Andrea Segre

In questa pagina trovate informazioni e notizie legate principalmente alla mia attività di regia documentaria e cinematografica, ma anche scritti, riflessioni, diari di viaggio, appunti.
Qui di seguito trovate gli ultimi tre post pubblicati. Se invece cercate informazioni sui miei film cliccate qui. Per leggere i post più vecchi potete accedere all'archivio di: Scritti, News e Regia.

LA CRISI DI ROMA, PIAZZA VITTORIO E ALCUNE IDEE

Premessa del 16 dicembre 2016
Avevo scritto tutto ciò ieri. Prima degli arresti di stamattina. Che complicano non poco, ma che richiedono anche una reazione energica e creativa. E' evidente che i problemi nella capitale sono ben più complessi e strutturali delle idee che qui propongo. Ma lo faccio ugualmente, perché mi auguro che anche dalle piccole idee possano nascere semi di rinascita.
Fine premessa.

In occasione della Foto di Auguri 2017, tradizionale appuntamento natalizio a Piazza Vittorio organizzato da molte associazioni del quartiere, scrivo poche righe di proposte, come promesso in seguito all'articolo pubblicato il 20 novembre Sorrentino, Piazza Vittorio e la crisi di Roma che è stato letto da circa 30mila persone nei giorni scorsi.
Le mie non vogliono e non possono essere proposte esaustive, ma un semplice contributo "creativo". Non voglio qui dettare come si risolvono i problemi di Piazza Vittorio, ma contribuire alla sua valorizzazione con delle proposte. Proposte per far crescere intorno alla Piazza iniziative capaci di migliorarne la vita sociale, in una direzione quanto più possibile inclusiva, rispettosa cioè delle tante differenze che popolano il quartiere.
Insomma prendetele come vere e proprie idee. Quasi etimologicamente, cose che vorrei "vedere".
Non so dire ora come possano diventare realtà. 
Ma mi piacerebbe un giorno vederle realizzate. 
1. Noleggiatore di giochi. L'ho visto un giorno in un parco pubblico a Montreal, in Canada. Una casetta di legno con dentro i giochi più strani e curiosi: aquiloni, skateboard di varie forme, giochi da tavolo in legno, costruzioni tipo lego, palloni di varie forme, hula-hop, funi, materassini, vari strumenti circensi e molto altro. La cosa meravigliosa è che non erano in vendita, ma a noleggio: 2 o 3 euro l'ora. Non avete idea di cosa succedeva intorno. Bambini e grandi felicissimi. Ma non basta: il servizio era curato dal municipio e con gli introiti copriva il personale, ma anche la pulizia del parco. I giochi erano stati donati da varie aziende interessate a far conoscere i loro prodotti.
2. Animatori interculturali. Affianco al noleggiatore di giochi sarebbe bello ci fossero ragazzi  15-25enni capaci (per formazione o per biografia) a mediare tra varie provenienze culturali. Potrebbero nascere nuovi giochi, non solo tra bambini.
3. Negozi di scambio: uno o due dei negozi sotto i portici potrebbero essere affittati con fondi pubblici o comunitari (poi sotto spiego cosa sono) e destinati a luogo di scambio e socialità, non di commercio. Spazi dove si possono organizzare compleanni per bambini e non solo, presentazioni di libri, serate di cucina, mostre, ma dove anche lasciare annunci per cercare o offrire lavoro, per trovare o affittare casa, o dove trovare informazioni per chi è appena arrivato o sta sperando di poter partire, e mille altre cose destinate a "scambiare" servizi, conoscenze, piaceri, non merci. Il tutto anche in questo caso facilitato da mediatori interculturali.
4. Pulizia partecipata: semplici turni di pulizia della piazza volontaria e partecipata, con appuntamenti stabiliti mensilmente e comunicati in appositi calendari multilingue in diversi angoli della piazza.
5. Mostre appese: a Bologna un'associazione organizza lungo i portici di via Indipendenza delle splendide mostre di grafica appesa. Appesa lungo le colonne o proprio sospesa dal soffitto dei portici. Con quelle altezze potrebbero nascere cose meravigliose. Unica condizione: chi espone espone gratis e possono esporre anche artisti non famosi. La spesa materiali per le installazioni a Bologna in alcuni casi erano coperte dai commercianti dei portici.
6. Cultura in Metro: nei lunghi corridoi della Metro potrebbero essere concessi liberi spazi pubblicitari destinati solo ad iniziative culturali e sociali promosse da soggetti del quartiere. Come erano i cilindri a Berlino, almeno fino a una decina di anni fa. Spazi per pubblicità gratuite di cinema, teatro, associazioni, scuole e altro.
7. Gara di palloncini (questa è davvero naif, ve ne chiedo scusa, ma mi piace!): avete mai provato a correre spingendo in aria un palloncino gonfiato? E' difficile e divertente.  Un mix di velocità e lentezza. Fare una gara di corsa con palloncini tutt'intorno ai portici sarebbe divertentissimo. Per grandi e piccini. Un torneo unico al mondo, che colorerebbe con decine di palloncini i portici.

…e poi cose banali ma necessarie come i bagni pubblici, la cura del verde, il ripristino del cinema all'aperto, controlli di polizia, sostegno alle associazioni che già esistono e molte altre cose che in molti chiedono e giustamente.

Tutto ciò certamente si può fare meglio se ci sono soldi pubblici e soldi pubblici vanno chiesti, ma se proprio non ci sono (o non ci sono quelli che li dovrebbero amministrare) esistono altre modalità per riuscire a finanziare queste e altre idee.
Esistono strategie di economia circolare e comunitaria.
Circolare significa che nasce dal riutilizzo di altre energie, come i giochi del noleggiatore di giochi messi a disposizione dalle ditte che li producono o come gli animatori interculturali che potrebbero essere collegati a corsi universitari di mediazione interculturale.
Comunitaria significa che nasce dalla raccolta fondi di una comunità che condivide un medesimo spazio fisico. Esempio: 10 euro al mese con i quali chiunque ha poi diritto di partecipazione alle decisioni di investimento dei fondi raccolti. Intorno alla piazza siamo davvero in tanti, di soldini se ne potrebbero raccogliere molti. Ma devono essere legati ad un'assunzione di responsabilità. Cioè non donazioni impersonali destinate a qualcuno che fa cose "buone", ma investimenti personali e responsabili per far nascere servizi comunitari. Io pago, quindi posso partecipare alle decisioni su come spendere ciò che abbiamo raccolto. Di base è lo stesso principio della tassazione pubblica, ma su base comunitaria territoriale funziona ancora meglio. E nulla toglie che possa unirsi a fondi pubblici, anzi. Molte sono le esperienze di questo tipo in altre città (e forse anche a Roma, chiedo scusa se non ne conosco), è una cosa più da Nord Europa ovviamente, ma perché non provare a farla funzionare anche qui a sud!?!

Certamente in molti già avevano pensato e proposto cose simili e certamente non è facile passare dalle idee alla realtà, ma dalle idee, anche piccole, credo si debba partire.

Buona Foto di Natale a tutti (per chi non lo sa l'appuntamento è sabato 17 dalle 12.00 in Piazza Vittorio)
Andrea

Film e Documentari