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L'Ordine delle Cose, ovvero nulla di nuovo sul fronte europeo

Domani presento a Venezia il mio nuovo film L'Ordine delle Cose.
Qui sotto il trailer.



Nel frattempo...
Merkel e Marcon festeggiano l’operazione italiana in Libia.
Il governo italiano festeggia la diminuzione degli sbarchi.
Ma è sempre la stessa vecchia triste storia.
Più o meno suona così, da almeno vent’anni.
C’è una grande fetta di mondo oggettivamente molto più povera  (e molto più giovane) che non ce la fa a più a star ferma e a raccogliere le briciole o nemmeno quelle.
I loro governi sono sempre più corrotti e instabili e le economie locali schiacciate dai poteri delle economie globali.
Stanchi e affamati  hanno deciso di muoversi.
Lo fanno sempre di più e senza rispetto di chi continua a impedirglielo.
Si muovono ovviamente verso i paesi più ricchi (e più vecchi).
Ma in quei paesi nel frattempo scoppia una bolla finanziaria prodotta dai più ricchi tra i ricchi.

La bolla fa prendere paura, ma i governi invece di contrastarne le cause, coprono i buchi di quelle banche e istituti finanziari che avevano causato la bolla stessa. Nulla o quasi nulla fanno per cambiare le regole del sistema che la rende possibile.
Di conseguenza i governi hanno meno soldi, dichiarano l’urgenza di misure di austerità e si dicono costretti a tagliare i fondi per le politiche sociali. Conseguenza: il più alto aumento di disuguaglianza mai registrato nei paesi ricchi (e vecchi). 
In parole semplici: i più poveri del mondo ricco diventano sempre più poveri.
E prendono paura dell’arrivo dei più poveri del mondo povero.
Si lamentano, si agitano e subito a dargli una mano ci pensano i professionisti della paura e della xenofobia.
Di fronte a questa agitazione i governi dei paesi ricchi fanno esattamente come con la bolla finanziaria.
Non si occupano delle cause del problema, ma aiutano i responsabili di quelle cause.
Ovvero, danno tanti soldi ai governi corrotti e instabili dei paesi da cui o attraverso cui i poveri del mondo povero scappano.
In cambio quei governi devono fermarli, costruendo muri, barriere e carceri. Senza alcuna pietà, di base.
Inutile dire che questi, tanti, soldi destinati ai governi corrotti e instabili vengono sottratti ai fondi per le politiche sociali.
Così i poveri del mondo povero vengono arrestati dai governi corrotti, continuano ad essere stanchi e affamati, mentre nel mondo ricco (e vecchio) la disuguaglianza aumenta, i poveri continuano ad essere più poveri, ma hanno la sensazione di stare meglio perché i poveri del mondo povero non arrivano più.
Bingo.
Tutto non cambia, ma i governi festeggiano.

Ci vorrebbe qualcuno con il coraggio di cambiare questa storia.
Qualcuno a cui sembra naturale e giusto occuparsi dei diritti dei più poveri.
Qualcuno che ha il coraggio di togliere soldi ai più ricchi, che ormai ne hanno davvero tanti da far schifo, e distribuirli ai più poveri del mondo. 
Sarebbe proprio arrivato il momento…

Per provare ad agire questo cambiamento a Venezia presenteremo anche un piccolo pamphlet dal titolo "Per cambiare l'ordine delle cose" con testi di Igiaba Scego, Ilvo Diamanti, Andrea Baranes, Luigi Manconi e Pietro Massarotto. Lo troverete anche sul sito del film www.lordinedellecose.it