Andrea Segre

In questa pagina trovate informazioni e notizie legate principalmente alla mia attività di regia documentaria e cinematografica, ma anche scritti, riflessioni, diari di viaggio, appunti.

LIBERTA' E DIRITTI PER GABRIELE DEL GRANDE
Decine di iniziative in tutta Italia per chiedere la liberazione di Gabriele. Leggi qui l'appello
Per aderire: iostocongabrielelibero@gmail.com

LES SAUTEURS - IL FILM CHE TI GUARDA
ZaLab sta distribuendo in Italia un film speciale, perché è un film che ti guarda. L'ho presentato in due sale e ho visto gli occhi degli spettatori alla fine. Qui rivolgo a tutti un invito speciale.


COME VEDERE I MIEI FILM-TO WATCH MY FILMS:
Clicca sul titolo per acquistare DVD) - Click on the title to buy the DVD

- I SOGNI DEL LAGO SALATO (2015 - subt ita)

- LA PRIMA NEVE (2013 - subt ita)

- INDEBITO - (2013-subt ita)






- LA MAL'OMBRA (2007 - subt ita, eng)

Per i seguenti documentari - For the following docs
- A META' (2001)
scrivete a - please write to:
distribuzione@zalab.org

E' in vendita anche il mio libro

News, scritti e riflessioni

DALLA LA CERIMONIA PER SANDRINE ALL' ASSEMBLEA VENETA PER L'ACCOGLIENZA DEGNA E DIFFUSA
Dopo la cerimonia per Sandrine di domenica 15 gennaio a Cona gli organizzatori hanno deciso di convocare per sabato 28 gennaio a Padova l'assemblea regionale per chiedere tutti insieme il superamento dei centri come Cona e per costruire un'accoglienza degna e diffusa. Questi i miei articoli collegati a queste importanti iniziative: IL VENETO CHE NON TI ASPETTI - LA CERIMONIA PER SANDRINE e IL CORAGGIO DI CHIEDERE SCUSA

DAL CENTRO AI CENTRI
Dopo la morte di Sandrine Bakayoko nel centro di Cona(VE) ripubblico una proposta rivolta alle molte città del nord che continuano a rifiutare progetti di accoglienza. Accoglienza: dai centri o al centro.

In occasione della Foto di Auguri 2017, tradizionale appuntamento natalizio a Piazza Vittorio organizzato da molte associazioni del quartiere, scrivo poche righe di proposte, come promesso in seguito all'articolo pubblicato il 20 novembre Sorrentino, Piazza Vittorio e la crisi di Roma che è stato letto da circa 30mila persone nei giorni scorsi.

Potete leggere le proposte qui


Si può rivalutare un quartiere senza creare esclusione?
Ho letto l'intervista-appello di Paolo Sorrentino su Il Messaggero di ieri, sabato 19 Novembre. Da due anni vivo a Piazza Vittorio e leggendo le parole di Sorrentino provo un certo spaesamento. Da una parte condivido la sua preoccupazione per alcune evidenti e inaccettabili non-curanze degli spazi pubblici, ma dall'altra il suo appello un po' mi preoccupa e mi aiuta a riflettere su quale sia la vera crisi della città in cui vivo. Qui ho provato a raccontare il mio pensiero?


Insieme ad Andrea Segré (quello con l'accento…come ci capita di scherzare insieme) e a molte associazioni calabresi il 10 e 11 dicembre cammineremo tra gli agrumeti e i paesi della Piana di Gioia Tauro per capire le connessioni tra diritti dei braccianti, agricoltura, grande distribuzione e abitudini di consumo. Il tutto, in collaborazione con Internazionale, sarà seguito in diretta da ZaLab .

Con due splendid film ZaLab rinnova la sua distribuzione.
PATIENCE PATIENCE (che presento il 24 novembre all'Apollo 11 insieme a Concita De Gregorio) su un gruppo di donne marocchine immigrate in Blegio che si riprendono la loro vita e GAYBYBABY splendido ritratto di quattro figli di famiglie gay.



Dalla Cina alla Libia passando per Ferrara. Dal 30 settembre al 2 ottobre sarò al Festival di Internazionale a Ferrara insieme a ZaLab e FuoriRotta per presentare i lavori di due documentaristi con cui ho condiviso quest'anno racconti e immagini: Davide Crudetti e Khalifa Abu Kraisse

LAGUNA SUD 2017
Dal 25 al 28 Agosto si è svolta la seconda edizione del festival Laguna Sud, svoltosi a Chioggia in collaborazione con della Giornate degli Autori.
Qui trovate i video realizzati durante il laboratorio coordinato quest'anno ad me e Agostino Ferrente.
TERRORISMO E NORMALITA'
siamo capaci di proporre altro?
L'unica reazione al terrore sembra la conservazione della normalità. Ma non è forse la normalità stessa ad ospitare il terrore?

Diari dalla Libia 2016
LA PRIMAVERA DI KELLY A TRIPOLI
In questi giorni la Libia vive un momento molto delicato. Da noi se ne parla solo per paura che dal caos libico possa emergere un altro spazio di potere dell'IS. In realtà sappiamo poco o niente. Ho chiesto ad un amico videomaker di Tripoli di aiutarci a capire. Leggete qui le sue lettere.
Libyan Diaries 2016
KELLY'S SPRING 2016
I've asked a libyan videomaker to tell us how is the life in Tripoli in these days of tension and crisis. Read the diaries from Tripoli

No Triv
REFERENDUM VERO O KAZAKO?

Il 20 marzo si tengono in Kazakistan elezioni legislative anticipate. La cosa ovviamente non fa alcuna notizia in Italia, ma ha invece molto a che vedere con un'altra importante non-notizia: il referendum del 17 aprile contro le trivellazioni lungo le coste dell'Adriatico. Continua a leggere qui


FUORIROTTA - IL NUOVO BANDO
Oltre 320 i progetti arrivati al nuovo bando Fuorirotta.
I risultati si avranno entro il 15 maggio
Per altre informazioni: info@fuorirotta.org

DOPO FUOCOAMMARE
Lettera aperta all'Europa che si è commossa.

La ferocia e la banalità del male si sono uniti in istanti di cinema, che la maestria di Rosi ha saputo cogliere dal corpo ferito dell'umanità.

Ora è a mio avviso necessario che quell'emozione non risolva e non pulisca le coscienze. Continua a leggere...


SPECIALE - 10 anni di ZaLab
L'associazione che ho contribuito a fondare e che ha prodotto e distribuito molti dei miei documentari festeggia i suoi 10 anni di vita e lancia delle super offerte per acquistare i nostri film e sostenere la nostra indipendenza!

LO SCIOPERO DELL'AIUTO
In tanti, troppi dicono che il 2015 è stato l'anno della consapevolezza europea del dramma dei migranti. C'è qualcosa che non funziona però in questa consapevolezza. Ho provato a capirlo ed è nato questo pezzo "Lo sciopero dell'aiuto" (pubblicato il 31.12 sulle pagine dei quotidiani locali del gruppo Espresso)

IL PARADOSSO DI ILIA
Sono stato al confine tra Grecia e Macedonia. Ho incontrato alcune storie assai utili per capire cosa sta succedendo in e intorno all'Europa. Tra queste quella di Ilia, che qui potete leggere.

LA MARCIA DELLE DONNE E DEGLI UOMINI SCALZI - Venezia 11 settembre 2015

Bellocchio, Servillo, Saviano, Mastrandrea, Paolini e molti altri. Il mondo del cinema e della cultura finalmente si mobilita per rompere il silenzio sui diritti di rifugiati e migranti ed invita tutti venerdì 11 settembre a camminare scalzi lungo le vie del Lido fino al Palazzo del Cinema.

LEGGI QUI L'APPELLO E PARTECIPA









Andrea Segre

Scritti e News

2015

Novembre 2015

M.I.N.I. Expo - Made in the New Italy

C'è una nuova Italia dietro ai nostri pomodori, alle nostre arance.. Scoprile con ZaLab e Repubblica.tv


Ottobre 2015

GORIZIA-FRIULI-ITALIA - La vergogna ordinaria

Mercoledì 14 ottobre l'Isonzo rischiava di esondare e di portare via con sé le vite di 150 esseri umani. Ma nessuno se ne preoccupava, perché? Leggete qui. Il post in poche ore ha ricevuto migliaia di visite e molti commenti. Qui la mia risposta ai commenti più critici.


Settembre 2015

LAGUNA SUD - il cinema a Chioggia e Pellestrina

...come se uno dei grandi schermi della Mostra uscisse dal Palazzo e navigasse galleggiando verso Sud, lungo le rive della laguna.

Si è svolto a Chioggia dal 20 al 24 agosto il festival Laguna Sud - il cinema fuori dal Palazzo.


Agosto 2015

PROFUGHI SI, PROFUGHI NO, MA PERCHE'?

La mia opinione è che sia snervante e miope continuare a dividerci tra profughi si e profughi no. In questo articolo pubblicato sui quotidiani locali di Padova, Treviso e Venezia spiego perché.


5 luglio 2015 Referendum in Grecia

LA RABBIA DI POPPI

Poppi ieri notte non ha dormito e capire perché è oggi necessario per tutti noi. Continua a leggere qui

English: Poppi's Rage ; Español: Poppi no durmiò anoche



Aprile 2015

IS E MIGRANTI, LA GRANDE CONFUSIONE


Marzo 2015

L'ALZHEIMER DI SALVINI

La politica è una triste tecnica mediatica.


Gennaio 2015 - elezioni greche

LA SCELTA DI TETI

Teti è la protagonista del breve documentario prodotto per Internazionale sul giorno della speranza ad Atene Guarda LA SCELTA DI TETI (prima parte); Guarda LA SCELTA DI TETI (seconda parte)



- scopri i progetti finanziati da LA PRIMA SCUOLA


Dicembre 2014

Ottobre 2013 - Dopo la tragedia di Lampedusa

21.07.2013 In occasione dell'anteprima di Indebito a Locarno, pubblico due testi nati da riflessioni che hanno accompagnato la realizzazione di questo nuovo film: Il coraggio di esistere e L'esercito della competizione. Buona lettura.
15.05.2013 Insieme per lo Ius Soli: per sostenere il Disegno di Legge sul nuovo diritto di cittadinanza e per fermare i Ladroni Padani, che per vent'anni ci hanno rubato il futuro.
23.02.2013 Sono stato a Piazza San Giovanni alla chiusura della campagna elettorale del M5S. Queste le mie riflessioni: De Grillo elettorale 2 - dopo San Giovanni
19.02.2013 A pochi giorni dalle elezioni politiche 2013, una riflessione sul voto; un approfondimento critico su contenuti, modalità e rischi del MOvimento5Stelle: De Grillo elettorale
28.01.2013 Escono i dvd di Io Sono Li e Mare Chiuso, e ZaLab distribuisce un film fondamentale, Vol Special. Dedicato a chi ha il coraggio di dichiarare chi è davvero illegale.
29.08.2012 Alla 69 Mostra del Cinema di Venezia ci saranno due proiezioni speciali di Mare Chiuso (31 agosto alle 15.00 in Sala Perla 2) e di Io Sono Li (4 settembre alle 14.30 in Sala Pasinetti). IN questo occasione ho scritto due riflessioni: "Ma alla fine in realtà ci annoiamo" e "La dolce nave nel mare chiuso". Buona lettura.
6.06.2012 ZaLab in collaborazione con Amnesty e OpenSocietyFundations ha lanciato la campagna 20 giugno - MAI PIU' RESPINTI.
18.04.2012 Compaiono le foto di due migranti legati e scotchati durante volo di espulsione. I politici italiani si indignano. Ipocritamente. Nessun Krumiro al Cioccolato.
15.03.2012 Esce in Italia il mio nuovo documentario MARE CHIUSO sulle violenze italiane durante i respingimenti dei migranti africani in Libia.
3.02.2012 L'Italia è stata condannata dalla Corte Europea per i Diritti Umani per aver operato i respingimenti in LIbia. contro centinaia di migranti. Un giorno di giustizia, tristezza e speranza.
1.01.2012 In occasione del viaggio di Monti in LIbia, ZaLab lancia un appello e presenta il trailer del nuovo documentario realizzato da me e Stefano Liberti sui respingimenti dei migranti del 2009-2010: MARE CHIUSO (in uscita a fine marzo 2012) - vedi il trailer
08.01.2011 L'omicidio di Joy e Zhou Zheng è dolore e indignazione. In quelle strade ho girato le prime scene di Io Sono Li. Oggi sono stato a vedere Le Candele di Torpignattara
13.12.2011 Ci sono molte persone che vorrebbero vedere Io Sono Li, ma non lo trovano nella loro città. Per questo abbiamo lanciato l'idea di IO VOGLIO VEDERE.


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SORRENTINO, PIAZZA VITTORIO E LA CRISI DI ROMA

E' possibile rivitalizzare un quartiere senza creare esclusione?

Ho letto l'intervista-appello di Paolo Sorrentino su Il Messaggero di ieri, sabato 19 Novembre.
Da due anni vivo a Piazza Vittorio e leggendo le parole di Sorrentino vivo un certo spaesamento.
Da una parte condivido la sua preoccupazione per alcune evidenti e inaccettabili non-curanze degli spazi pubblici (pulizia sommaria, lavori in corso mai terminati, nessuna riqualificazione degli spazi verdi della piazza, illuminazione non costante...solo per citarne alcuni), ma dall'altra il suo appello un po' mi preoccupa e mi aiuta a riflettere su quale sia la vera crisi della città in cui vivo.



Per parlarne parto da ciò che amo del quartiere in cui vivo: pur attraversato da problemi e carenze, Piazza Vittorio costituisce una rarità sociale per le capitali europee, un'area molto centrale della città dove classi sociali e appartenenze culturali diverse si incontrano e si intrecciano. Quando cammino sotto i portici o quando attraverso la piazza o quando vado al mercato mi piace poter incontrare stili e storie di vita, popoli, provenienze culturali e sociali infinitamente diverse tra loro. Non parlo solo di multiculturalità sia chiaro, il mio non è un ingenuo entusiasmo per l'estetica del melting pot (che molti danni ha fatto anche in questa città), mi riferisco al fatto che fino ad oggi Piazza Vittorio pur essendo a poche centinaia di metri dal Colosseo o da Santa Maria Maggiore non è stata ancora ripulita e appiattita dall'omologazione degli aspetti più scontati e negativi della gentrification, fenomeno ben noto che in gran parte sconvolge il rapporto tra quartieri e loro abitanti, favorendo le componenti più abbienti della società e spingendo ai margini chi ha minore potere d'acquisto. Sorrentino nel suo articolo parla di Monti come esempio positivo di quartiere che "ce l'ha fatta". Non sono d'accordo. Monti a mio avviso è uno dei quartieri piallati dalla gentrification. Come Trastevere o Testaccio. Come sarebbe stato per il Pigneto se non fosse scoppiata la crisi che ne ha castrato l'"esplosione". Ovviamente sto generalizzando ed è vero che ci sono eccezioni anche in questi quartieri, ma la forte tendenza in quei contesti è quella della parte peggiore della gentirifcation. Luoghi dove quasi non esistono persone "normali", dove tutto è costruito ed offerto per una classe sociale medio-alta di professionisti spesso totalmente esterni alla storia del quartiere, se non addirittura in transito per lavoro o peggio ancora per turismo. Luoghi dove quasi non si incontrano vite di persone il cui lavoro e la cui esistenza è connessa al tessuto sociale e storico di quel quartiere, che lentamente difatti è diventato un susseguirsi di vinerie, ristiorantini, localini tendenzialmente cari, se non esclusivi.
Piazza Vittorio nella sua indubbia crisi di cura, è ancora vissuta da persone che hanno bisogno del quartiere e che lo vivono non per venderlo o consumarlo. Mi riferisco ai ragazzi che giocano tutti i giorni a calcio o a basket in piazza, alle mamme cinesi che tutte le mattine fanno ginnastica, tai-chi o lezioni di tango, alle signore anziane che al pomeriggio quando c'è sole scendono in piazza accompagnate dalle badanti, alle decine di lavoratori del mercato, ai venditori ambulanti di cibo bengalese per i lavoratori del mercato, agli studenti delle tante scuole dell'obbligo del quartiere che all'uscita di scuola attraversano il parco, ai fornai, calzolai, alimentari, librai, barbieri che provano a resistere. Insomma alle persone che non vanno a fare gli aperitivi, ma che vivono. E tra loro c'è anche chi non sta bene, ma che in questo mondo reale si sente in qualche modo accolto: homeless, migranti in transito, persone sole, storie e biografie difficili che attraversano il cuore delle metropoli contemporanee. Tra di loro si annida spesso anche l'illegalità, pronta a sfruttare quelle solitudini e quelle difficoltà per interessi ben altri (non che l'illegalità, soprattutto dello spaccio, non ci sia anche nei quartieri trendy che "ce l'hanno fatta", anzi). L'illegalità va combattuta (e sinceramente mi sembra che la presenza in Piazza delle forze dell'ordine sia già molto  consistente), ma non va utilizzata la lotta all'illegalità in una direzione di pulizia omologante. Nella pagina de Il Messaggero che ha ospitato l'intervista a Sorrentino la foto principale ritrae un signore africano all'entrata della metro con le caratteristiche tipiche di un homeless, cappotto sporco, barba lunga, valigia al seguito e davanti a lui le gambe di due carabinieri. Conosco quel signore, si siede spesso davanti al portone di casa mia con una cartone al collo in cui spiega al mondo come "il Signore ci punirà" . Insieme a lui c'è spesso una signora che taglia e cuce pezzi di tessuti vari e quando sta male urla. Poco più in là un uomo cinese che beve sempre del succo di laime e raccoglie sigarette da terra per fumarle una dietro l'altra. I bar intorno offrono loro caffè, panini o brioche. Sono figure presenti in tutte le città e culture del mondo, che ovviamente gli interessi economici che soffiano sulle vele della gentrification vorrebbero far sparire. Anche in questo caso non sto plaudendo alla retorica che consegna ai "barboni" una mitologia quasi magica o saggia. Sto raccontando pezzi di vita reale che quartieri ripuliti non vogliono e non possono ospitare, ma che preferiscono espellere, escludere. Ecco, questa è la parola chiave: io non voglio che Piazza Vittorio diventi un luogo esclusivo, perché credo fermamente che i luoghi esclusivi di Roma, quelli da cui sono state escluse le persone vere, normali siano quelli che stanno scavando inesorabilmente la crisi e la ferita della città. Quando cammino a Monti, a Trastevere, per non parlare del centro storico, sento l'assenza della città. Sento che intorno a me ho quasi solo persone che usano la città per consumare e poi scomparire. E son contento di tornare a Piazza Vittorio, o a TorPignattara o a Villa Certosa o a  Centocelle, quartieri in cui anche ho vissuto e che continuo a frequentare.
Ciò, sia chiaro, non significa che non riconosco le enormi mancanze di servizi e cura presenti in questi quartieri. Così come riconosco anche che nei quartieri che "ce l'hanno fatta" ci siano esperienze importanti e positive di economia sostenibile o circolare, che però, e lo sanno, hanno il grande problema di essere vincolate ad una comunità elitaria, progressista ma per ora profondamente elitaria.
Penso e spero che anche Sorrentino non voglia trasformare Piazza Vittorio in un'altra Trastevere. Penso che la sfida vera per questo spazio sociale ibrido e complesso, ma ancora vero e normale, sia quello di ridargli servizi, dignità, legalità e pulizia, senza svenderlo nelle mani aride e avide del turismo e degli interessi più spietati della gentrification.  Credo anch'io, per fare un esempio, che vada trovato un modo per ridare varietà ai negozi che stanno sotto i portici. L'eccessiva presenza di negozi outlet gestiti da cittadini di origine cinese toglie ricchezza e varietà. Ma chi riuscirà a convincere i proprietari di quei negozi (spesso italiani) a guadagnare meno da attività che non possono garantire le stesse entrate? Perché, se non si interviene sui costi di quegli affitti, a sostituire gli outlet cinesi potranno essere solo vinerie esclusive e il risultato omologante sarà simile. Credo insomma che a Piazza Vittorio ci sia una grande occasione che spero non venga sprecata, quella di provare a rivitalizzare un quartiere senza consegnarlo alle logiche del puro commercio (cinese o italiano o indiano che sia) e provando a non trasformarlo in una vetrina trendy e ripulita per upper class di professionisti e per distratti turisti omologati, da cui tener fuori le tante persone vere che ancora lo vivono. Piazza Vittorio può essere un laboratorio di incontro tra le sperimentazioni più innovative e attente dei soggetti tipici della gentrification e la vita reale di persone con minore potere d'acquisto. E' una sfida intensa, nella quale coinvolgere le associazioni culturali italiane, ma anche le persone reali, indipendentemente dalla loro provenienza e appartenenza.
Fin qui, concordo con Sorrentino, il silenzio dell'amministrazione è assordante.
Speriamo qualcosa cambi.

Un'ultima cosa: domani sera, lunedì 21 novembre, alle 20 all'Apollo Undici di Via Bixio, all'Esquilino, viene presentato un bellissimo film di Frederick Wiseman, maestro del documentario americano, che ha molto a che fare con tutta questa storia: si chiama In Jackson Heighs e racconta l'intreccio tra gentrification,  multietnicità e interessi economici in un quartiere di New York. Può essere un ottimo strumento per iniziare a riflettere su quanto si dovrebbe o non si dovrebbe fare a Piazza Vittorio.

Questo post è stato letto da circa 30mila persone. Ha suscitato molti commenti e discussioni in quartiere. Dopo aver parlato con molti, ho scritto un altro piccolo contributo con alcune idee: LA CRISI DI ROMA, PIAZZA VITTORIO E ALCUNE IDEE


15 commenti:

  1. É una discussione molto interessante e condivido sia il fatto di segnalare l'immobilismo della città sia sperare che le parole evoluzione o cambiamento non abbiano riferimento quell'angolo tanto cool e così palloso chiamato Monti. Vi invito tutti, o voi che leggete, a visitare al Macro Testaccio spazio Factory, la video installazione Raection Roma: una fotografia in movimento della città, realizzata con immagini video girate da chi vive a Roma. Bisogna vederla perché non racconta i problemi della città ma descrive lo stato d'animo di chi qui ci vive. Forse osservando quei punti di vista ci si rende conto che ci sono prospettive molto più interessanti delle nostre e purtroppo molto più disperate.

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  2. Purtroppo, Andrea, per quanto affascinante sia la tua idea, rimarrà appunto, un'idea. Il pubblico non ha una lira da spendere e può solo affidarsi al privato per la riqualificazione della piazza sia in termini di servizi che di infrastrutture. Il pubblico concede spazi obbligando il privato a a prendersi cura dei dintorni (per semplificare). Guarda Piazza Cavour, uno dei pochissimi esempi in città di questa virtuosa coesione pubblico-privata. Pensare che il Comune spenda soldi che non ha (né per costruire né, tantomeno, per gestire) è pura utopia, lo sai benissimo. I proprietari dei negozi non abbasseranno mai gli affitti (tu lo faresti? perchè mai dovrebbe essere scaricato sui privati l'onere di migliorare la piazza senza dare loro nulla in cambio?) anche perchè non tutti sono mega-latifondisti stracolmi di quattrini, ma spesso sono anche piccoli proprietari che pagano le tasse sui propri immobili (e a Roma sono le più alte d'Italia) che vengono riversate nelle casse del Comune che poi dovrebbe spenderli proprio per risolvere parte dei problemi che elenchi. I negozi cinesi che si sono impossessati della piazza sarebbero messi ai margini se, piano piano, esercizi di qualità, promossi e aiutati, cominciassero a fiorire. E non parlo di locali alla moda per ragazzini con le micro-macchine, ma di posti come il Mercato di Roma a Termini, o il pensiero generale del Mercato Testaccio. Esercizi di qualità che permettono ai residenti (di qualunque razza e provenienza) di passeggiare in mezzo a cose belle. E la bellezza porta bellezza. Il degrado porta degrado. E' triste dirlo ma dal pubblico c'è poco da aspettarsi, le delibere Coia pro Tredicine e pro mafia cartellonara stanno andando esattamente nella direzione opposta a quella che ci aspettiamo: punire i piccoli imprenditori di qualità e supportare le grandi famiglie di briganti romani. Ho la netta sensazione che Piazza Vittorio così come altri posti di Roma non farà che peggiorare negli anni, come sotto l'influsso di un Alemanno-bis. Siamo ben lontani dallo spauracchio della gentrification di cui parli, qua siamo al medioevo, alla legge del taglione. Le periferie sono sempre esistite e sempre esisteranno. Dici bene, Piazza Vittorio è una sorta di periferia dislocata in centro, ma l'esperimento sta dando i frutti contrari: invece di 'elevare' coloro che sono più sfortunati grazie alla possibilità che un luogo del genere può dare, il degrado si sta diffondendo a macchia d'olio anche proprio a partire da quella piazza.

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  3. Il guaio di questa epoca è che si sia fatto credere a tutti di poter dire qualsiasi cosa dando unicamente fiato alle trombe.Per quanto riguarda piazza Vittorio il suo vero guaio è stata la " metro" che ha permesso a chiunque di pensare di poterci arrivare.

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  4. Andrea mi piacerebbe coinvolgerla nell'attività e nella riflessione che conduciamo da anni insieme al Comitato Piazza Vittorio Partecipata e ad altre realtà del rione. Il grande tema della manutenzione e della gestione del giardino-piazza si è riacceso in occasione dell'uscita del bando per le opere di riqualificazione dello spazio interno, in via di pubblicazione. Se fosse possibile avere un suo recapito, sarei contenta di incontrarla. Può mandarmi un messaggio, eventualmente, all'indirizzo esquilinonotizie@gmail.com? Molte grazie e un saluto. Emma Amiconi

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  5. Spero che nella "pulizia" generale per rivalutare p.zza Vittorio, che sicuramente è auspicata, non vengano penalizzati i musicisti di strada che ogni tanto si alternano sotto i portici,specialmente vicino l'ingresso dell'OVS. Ogni tanto sento suonare un sassofonista molto bravo che fa onore alla Musica e credo sia un valore aggiunto per gli abitanti e i turisti che transitano, invece so che spesso sono allontanati dalle forze dell'ordine su segnalazione di negozianti intolleranti. Esibizioni di tali artisti dovrebbero essere incentivate invece...

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  6. Fuga dalla gentrification. Ho vissuto in 40 anni a Regola, a Trastevere, a Testaccio, all'Esquilino... Sono testimone di chi scompare.

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  7. Che bella la tua riflessione, la rilancio sul sito di Carteinregola.ir

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  8. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  9. Ottimo intervento quello di Andrea Segre. Quanto sia difficile governare il commercio lo testimonia invece quel che dice Piero Costantini. Non so nulla del Mercato di Roma, ma il mercato di Testaccio è quasi un deserto. Bellissimo e finto. Piazza Vittorio, dove ho vissuto a lungo, è un luogo di incontro e conflitto, agito e subito. Che non sia gentrificato è una buona cosa, che cominci a crescere l'intolleranza è cosa pessima, che chi ama Roma dovrebbe combattere. Se anche uno come Sorrentino guarda dall'altro il paesaggio sociale di quella piazza non siamo messi benissimo.
    Quanto a Jackson Heighs, non mi è piaciuto. E' documentato e ben girato, ma restituisce uno sguardo piatto, non mostra il conflitto. Una fotografia che non si cura del tempo sociale. Anche se alcuni brani - il racconto del passaggio della frontiera dal Messico, ad esempio - mi hanno preso il cuore.

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  10. Ciao,
    oltre 20mila persone hanno letto questo post in due giorni. Il tema desta indubbiamente interesse e credo sia il caso di provare a fare delle proposte concrete per provare a declinare il mio pensiero. Sto ascoltando e leggendo le vostre idee e mi confronto anche con altri amici che abitano nella zona. A breve proverò a riassumere alcune proposte, nella convinzione che siano anche molti altri ad averne di valide e importanti. Intanto grazie della vostra partecipazione.
    Andrea

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  11. Io penso che ci sia spazio per una via di mezzo tra la gentrification spinta e il disastro. Abito nel quartiere da sempre e non mi mancano i locali trendy o i negozietti vintage del quartiere Monti. Mi mancano (abito a Piazza Fanti) un fornaio come c'era a via Turati, il macellaio (che c'era a Via Rattazzi), un negozio di calze (sempre via Rattazzi), forse persino il tornitore (che era a piazza Fanti quando ero piccola) insomma negozi che creino un tessuto di relazioni. Che poi chi mi vende calze pane e quaderni o altro sia cinese o italiano o africano, probabilmente cambia poco, se lo vedo tutti i giorni e ci costruisco una relazione. Mancano le relazioni quotidiane, manca la possibilità di avere uno scambio a piazza Vittorio come a piazza Fanti. Manca il negoziante che ti saluta quando passi, il bar dove fare due chiacchiere con il barista (ci sono D'Amore e Fassi ma a via dello Statuto). Mancano anche - e questo non è davvero un sintomo di gentrification - dei ben curati, efficienti e custoditi bagni pubblici. Voglio che l'Esquilino diventi più simile a piazza Bologna, all'Alberone, a via Lanciani...non a via Urbana e Via della Malva...Voglio una politica che incentivi i commerci necessari ai cittadini, che eviti i gabinetti a cielo aperto, che cacci per sempre le oscene bancarelle che si sono impadronite subito dei marciapiedi ingranditi...E poi su un tessuto urbano e commerciale ricucito ci sarebbe spazio per valorizzare le specificità del quartiere, multiculturalità,zona di passaggio, apertura alla diversità...

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  12. Io sono di Garbatella e mamma mia, da quando andavo alle medie (sono passati circa 8 anni) il quartiere è diventato via via sempre più "trendy". Ancora resta una larga fetta di popolazione "popolare" (del resto è nato proprio come quartiere popolare!) ma ogni anno spuntano nuovi ristorantini, enoteche, birrifici chic ecc. Per carità, la rinascita culturale del quartiere è anche una cosa bella, c'è la Strada e il Palladium fa tante belle cose, il mercato biologico ecc. Ma sempre di più via via che le case popolari si liberano se le comprano i ricconi che poi girano in mega suv (che occupano tutta la strada). Negli ultimi anni incontro per strada anche sempre più tedeschi e inglesi, del resto ormai, davvero, una casa alla Garbatella non se la può permettere più nessuno "normale", le più belle sono villette con giardino, a due passi da Testaccio...
    Però che tristezza, quando andavo alle medie ricordo un'atmosfera forse un po' "coatta de borgata", per così dire, che però con tutti i suoi difetti (e c'erano!) sentivo autentica, la sentivo Garbatella dei garbatellari (col professore di educazione tecnica costruimmo anche il Fort Garbatella con il legno XD). Mentre adesso che sta venendo invasa da gente "di passaggio" ho l'impressione che corra il serio rischio di "svuotarsi" e diventare anche lei come Trastevere o Testaccio: quartieri belli ma praticamente solo turistici.
    Ci vorrebbe davvero una sana via di mezzo. Non il degrado, sì la cultura, la bellezza, ma anche con gente che ci viva e che viva il quartiere giorno per giorno.

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  13. Ho vissuto a Roma e ad Esquilino per per 4 anni , Piazza Dante. Vivo in Inghilterra dal 2007 e torno a Roma ogni tanto. Come tutti i Romani acquisiti ho un amore per la Citta' immenso. Il quartiere come Agora' e' parte del patrimonio sociale e culturale di Roma ma anche segno del suo decadente provincialismo che tanto amiamo. Ci piaccia o no purtroppo tutto cambia . Il vuoto della gentrification diverrebbe essere colmato da qualcosa di diverso dalla nostalgia a dare nuovi contenuti umani alla meraviglia di Roma eterna . Forse cercare segni della memoria storica dei quartieri da poter rinnovare e infondere consapevolezza nei nuovi fruitori , Romani o delle Provincie

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  14. Ma non condivido nemmeno mezza idea né tanto meno questo inaudibile concetto di gentrification .
    Qui c'è gente che soffre da cani, no peggio dei cani.
    Il paragone nnon è molto indovinato perché, pardon i cani muoiono perché ingoiano inavvertitamente la dose di droga di cui è disseminato l'intero giardino dove finisce regola dovrebbero giocare i miei figli di cui uno portatore di handicap.
    E sotto casa ho il raduno di spacciatori 24h/24 che devo fare pure il giro lungo per non incappare in una delle risse quotidiane.
    In quanto alla variopinta comunità di giocatori di basket o di taichi niente da dire.
    Ma i clochard ,quelli che dice lei, muoiono di freddo di noncuranza di alcolismo di congiuntivite di epatite cronica...ecc ecc ecc ...cosa caspita ci trova di così antigentrificationally?
    I gatti randagi nella piazza hanno più dignità degli esseri umani.
    Riguardo al mercato, ma soprattutto al paramercato di oggetti rubati : no comment.
    Si faccia gentrificare un pochino le idee

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