Andrea Segre

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LA CERIMONIA PER SANDRINE

Articolo pubblicato Il Mattino di Padova, La Tribuna di Treviso e La Nuova di Venezia il 9 gennaio 2017

La cerimonia pubblica per Sandrine si farà.
Alla domanda che avevo posto due giorni fa su queste pagine hanno risposto in molti.
Il coraggio di chiedere scusa a Sandrine si unisce alla necessità comune di dire basta ad un'accoglienza disumana, capace solo di trasformare uomini in bestie e generare guadagni privi di controllo democratico.
In molti hanno espresso la voglia di reagire, di non lasciare che tutto ciò scivoli nel silenzio, nell'abitudine ad un sistema che schiaccia la dignità di tutti.
La proposta più chiara viene della rete "Bassa Padovana accoglie", che ha deciso di promuovere la cerimonia domenica 15 gennaio proprio a Cona, a partire dalle 14.30 di fronte alla base  dove ancora vivono 1300 persone e dove è morta il 2 gennaio Sandrine Bakayoko.
La famiglia e gli amici di Sandrine stanno organizzando il funerale della loro cara. La cerimonia proposta da "Bassa Padovana Accoglie" non vuole certo sostituirlo. Sarà un momento diverso, ma unito nello spirito di rispetto e dolore per la vita di Sandrine. Sarà un momento per incontrarsi, vedersi e parlare: dire con chiarezza ciò che vogliamo e dirlo insieme.
Credo potrà essere un momento di larga condivisione. 
Sarò brutale. La cerimonia per Sandrine non è una manifestazione a favore dei profughi. Non è una prova di forza degli anti-razzisti contro i razzisti. Se continuiamo a vedere le cose in questo modo saremo per sempre in ritardo e ci sarà sempre qualcuno che decide sopra di noi.
Credo che la cerimonia per Sandrine possa diventare un momento di svolta nel modo con cui tutti noi ci rapportiamo all'accoglienza. Il momento in cui non ci scontriamo sul Si o il No all'accoglienza, ma in cui discutiamo democraticamente del Come. Il momento in cui dire insieme che nessuno può speculare sulle vite di persone in attesa di conoscere il proprio destino, nessuno può prendere milioni di euro dalle casse dello Stato per parcheggiare esseri umani in luoghi disumani. Questi soldi vanno usati per dare accoglienza degna e civile, che non è necessaria solo ai richiedenti asilo, ma anche alla nostra società che li accoglie mentre vengono esaminate le loro richieste. Lasciare migliaia di persone in caserme o tendopoli o ex alberghi abbandonati nel nulla genera da tutti i punti di vista disagio, paura, rabbia, insicurezza. E a volte anche morte, purtroppo.
Superiamo questo modello, chiudiamo tutti i centri disumani come Cona e costruiamo percorsi d'accoglienza diffusa, ma facciamolo tutti insieme, perché è una necessità e un diritto di tutti, non solo dei profughi o dei "comunisti" amici dei profughi.
Se continuiamo a farci dividere tra chi li vuole e chi non li vuole, continueremo a fare gli interessi solo dei pochi che sanno di poter guadagnare dalla gestione di luoghi come Cona.
Per questo mi auguro che in tanti parteciperemo alla Cerimonia per Sandrine. 
Perché la Cerimonia per Sandrine può diventare la cerimonia per la nostra comune dignità.

Per informazioni: Facebook "Bassa Padovana Accoglie"


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