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Gorizia - risposta a commenti

Ecco mia risposta a commenti pubblicati nella pagina del post GORIZIA-FRIULI-ITALIA, LA VERGOGNA ORDINARIA

Lascio libertà a tutti di esprimere le proprie opinioni, ma chiedo di cercare la dignità di non offendere. Se non vi è possibile, evitate di rovinare questo spazio di libero dialogo.
Detto ciò: rispondo alle domande concrete.
1. Tra i ragazzi della giungla ci sono anche coloro che sono venuti in Italia per evitare espulsione dall'Inghilterra, che per pulirsi la coscienza ha deciso che l'Afghanistan è diventato luogo sicuro dove la guerra è finita e quindi si possono rimandare a casa gli ex-profughi di guerra. Se siete tra coloro che pensano che i talebani siano un rischio per l'umanità, allora non siete d'accordo con l'Inghiletrra, ma con i ragazzi della giungla e con la maggior parte delle commissioni per il diritto d'asilo d'Europa, tra cui anche Gorizia.
2. Perché hanno 200 euro e il cellulare smartphone? Perché sono in viaggio per provare a cambiare la loro vita in un mondo che gli impedisce di farlo, quindi hanno bisogno di molti più soldi di noi per viaggiare (io a Kabul vado con 600 euro e non rischio nulla, loro rischiano la vita e spendono 3-4000 euro). Dove li trovano? Risparmi di genitori e parenti, o amici già arrivati che mandano denaro o, ahiloro, aguzzini che prestano con usura, e tra loro molti sono europei. Il cellulare che costa 200 euro se ne spendi 3-4000 per viaggiare è la prima cosa che compri, perché è necessario per essere sempre in contatto via internet con amici e parenti lontani che mandano soldi e vogliono sapere dove sei e perché permette di muoverti avendo mappe google e GPS. A questo proposito, visto che vi stupite che abbiano soldi, perché per risolvere il problema giungla non accettate che loro affittino delle case? Alcuni di loro mi hanno detto che pagherebbero volentieri e che ci hanno anche provato, ma nessuna agenzia li ha aiutati.
3. Non sono deperiti dalla guerra. Alcuni di loro hanno segni fisici molto pesanti, ma la gran parte di quelli che avete visto voi sono giovani e forti per re motivi: a) solo giovani maschi in salute accettano di resistere addirittura alla giungla per provare ad avere il permesso e lasciano le famiglie ad aspettare altrove (spesso a casa o in luoghi di transito), poi proveranno il ricongiungimento; b) di base la grande maggioranza dei viaggiatori "illegali" sono giovani e maschi e in buona salute, perché sanno a cosa vanno in contro, sono l'avanguardia che le comunità inviano per provare a cambiare la loro vita. c) quelli segnati dalla guerra spesso non ce la fanno ad arrivare fin qui, se provano a viaggiare.
4. Fanno collassare il welfare italiano. E' molto molto falso. Leggete le statistiche ufficiali dell'INPS e guardatevi intorno, soprattutto in cittadine di provincia come Gorizia. Siamo un Paese di vecchi, spesso vuoto, con case occupate da singole persone. Il nostro sistema sociale (quello pensionistico in primis) non reggerebbe questo sistema senza altri giovani e siccome i nostri se ne vanno, dobbiamo sperare che ne arrivino di nuovi. Gli immigrati coprono il 14% del budget necessario a pagare le pensioni. Se li respingiamo o li blocchiamo, crolla il sistema pensionistico. E poi sarebbe bello avere città meno vuote e più vivaci no? Comunque, non preoccupatevi goriziani…i ragazzi della giungla e tutti i richiedenti asilo appena avranno la protezione (che qualsiasi commissione competente darebbe loro), se ne andranno e vi lasceranno soli. Forse un po' troppo soli.
Per essere poi ancora più chiari, tutta sta discussione a Gorizia riguarda 150 persone nella giungla, più altri 300 circa in tutta la provincia regolarmente accolti (200 erano al 30.12.2014 secondo il Ministero Interni, qualche posto poi si è aggiunto nel 2015, ma credo meno di 300 a dire il vero). Parliamo di massimo 450-500 persone in una provincia di 142mila abitanti. Vi rendete conto? E' assurdo non saper gestire una dimensione così irrisoria. Costano 35 euro al giorno? Sapete cosa significa per i goriziani? Siete 142mila di cui solo 20mila sotto i 18 anni, quindi calcoliamo 120mila persone capaci di generare reddito. Bene il costo quotidiano per ognuno di voi è di 0,08 euro al giorno per mantenere tutti i 300 richiedenti asilo, che al mese fa 2,6 euro a testa. Questo state spendendo Goriziani per mantenere 300 richiedenti asilo. Meno di nulla. Potreste tranquillamente triplicare o quadruplicare o decuplicare il vostro sforzo. 0,8 euro al giorno per dare accoglienza degna a 3000 persone io li metterei volentieri, piuttosto che lasciarne 150 in balia dell'Isonzo. Voi?
Piuttosto al questione è come vengono spesi quei 35 euro. Sarebbe giusto controllare chi li gestisce, invece di discutere sui numeri dei richiedenti.
5. Su di me, non rispondo alle offese, ma credo sia molto utile a qualsiasi democrazia che persone non "locali" arrivino di tanto in tanto ad osservare cosa succede nei "luoghi". Farsi vedere da fuori, da altri, aiuta a capirsi meglio. Io lo faccio da anni con me stesso, facendomi volentieri guardare e giudicare da uomini e donne di tante diverse culture. E' davvero molto utile e istruttivo.

Chiudo con tre consigli a tutti i goriziani e italiani che in centinaia stanno leggendo in queste ore questa pagina:
1. Visitate di persona i luoghi di accoglienza o non accoglienza e conoscete di persona i migranti. A Gorizia oggi significa ad esempio chiedere alla prefettura di entrare nel CARA di Gradisca per vedere e capire come si vive lì dentro. Ma anche fermare ogni tanto i ragazzi afghani-pakistani e parlare con loro. Moltissimi parlano un ottimo inglese.
2. Invitate osservatori esterni nelle vostre città: scrittori, parlamentari, giornalisti, ma anche solo amici, conoscenti che non sono "abituati" alle dinamiche locali e che possono aiutarvi a capire cosa succede da voi.
3. Chiedete alle istituzioni di attivare procedure "normali" e di qualità, che garantiscano la capacità democratica dell'Italia ad affrontare un flusso per ora ridicolo a livello quantitativo. Ci renderebbe più umani, più giusti e meno costosi. Oltre a prepararci con più dignità e utilità al futuro, che ormai la storia ci dovrebbe aver spiegato essere inarrestabile.