche altra parte in città la polizia o i vigili arrivano subito e ci dicono di tornare nella giungla. Ma qui non si può stare. Lo vedi il fiume? E' sempre più alto, sempre più cattivo."
Abbiamo condiviso quella paura e abbiamo detto che l'indomani qualcosa avremmo fatto.
"Sono mesi che ogni tanto passa qualcuno, ci fa foto, interviste e poi non cambia nulla"
Non abbiamo fatto nessuna intervista e nessuna promessa. Ce ne siamo andati scambiandoci il numero di telefono e sapendo dentro di noi che rimanere inermi era impossibile.
Ha piovuto sempre anche nella notte tra martedì e mercoledì.
Alle 10.00 di mercoledì inizio a ricevere telefonate. Feizullah, Amin stanno tremando dalla paura e dal freddo. Non possono più rimanere lì sotto. Dico a loro di scappare, di riunirsi davanti all'entrata della Fiera, che presto li avremmo raggiunti. "Per fare cosa?" "Per avere un tetto caldo dove stare" "Come?" "Protestando insieme."
Ho chiamato Giuseppe e Gigi, non avevano dormito tutta la notte pensando alla giungla e subito si sono attivati. Abbiamo avvisato Ilaria Ceccot, assessore provinciale che da mesi cerca di cambiare le cose in città scontrandosi con un muro di gomma e razzismo, e i volontari delle associazioni. Tutti hanno iniziato a chiamare la Protezione Civile e i Vigili del Fuoco, ma quando siamo arrivati alla Fiera verso le 11.30 c'erano solo due carabinieri, disorientati e anche perché incapaci di parlare inglese. Nessun corpo di intervento specializzato per un rischio grave di esondazione in zone abitate da 150 esseri umani. Nessuno.
Feizullah e gli altri ci aspettavano, ma erano preoccupati per molti altri che non erano riusciti ad avvisare. C'era un'unica cosa da fare, aspettare il  non intervento era inutile, bisognava scendere lungo le rive. Ci siamo divisi in gruppi e, insieme anche ai due volonterosi carabinieri e ad un operatore di MSF, abbiamo  iniziato a raggiungere i vari accampamenti. 




Tutti erano minacciati dal fiume, alcuni erano stati sommersi. Molti richiedenti asilo non sapevano che fare, erano incerti se lasciare le poche cose che avevano: le tende, le coperte, i pochi vestiti. Nessuno aveva detto loro che il rischio esondazione cresceva di ora in ora, di minuto in minuto. Abbiamo consigliato loro di partire. Quasi tutti hanno capito ed accettato, tranne un gruppetto di 3-4 che non accettavano di lasciare il fiume, perché ormai stanchi di promesse e speranze disattese. "Meglio rischiare qui, che venire con voi per niente". Difficile da capire, ma in fondo ci rendevamo conto che quella posizione era conseguenza possibile di mesi di marginalità estrema. Non era follia, era totale disperazione. 
Ma la pioggia d un tratto è diventata torrenziale, insostenibile, i carabinieri sono riusciti a far intervenire i vigili del fuoco, e anche l'ultimo gruppo ci ha seguiti.
Verso le 14 siamo tornati, zuppi di acqua, all'entrata della fiera, dove nel frattempo come nulla fosse si svolgevano i preparativi per l'EXPO Sposa, che la città ospiterà il prossimo week end.




Lì, sotto le campate di cemento della fiera, erano arrivati nel frattempo 2-3 uomini della protezione civile, privi di mezzi, e 3-4 funzionari della questura.
Ci hanno guardati e ci hanno chiesto: "Cosa volete fare ora?"
La domanda era assurda, loro avrebbero dovuto trovare una soluzione: c'erano 150 esseri umani in fuga dall'esondazione di un fiume, ma nessuno aveva alcun programma per salvarli e proteggerli.
Per fortuna, mentre noi portavamo i richiedenti asilo via dalla giunga, da Roma il Senatore Manconi, Presidente della Commissione Diritti Umani del Senato, si era mobilitato con determinazione e stava facendo pressioni sul Prefetto per trovare una soluzione.
Ma nel frattempo?
Bisognava mettere la città di fronte alle sue responsabilità e portare i nostri corpi bagnati in un luogo sicuro.
Così abbiamo deciso di camminare fino alla stazione dei treni.
Alle 14.30  siamo arrivati e ci siamo seduti nella sala d'attesa.
Lì saremmo rimasti finché non fosse stata trovata una soluzione accettabile.
Alle 15.30 le pressioni nostre, di Manconi e dell'assessore Ceccot hanno portato dei risultati. Il vice prefetto si è presentato  in stazione e ha comunicato a tutti noi che tutti i richiedenti asilo sarebbero stati alloggiati nel C.A.R.A di Gradisca.
E' il Centro Accoglienza Richiedenti Asilo che già ospitav 270 persone, la cui capienza sarebbe stata aumentata grazie all'apertura degli spazi una volta dedicata al C.I.E., il centro di espulsione per migranti illegali, da alcuni mesi chiuso.
La soluzione sapevamo non essere delle migliori, conoscendo la forte somiglianza di quei locali con una prigione e sapendo che sarebbe invece stato possibile alloggiare i richiedenti in una scuola della Provincia di Gorizia vuota ma in ottime condizioni, soluzione rea impossibile dalla resistenza del Sindaco, noto in città per le sue posizioni anti-immigrazione.
Tuttavia le condizioni dei ragazzi afghani e pakistani erano talmente precarie, che anche quella soluzione andava accettata e festeggiata come un netto passo avanti rispetto all'incubo della giungla.
Così la pensavano soprattutto i richiedenti asilo stessi. La stragrande maggioranza era felice di andare al CARA e tutti si sono preparati con ordine al trasferimento.
Alcuni sono tornati velocemente nella giungla per recuperare oggetti lasciati nella fretta (e le immagini del loro ritorno sono state la sera utilizzate in modo scorretto dal TG3 regionale per dimostrare che in realtà volevano tornare lì).
Poi, tra le 17 e le 18, tutti sono stati trasferiti con due pullman.
Li abbiamo seguiti e con Ilaria Ceccot siamo entrati per vedere in che condizioni fossero le stanze dentro all'ex CIE.
Lo spettacolo non era certo piacevole, stanze spoglie con letti di ferro circondate da sbarre, ma il viceprefetto e anche Manconi ci hanno garantito che nell'arco di massimo 24 ore le condizioni sarebbe migliorate sensibilmente.
Abbiamo spiegato ai richiedenti asilo la situazione e confermato loro i nostri numeri per avvisarci di come le cose si evolveranno nelle prossime ore.
Loro ci hanno ringraziato, ma non era per nulla facile sentirci soddisfatti per aver tamponato in un giorno di emergenza "ordinaria" una grave carenza di civiltà della nostra democrazia.

Infatti è ora che inizia la vera sfida democratica.
Come ci ha spiegato Feizullah e come il mondo ormai dovrebbe aver capito (?), non è vero che se siamo cattivi loro non arrivano, cercano altre strade, passano da altri luoghi, ma comunque si muovono e, non avendo nulla da perdere, provano di tutto di più.
Nulla da perdere. Questo è ciò che la nostra società fa enorme fatica a capire. Noi abbiamo ormai talmente tanto che biologicamente non capiamo cosa significhi non avere nulla. Solo entrando nella giungla o comunque conoscendo direttamente le persone in viaggio, possiamo iniziare a intuire qual è la realtà del fenomeno.
Quello che io penso è che la nostra società non può permettersi di schiacciare la dignità di persone che non hanno nulla da perdere, riducendole ad animali, anzi a meno di animali, perché se ieri sulle rive dell'Isonzo a rischiare la vita erano delle mucche o dei cavalli di un qualsiasi allevamento privato, la protezione civile sarebbe intervenuta con grande solerzia. Questa è la realtà.

Se nulla cambia a Gorizia, la giungla si ripopolerà molto a breve e l'Isonzo tornerà ad avere il potere assoluto di decidere della vita o della morte di uomini spogliati di qualsiasi diritto.
Chiudo quindi con una domanda: cosa vuole fare ora lo Stato, la Regione Friuli e il Comune di Gorizia per evitare di macchiarsi non solo di vergogna "ordinaria", ma soprattutto di crimini contro l'umanità?

Andrea Segre





19 commenti:

  1. e noi tutti facciamo finta di niente!

    RispondiElimina
  2. Grazie Andrea Segre per questo resoconto lucido e puntuale.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Lucido? Puntuale su cosa? Dai signora... si vede che lei sente solo una campana.

      Elimina
    2. Tu sei andato a parlare con questi 150 ragazzi?

      Elimina
  3. https://cittaecitta.wordpress.com/2015/10/16/a-gorizia-non-ce-piu-la-jungle/

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Si fa a gara a chi scrive più cazzate possibili quindi!

      Elimina
  4. Nessuno li obbliga a restare, sono liberi di andarsene e do fare un favore a questa città e ai loro cittadini

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Nessuno ti obbliga ad esprimere qui la tua viscerale stupiditá, sei libero di andartene e di fare un favore a questo blog ed ai suoi lettori

      Elimina
  5. Per coloro che non riescono nemmeno per un minimo ed un briciolo di secondo a porsi nei panni di questa povera gente risulta semplice denigrare e sputare certe affermazioni. Mi vergogno a nome di tutti costoro e ringrazio di cuore Andrea Segre per averci riportato alla dura realtà.

    RispondiElimina
  6. Mai letto una raffica di cazzate come questa. Mi meraviglio, di solito i registi sono intelligenti.
    Perchè non si prende in casa un decina di questi furbetti? Lo sa che sono praticamente tutti dublino positivi? come mi spiega che si recano al supermercato(e non centro commerciale come da lei scritto) con carte da 200 euro? Lei vede molti italiani fare la spesa con carte da 200 euro? Come spiega che sono tutti con dei cellulari all'ultimo grido? Li vede deperiti e provati dalla guerra di cui tanto parlano?
    Ci faccia un piacere a tutti noi goriziani, se ne stia a casa sua e non venga a visitare la nostra città per poi scrivere queste fenomenate. Pensi agli italiani prima! Vergogna!

    RispondiElimina
  7. Cazzata megagalattica. Vengono a Gorizia perchè qui prendono tutti, anche quelli che gli altri paesi hanno riconosciuto come clandestini, lo ha sostenuto anche il prefetto. Le cazzate pseudo buoniste è meglio riservarle ai film, la realtà, con buona pace degli "accoglienti a spese degli altri" è ben diversa, ed è quella di un invasione incondizionata che non può far altro che far collassare il sistema già decotto del welfare italiano. Per il resto, se uno si sente in vena di accoglienza, può contribuire a sue spese, nulla lo vieta, nemmeno per i registi...

    RispondiElimina
  8. Ho pubblicato un post con la mia risposta ai vostri commenti.
    Vi prego però di non essere offensivi, questo è uno spazio di dialogo e non di slogan e urla.
    QUi potete leggere mie risposte:
    http://andreasegre.blogspot.it/2015/10/gorizia-risposta-commenti.html

    RispondiElimina
  9. Caro Andrea grazie per la tua testimonianza di denuncia. Anche qui a Rovigo sta accadendo la stessa cosa: vi sono richiedenti asilo provenienti dal Pakistan e dall'Afghanistan che non vengono accolti come gli altri perché prefetto e sindaco sostengono che non rientrano in nessun progetto accoglienza, in quanto non arrivati su i barconi via mare, ma via terra. Assurdo!!! Come tu affermi si sta commettendo un crimine contro l'umanità! E chi tace su tutto ciò ne é complice. Qui ci stiamo muovendo in rete con associazioni, privati e alcuni partiti e sindacati nell'emergenza, ma il volontariato con pratiche di accoglienza spontanea da solo non basta: bisogna assolutamente denunciare in maniera forte e unitaria questa ingiustizia. Uniamoci in questo affinché la nostra voce, e soprattutto quella dei richiedenti asilo sia più forte ed efficace. Intanto grazie di cuore per tutto quello che fai. Giovanna. Rovigo

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Cara Giovanna, forse tu navighi nell'oro e io no.. Il caro Andrea ha scritto un articolo bellissimo tant'è che ho pianto leggendolo perchè ho un cuore grande come il tuo.. Abito a Gorizia e ti posso garantire che se va avanti di questo passo mi trasferisco in Pakistan e poi scappo e ritorno qui a Gorizia o vengo da te a Rovigo così posso smettere di preoccuparmi di come andare avanti... Buona domenica!!!!!!!
      Con infinito amore ma con la pazienza al limite. Grazia. GORIZIA

      Elimina
    2. Certo chevte lo consiglio un bel giretto in Pakistan o in Afghanistan...ps: comunque io sono disoccupata, come tanti volontari e volontarie della rete. Ciao

      Elimina
    3. evidentemente la disoccupazione è l'unico problema che hai perchè se tu ne avessi altri è facile che ragioneresti come me.. E TENGO A PRECISARE CHE NON SONO RAZZISTA E CHE HO FATTO VOLONTARIATO E TUTTO QUELLO CHE ERA POSSIBILE FARE PER AIUTARE GLI ALTRI.. ma quando il comune dove vivi se ne frega dei tuoi problemi, ti toglie piano piano quello che hai fino a toglierti anche la dignità allora, pur non essend razzista, SEI COSTRETTA A PENSARE A TE STESSA..

      Elimina
  10. Credo che chiunque abbia tutta la sua vita in una borsa di plastica debba essere aiutato.

    Un cosa dolorosa è leggere come anche tra di noi, sia difficile avere un
    approccio propositivo nei confronti delle altre persone e del mondo.

    Finchè staremo ad insultarci a vicenda nessuno potrà aiutarci, perchè stiamo usando il nostro tempo e la nostra immaginazione a guardare la carota e non il bastone.

    Se arriverà il giorno in cui tutti arriveremo ad ESIGERE risposte sul vero motivo per cui queste crudeltà sono rese possibili, forse sarà il primo passo per volerci bene ed aiutarci a vicenda.

    Spegnete i televisori computer e telefono, fatevi una passeggiata, è un consiglio.

    Prima gli Italiani? Assolutamente si, appunto, svegliamoci per primi! Un nuovo rinascimento!!!

    Vi voglio bene a tutti, anche se non abbiamo le stesse idee.

    Forza e coraggio



    RispondiElimina
  11. Il Pakistan è un cesso ridotto così dall'islamismo imperante con la sharija che permette la persecuzione dei cristiani. Ma hanno la bomba atomica! e un esercito di prim'ordine. Da cosa scappano? Da loro stessi, da un sistema di clan che affida al primogenito la responsabilità di tutto mentre le donne sono di fatto schiave! E cercano da noi la soluzione ai loro problemi condendoli con un islamismo insopportabile. Ecco perchè vengono respinti dalla UK. Non li vogliono più, hanno fatto abbastanza disastri. E' certo che fanno pena ma chi governa deve prendere in condizione tutto, anche la espulsione di individui che sanno benissimo il nostro dovere di accoglienza di almeno un tre/quattro anni tra domanda-respingimento-ricorso-respingimento- clandestinità.... Questo solo per il Pakistan, poi viene il resto!

    RispondiElimina